La Sala del Torriano: novità e verticale della Gran Selezione (e quella domanda di Marylin Monroe…)

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C’è stata da poco una svolta nella storia de La Sala del Torriano, cantina situata nella parte settentrionale Chianti Classico, zona San Casciano in Val di Pesa: il rientro in Italia del titolare Francesco Rossi Ferrini che rinunciando ad una attività appassionante e di successo nell’alta finanza londinese ne ha preso saldamente in mano le redini. Nonostante l’abnegazione e la perizia con cui sua madre Patrizia Cateni ha fronteggiato con energia innumerevoli impegni partecipando in prima persona anche a momenti cruciali come la nascita della  “Gran Selezione” del vino Chianti Classico, era arrivato il momento di importanti scelte da fare e decisioni da prendere: una per tutte, la realizzazione della nuova cantina di cui si vede il cantiere aperto da poco accanto alla vigna di sangiovese considerata più vocata che dà origine proprio alla Gran Selezione, vicina all’agriturismo Il Torriano, alle porte del borgo di di Montefiridolfi a otto chilometri da La Sala.

Sono complessivamente oltre 30 gli ettari vitati in queste due realtà acquisite in momenti diversi allo scopo di avere una base sufficientemente ampia con cui realizzare vini di eccellenza e certificati bio. La loro terra, dove si alternano alberese, macigno del Chianti e galestro, è impreziosita dalla presenza di ossidi di ferro che le donano affascinanti colorazioni rossastre. Oltre al sangiovese, vi sono coltivati pugnitello e cabernet sauvignon, seguiti con cura dall’enologo Ovidio Mugnaini, che guarda a Giulio Gambelli come modello inarrivabile. Scrupoloso e privo di modi da star, segue ogni fase della lavorazione in cantina il cui passaggio cruciale consiste nell’assaggio alla cieca della vinificazione separata di 40 particelle in cui sono stati divisi i 28 ettari di sangiovese.

E proprio la storia della Gran Selezione si intreccia con la figura di un personaggio avvolto nel mito come Silvano “Nano” Campeggi, che da Firenze conquistò l’America con i suoi bellissimi manifesti di film leggendari come Il principe e la ballerina, I fratelli Karamazov, Ben Hur, Via col Vento, mettendo in riga major come la Metro Goldwin Mayer o la Warner Bros. Uno che ebbe l’invidiabile fortuna di sentirsi chiedere da Marylin Monroe  se dovesse spogliarsi perché lui le facesse un ritratto, come ci ha raccontato (con una punta di malizia) la moglie Elena Renzoni, compagna di una vita, tracciandone un ritratto con parole commoventi. Fu una sera a cena che a Nano giunse la richiesta dagli amici del Torriano di disegnare l’etichetta di questo vino, e alle otto della mattina successiva era pronta: un’immagine di quattro galli che suonano e cantano, capace di evocare il simbolo di un vino toscano per eccellenza assieme alla gioia che la musica sa trasmettere, con il fondo oro a indicare un prodotto prezioso.

Eccoci dunque ad assaggiare quattro annate della Gran Selezione Il Torriano, prodotta da un singolo vigneto di sangiovese di un ettaro e mezzo curato nei minimi dettagli e quasi “pettinato”. La fermentazione è spontanea con lieviti indigeni, la macerazione di tre settimane con le bucce spinte in basso delicatamente dall’anidride carbonica per una migliore cessione delle sostanze al vino. L’affinamento avviene in una singola botte da 38 ettolitri per un tempo che è andato via via diminuendo dai 36 mesi dalle prime annate.  

Chianti Classico Gran Selezione Il Torriano 2015 
Prima annata prodotta, arrivata dopo uno studio durato anni, saltando la 2014 non ritenuta all’altezza. Colore affascinante, un rubino cupo con luminose trasparenze e naso improntato alla frutta rossa matura, Mon Chéry, grafite e leggero mentolo. In bocca è saporito, aggiunge sensazioni di liquirizia, mostra decise vibrazioni che tengono viva l’attenzione sensoriale, e un finale di grande energia. 
 
Chianti Classico Gran Selezione Il Torriano 2016 
Annata climaticamente positiva, equilibrata, che ha visto un germogliamento anticipato nelle piante. Questo vino, il cui affinamento in legno è durato 30 mesi (sei meno che l’annata precedente), ha come caratteristica una piacevole leggerezza tanto nella consistenza che nell’espressione, fin dalle sensazioni olfattive che presentano anche una componente floreale oltre che toni di menta ed erbe aromatiche. Al palato è fresco, succoso, ampio e con un finale che si espande imperiosamente con bella luminosità.  
 
Chianti Classico Gran Selezione Il Torriano 2020 
Stagione caratterizzata da un inverno mite, una primavera fresca e piovosa e una estate calda con una provvidenziale pioggia di 21 millimetri il 28 agosto e altre due in settembre. Al naso una espressiva frutta rossa, sensazioni boschive e di macchia mediterranea anticipano una beva sapida e compatta che fa un bello scatto nel finale, di nuovo contraddistinto da decise vibrazioni e grande ampiezza. 
 
Chianti Classico Gran Selezione Il Torriano 2021 
 Vino di impatto e personalità indubbi, e ancora in fase di assestamento. Olfatto intenso, molto diretto e persistente che sfoggia una godibile confettura di ciliegia e note ferrose. In bocca appare il vino più materico, denso, con belle iniezioni aromatiche di liquirizia, e un finale dal tannino di seducente finezza. 

Nelle prime immagini: Francesco Rossi Ferrini, Ovidio Mugnaini, Patrizia Cateni ed Elena Renzoni insieme con l’originale dell’etichetta della Gran Selezione

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