di Andrea Gabbrielli Era un mondo molto diverso quello del 1968, l'anno della prima vendemmia del Sassicaia. Studenti e operai riempivano le piazze a Roma come a Tokio e dappertutto c'era grande fermento e voglia di novità. E anche il sonnacchioso e tradizionalista vino italiano, non rimase immune da questa voglia di cambiamento se non altro perché dal mercato arrivavano segnali sempre più stringenti: il modello italiano aveva cessato di avere appeal
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