Felicemente reduce dalla recente trasferta effettuata in questo triangolo pre-appenninico incastonato fra più regioni (che è già Lombardia ma anche un po’ Piemonte e un po’ Emilia), quel che libera la meraviglia va muovendosi sotto la scorza dell’apparenza e delle strade più battute: sta nei fermenti e nelle anarchiche individualità, nell’energia selvatica dei vini migliori, nelle mani e nella testa di certi vignaioli pensanti. Sta nel paesaggio, capace di rintuzzare in un colpo solo qualsiasi pregiudizio, tanta l’accorata bellezza che è in grado di profondere ad ogni sguardo che sappia guardare.
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