di Fernando Pardini Quello mio con i vini di Giovanni Sordo (e famiglia) è stato un rapporto particolarmente strano, fatto di strappi e di riavvicinamenti, con tutto il corollario comportamentale che muove prima dalla casualità, poi dalla consapevolezza. Un rapporto centellinato nel tempo e (ri)scoperto via via. Quasi si trattasse di “vini a scomparsa”
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