La nuova drink list di Follis a Fiumicino: un passaporto per scoprire il mondo

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Fiumicino, per i romani (e non solo) è il luogo del viaggio, delle partenze e degli arrivi. Nel cuore pulsante della zona portuale, il ristorante Follis sta rapidamente diventando un faro del gusto e dell’innovazione nella proposta food&beverage.

Fondato nel 2023 da tre appassionati ristoratori romani, Follis si sta distinguendo per una cucina raffinata ma concreta, unita alla capacità di proporre un’esperienza di bevuta ragionata e originale. Recentemente, il polifunzionale locale – ristorante e american bar – ha lanciato una nuova drink list, che rappresenta un viaggio sensoriale attraverso i sapori e le culture del mondo. Una lista – ispirata da un viaggio nel deserto del Sinai dalla talentuosa bar manager Samantha Parente ­– che non è solo una sequenza di creative e ben realizzate preparazioni miscelate, ma (letteralmente) un passaporto per un’avventura gastronomica originale e di qualità. Con ogni cocktail, infatti, i clienti ricevono un “passaporto” descrittivo che arricchisce l’esperienza, rendendo ogni sorso un momento di scoperta e piacere. Ma andiamo in ordine…

Claudia Bonavita, Rafael Poter Da Cruz e Daniel Celso

Durante la mia recente visita, ho avuto innanzi tutto modo di apprezzare la filosofia che guida questo locale particolare: la prima impressione è stata quella di una grande “sinergia” di cuori e menti, unite nel rendere concrete le tante, belle idee. Questo spirito di base si riflette non solo nei piatti sapientemente preparati dallo chef Daniel Celso – una cucina con basi solide, per piatti senza fuochi d’artificio, ma centrati e realizzati per offrire, innanzi tutto, una sana piacevolezza – ma anche nei cocktail innovativi ideati da Samantha Parente e dalla squadra da lei coordinata. La collaborazione tra cucina e bar è parte fondamentale dell’esperienza: si lavora in stretta sinergia, creando un dialogo continuo tra sapori e tecniche, cercando di armonizzare i piatti gourmet con cocktail innovativi, che elevano l’intera esperienza gastronomica a un livello superiore.

L’obiettivo di Follis è chiaro: fornire un’esperienza sensoriale completa. Ogni dettaglio, dall’arredamento raffinato che combina elementi Art Decò con uno stile moderno, alla presentazione curata dei piatti e dei cocktail, è studiato per immergere gli ospiti in un viaggio di scoperta. La cura e la precisione con cui ogni elemento viene presentato trasformano una semplice cena o un aperitivo in un’occasione speciale.

La nuova drink list, ispirata ai viaggi internazionali, rappresenta un’esperienza unica nel suo genere. L’idea per questa collezione di cocktail, come detto, è nata durante un viaggio nel deserto del Sinai, un’avventura che ha permesso a Samantha di esplorare sapori e aromi esotici. Questa esperienza ha dato vita a una serie di preparazioni che trasportano i clienti in diverse parti del mondo.

Ogni drink è stato attentamente studiato per riflettere i sapori distintivi di un particolare paese. Io, per non farmi mancare nulla, ne ho assaggiati ben 12 su 15, e vi descrivo la terna di quelli che più mi hanno intrigato.

Brigante – da una foto di Alessandro Barattelli

Brigante
Sarà che vengo da una terra (l’Abruzzo interno) dove il brigantaggio è stato un fenomeno sociale e storico rilevante, ma il nome mi ha subito intrigato. Ho scoperto poi che è anche uno dei preferiti di Samantha, che ha voluto rendere omaggio alle sue origini lucane. Amaro (Lucano ovviamente!), vermouth antica formula, bitter martini riserva e ginger falernum a dare un tocco di speziatura. Il garnish è fatto con peperone crusco e un’affumicatura, che ricorda tanto l’odore dei camini accesi che si respira d’inverno nei paesini di montagna. Una sensazione familiare e rilassante, che mi ha portato subito a casa…Un cocktail meditativo, perfettamente bilanciato, non troppo alcolico (siamo sui 20°), servito nel classico bicchiere tumbler basso da Old Fashioned, che farà felici tutti gli amanti delle sensazioni amaricanti.

Il Conte in Botte da una foto di Alessandro Barattelli

Il Conte in botte
Resto in Italia, con una rivisitazione di un grande classico, il Negroni. Affinato per un mese in un piccolo caratello di rovere, è a base di gin, Punt&Mes, bitter Campari, acqua di amarene e liquore alla nocciola. Anche qui bicchiere tumbler basso, con un’amarena Fabbri sotto spirito come garnish tentatore. Leggermente più morbido e arrotondato rispetto ad un Negroni, è un cocktail di grande complessità, stratificato e speziato, con un finale amaricante di genziana e una lunga persistenza.

Claudia Bonavita prepara un “Bello e Invincibile”

Bello e Invincibile
Un mix di Hendrick’s Gin, liquore ai fiori di sambuco, estratto di cetriolo e succo di yuzu capaci di donare freschezza, completata con il tocco spicy di una ginger beer. Servito in una lampadina, questo drink si illumina di fronte a una luce led, grazie alle proprietà fotosensibili della vitamina B2, aggiunta nella preparazione. Di questo cocktail mi è piaciuta l’originalità del servizio e la freschezza che il mix di sapori erbacei e agrumati lascia come lunga sensazione nel palato.

Samantha Parente versa l’Habibi – foto Barattelli

Habibi (“Amore Mio”)
Esco finalmente dall’Italia per approdare in Egitto. Il drink è servito caldo, e già questa è una particolarità. Può essere versato da una teiera di ghisa in due bassi e spessi bicchierini circolari, invitando alla condivisione e al piacere di stare insieme. Ingredienti sono rum, rye whiskey, ginger Falernum, tè al karkadè, sciroppo di pepe di Sichuan e cannella, succo di pompelmo. La speziatura conduce la bevuta, piacevolmente calda, suadente e confortevole. Già buonissimo così, io me lo sono immaginato abbinato ad uno strudel, dolce lontanissimo dal concept del drink, ma a cui si ricollega perfettamente per aromi e sapori.

Franco Santini

Franco Santini (santini@acquabuona.it), abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri. Pian piano, da argomenti tecnico-scientifici è passato al vino e all’enogastronomia, e ora non vuol sentire parlare d’altro! Grande conoscitore della realtà vitivinicola abruzzese, sta allargando sempre più i suoi “confini” al resto dell’Italia enoica. Sceglie le sue mète di viaggio a partire dalla superficie vitata del luogo, e costringe la sua povera compagna ad aiutarlo nella missione di tenere alto il consumo medio di vino pro-capite del paese!

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