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Tag: disciplinare di produzione

Il Morellino e la panacea Toscana

E’ notizia relativamente recente la decisione dell’assemblea del Consorzio del Morellino di Scansano di avviare l’iter burocratico per una modifica del disciplinare della denominazione volta a consentire “la possibilità, per le aziende che lo desiderano, di poter aggiungere la dicitura ‘Toscana’ in etichetta.” In pratica si tratta di sfruttare la popolarità del brand Toscana al fine di più facilmente accedere a mercati presso i quali il comprensorio non è ancora adeguatamente conosciuto. Ma siamo sicuri che questa virtuosa consequenzialità sarebbe così efficace?

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A proposito del Brunello. Riflessioni al termine delle indagini

di Andrea Gabbrielli Non c’è bisogno di andare sino in Afghanistan per incontrare i talibani. Nel mondo della comunicazione del vino ci sono e in questi giorni, dopo la chiusura delle indagini sul Brunello, stanno lanciando un’offensiva a largo raggio in cui, come al solito (sic), quello che prevale è più la voglia di gridare “al rogo, al rogo” piuttosto che il “solito” pacato ragionamento sugli avvenimenti di questi mesi

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Cosa insegna il caso Brunello di Montalcino

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Angelo Gaja A differenza della Francia, l'Italia prescrive in tutti i disciplinari dei vini a DOC e DOCG percentuali di impiego delle varietà di uva autorizzate alla loro produzione. Al fine di contrastare la violazione di detta norma, e quindi di contrastare la frode commerciale, vi è tutto uno schieramento di provvedimenti che nel tempo si sono dimostrati di scarsa efficacia: analisi del vino nel corso del processo di maturazione in botte, degustazione organolettica, controlli da eseguire su di una pletora di registri, applicazione sulla bottiglia di contrassegni di stato o di sigilli di garanzia...

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