Sono ancora circa un centinaio le famiglie storiche che gestiscono oltre 250 ettari di vigneti, a cui si aggiungono altri 300 ettari di uliveti, in una cooperativa che affronta il ricambio generazionale con una base consistente di giovani soci sta acquistando nuovi terreni e investendo in un progetto di qualità, con l'auspicio di trainare l'intero movimento vitivinicolo del territorio. Qui parliamo di bellone, un'uva a bacca bianca le cui prime notizie risalgono ai tempi di Plinio il Vecchio
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