Quasi tutti noi che scriviamo di vino nutriamo l’intima convinzione di avere un buona visione generale del cielo stellato della produzione italica. Pensiamo che difficilmente ci sfugga non dico un oggetto di magnitudine apparente (m) 7 – cioè una stellina quasi invisibile a occhio nudo - ma di sicuro un astro molto luminoso. Beh, il vino si incarica da sempre di scardinare questa routinosa certezza. Si incarica di spiazzarci, di disorientarci. Di farci sentire quelli che effettivamente siamo: dei marinai magari navigati, ma sempre poca cosa di fronte all’estensione sempre più incontrollabile del mare di etichette disponibili sul mercato.
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