Cruasé: spumante rosa per nascita e per scelta di territorio

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ROMA – Nelle ultime settimane il Consorzio di Tutela dei Vini dell’Oltrepò Pavese ha lanciato una massiccia campagna promozionale per presentare a curiosi ed appassionati l’ultima novità enologica nel panorama delle bollicine made in Italy: il Cruasé. Si tratta di un marchio collettivo di proprietà del Consorzio che individua i vini spumanti ottenuti dalla vinificazione in rosato di sole uve pinot nero e ascrivibili alla recente Docg Oltrepò Pavese Metodo Classico.

Ho avuto modo di partecipare alle presentazioni romane fatte nella consueta sede del Gambero Rosso e, anche se è ancora presto per esprimere un giudizio tecnico (troppo pochi i campioni degustati e molti ancora un po’ chiusi e reticenti), devo dire comunque che il prodotto mi ha incuriosito e merita di essere seguito con interesse.

L’Oltrepò Pavese è una regione viticola di grande estensione (oltre 13mila ettari!) e dall’enorme peso produttivo, tutta riunita sotto un’unica Doc.  Una realtà così ampia e variegata, con microclimi e terreni che possono essere anche assai diversi tra loro, conta un numero esagerato di tipologie e sottotipologie, e sono inevitabili gli alti e bassi dal punto di vista qualitativo. Uno dei comparti su cui si punta di più è proprio quello delle bollicine, che sembra aver trovato nel connubio territorio-pinot nero (vitigno qui coltivato dalla fine dell’Ottocento) l’alchimia giusta per imporsi come nuovo riferimento nel mercato della spumantistica di qualità e di denominazione italiana.

Il Cruasé viene presentato come il marchio di punta su cui l’intero comparto produttivo dell’Oltrepò scommetterà maggiormente nei prossimi anni, con l’obiettivo dichiarato di uscire presto dal fattore moda (il rosa di questi tempi “tira” un po’ dovunque…) e di farlo diventare un vero e proprio biglietto da visita del territorio.

La parola Cruasé nasce dalla fusione tra “cru” (selezione) e “rosé”. Un nome così “di tendenza” ha in realtà rimandi a tradizioni locali molto antiche. Cruà era infatti il nome di uno dei più importanti vini/vitigni prodotti in Oltrepò Pavese sul finire del XVIII secolo. Un nome “melodico” e facile da ricordare su cui il Consorzio stava da tempo ragionando per riprenderlo e rilanciarlo. L’idea giusta per farlo è arrivata abbinandolo al concetto di “naturalmente rosé”, altro progetto di riferimento del Consorzio, che prevedeva la produzione di spumanti rosa ottenuti direttamente da una macerazione sulle bucce di uve nere, e non come generalmente accade attraverso cuvée di uve bianche e rosse (da mosti o da vini). Unendo quindi le due espressioni “Cruà” – come cru ma anche come migliore espressione storica del rapporto vino/territorio – e “rosé”, vino poco valorizzato in Italia ma dall’enorme potenziale, è nato “Cruasé”

Un rosè “naturale per nascita e per scelta di territorio”, come amano definirlo i consorziati dell’Oltrepò. Il regolamento produttivo prevede una serie di parametri che, comunque, partono dalla base del disciplinare: minimo 85% di Pinot nero con la specifica di vitigno nella DOCG, affinamento sui lieviti di almeno 18 mesi, appartenenza alla tipologia “brut” o “brut nature”.

I primi rilevanti numeri arriveranno per il prossimo 2010. Nelle cantine si stima che siano stoccate circa 5 milioni di bottiglie e sembra che le prenotazioni, in Italia e in importanti mercati esteri come l’Inghilterra e Germania, procedano a gran ritmo. Che dire di più? In attesa di futuri assaggi, in bocca al lupo agli amici dell’Oltrepò!

Franco Santini

Franco Santini (santini@acquabuona.it), abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri. Pian piano, da argomenti tecnico-scientifici è passato al vino e all’enogastronomia, e ora non vuol sentire parlare d’altro! Grande conoscitore della realtà vitivinicola abruzzese, sta allargando sempre più i suoi “confini” al resto dell’Italia enoica. Sceglie le sue mète di viaggio a partire dalla superficie vitata del luogo, e costringe la sua povera compagna ad aiutarlo nella missione di tenere alto il consumo medio di vino pro-capite del paese!

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