Vini rossi in grossa crisi

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Sulla prima pagina del Sole 24 Ore del 3 febbraio scorso campeggiava con grande risalto la notizia che nel 2023 il consumo dei vini rossi ha visto aggravarsi una crisi iniziata dopo la pandemia che riguarda Chianti, Montepulciano, Brunello, Amarone e Barolo, ma anche Aglianico e Nero d’Avola. Le vendite sono calate di 800mila ettolitri negli ultimi cinque anni, un trend confermato all’estero: basti pensare agli Usa, dove il calo è stato del 9%, con un particolare accanimento nei confronti del Syrah (-16%).

Sarà che è sempre più caldo in quasi tutti i mesi dell’anno, ma il consumo, soprattutto quello giovanile, privilegia sempre più bianchi e bollicine. O magari si orienta su quei rossi più leggeri, freschi, nervosi e bevibili che non a caso -da un po’- sono i più lodati dalla critica enologica.

Riccardo Farchioni

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