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Tag: vini sardi

Il Nepente di Oliena: una Sardegna “altra” che alza la testa

Piccolo viaggio virtuoso nel mondo del vino sardo, alla scoperta di un piccolo areale della campagna di Nuoro, Nepente di Oliena, con a protagonista il Cannonau. Micro aziende a carattere familiare per produzioni pressoché artigianali ad alto tasso di autenticità, alla ricerca di un disegno più accurato e contemporaneo, in ottica di bevibilità ed equilibrio.

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Una bottiglia di stile libero

I vini in cui si avverte in primo piano la confezione, ovvero i procedimenti con i quali sono stati ottenuti, la mano dell’enologo, le tecniche di affinamento, sono molto spesso – per non dire sempre – vini di scarsa naturalezza espressiva. Vini “fabbricati”, “costruiti”, figli di un’enologia invadente. La loro controparte sono i vini che i francesi chiamano “sans signature”, senza firma, in cui la lavorazione di base è talmente misurata da non dichiararsi, da essere impercettibile.

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Il vino buono lo fa la vigna: sempre?

Fra i tanti luoghi comuni del vino, forse il più difeso da vignaioli e commentatori è: “il vino buono lo fa la vigna”, “poi la vinificazione deve solo limitarsi a rispettare la qualità della materia prima”. Corollario: il vino buono è testimone fedele della terra dove nasce. Fin qui tutti d’accordo? certo, tutti d’accordo. Di solito pure io, che faccio lo scettico blu. Senonché la suddetta evidenza empirica di tanto in tanto dice altro.

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Universo Sardegna/1: Mamoiada e il suo Cannonau

Mamoiada, ovvero, uno dei casi più chiacchierati del momento, nell'universo mondo vinicolo. Un successo crescente per vini dalla personalità unica, in grado di scardinare i luoghi comuni più vetusti a riguardo delle espressioni enologiche isolane. Alla radice di un apprezzamento generalizzato ci sta una terra che letteralmente vive di viticoltura, da sempre, con le generazioni nuove a dar linfa al futuro.

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L’enobastian contrario e i bianchi sardi

Il parlante italico di qualche decennio fa lo chiamava bastian contrario. Per uno psicologo è una figura che è “sempre in disaccordo per partito preso, in modo nevrotizzato”. Tutti abbiamo purtroppo a che fare con soggetti simili. La loro versione nel mondo degli enofili è temibile in speciale misura. Qualunque sia l’assunto di base, e per quanto possa essere universalmente condiviso, l’enobastian contrario sconfina nel ridicolo pur di non accoglierlo....

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