Passeggiando lungo le strade di Casale Monferrato e guardando la gente, i palazzi, le piazze, i negozi, non si tarda a rendersi conto di essere capitati in una delle espressioni più pure della provincia italiana, alla quale si aggiunge il garbo piemontese: si ottiene così un risultato quieto, levigato, fatto di sorrisi e dialoghi distesi. Le vetrine sono piene di bei pigiami dalle buone stoffe e con disegni classici che fanno intravvedere famiglie che amano il comfort della casa in cui stare in modo presentabile quando non elegante, esibendo bon ton in tutti i momenti della giornata.

In questo ambito, se c’è un luogo emblematico che affascina è il Rustico 1911 in via Roma 98, un fantastico negozio di pentole, piatti, porcellane, calici, utensili per la cucina di tutte le fogge e per tutti gli usi. Astenersi gli affezionati alle “cineserie”, qui è tutto strettamente selezionato, made in Italy o in Europe. Altrove sarebbe stato cancellato da qualche catena in un centro commerciale, qui vive e prospera e (perlomeno in questo periodo di feste) brulica di clienti.
Ma è percorrendo via Lanza direzione centro che ad un certo punto si viene investiti da un profumo inebriante: è il preannuncio del luogo che ospita la produzione di quei deliziosi biscotti chiamati Krumiri, anzi Krumiri Rossi per la cui forma il loro inventore Domenico Rossi si ispirò ai baffi di Vittorio Emanuele II ottenendo subito un grande successo. Testimoniato, solo per fare un esempio, dalla medaglia di bronzo ricevuta in occasione della Esposizione Generale di Torino del 1884.
Di essi si conoscono gli ingredienti (farina, zucchero, solo burro e uova a dare la componente liquida, vaniglia) ma di certo non le proporzioni o i procedimenti che sono segretissimi, a parte la macchina che produce i lunghi cilindri dalla superficie ruvida che vengono tagliati e poi piegati a forma di baffo. Sono biscotti che sfidano subito il palato con la loro iniziale robusta croccantezza, per poi sciogliersi in bocca rilasciando una dolcezza misurata ed elegante. E si abbinano con il tè, con vini dolci oculatamente scelti, o (tradizione nella tradizione) con un bello zabaglione caldo.
L’opera di Alessandro Rossi è stata egregiamente proseguita da Angelo Ariotti negli anni 20 del secolo scorso e infine dalla famiglia Portinaro: prima da Ercole nel 1953, poi da Romolo e oggi da sua figlia Anna assieme a Dorotea, che oggi presidiano la “sede unica” di produzione quotidiana annunciata da una vetrina piena di riferimenti storici. All’interno il negozio ha l’aspetto di un salotto dove predomina (coerentemente) il rosso e in cui l’arredamento è monopolizzato alle graziose scatole metalliche in cui vengono confezionati questi biscotti veramente deliziosi.
E proprio la famiglia Portinaro era originariamente proprietaria di quella che oggi è la Locanda Rossignoli 1913, attualmente uno dei principali custodi cittadini della cucina monferrina. L’arredo è classico, pieno di legni scuri e specchi ma una gestione giovane riesce ad inserire toni di freschezza ai quali le nuove generazioni locali non sono insensibili, mantenendo comunque la barra dritta sui piatti della tradizione giustamente mixati in tre menu degustazione a 25, 30 e 35 euro dove trovare la battuta al coltello di Fassona, il vitello tonnato, gli agnolotti monferrini, la torta alla nocciola, eccetera.
E se è un peccato che per la sera dell’ultimo dell’anno sia comparsa la voglia o la necessità di inserire proposte non particolarmente nelle proprie corde, la testimonianza di una cucina di territorio convincente è stata data dal Rotolo di faraona con bottaggio di verza e porcini su crema di Castelmagno. Da segnalare poi una cantina non smisurata ma interessante e con ricarichi assai onesti: ad esempio il magnifico Barbaresco Serraboella Sorì Paitin 2019 di Paitin (Neive) è proposto a 55 euro (e il Barbaresco “semplice” Serraboella a 50 euro).
Krumiri Rossi
Via Lanza 17 – Casale Monferrato
www.krumirirossi.it
tel. 0142 453030
Locanda Rossignoli 1913
Via Lanza 26 – Casale Monferrato
tel. 0142 455253
www.locandarossignoli1913.com

Scrive di vino, gastronomia e agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Direttore editoriale, gestisce le relazioni con i lettori e con la stampa. È membro dell’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare)









