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Day: Ottobre 1, 2020

Biancolella 2019 Casa d’Ambra al Filo di Marianna

Un Ischia DOC dalla cantina sociale più antica dell’isola, come si percepisce anche dall’etichetta molto classica. Un bel fruttato di agrumi e pesca sfuma in una nota minerale. Vino primario e persistente, non fa mancare una piacevole nota acida che lo rende un grande abbinamento per una fritttura estiva. E non solo, visto che vince […]

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Cenere e lapilli

Nome impegnativo, Lacryma Christi, non c’è che dire. Poi ci pensano l’innata scorrevolezza e il potere dissetante del vino ad umanizzarne l’ombra vagamente penitente e inquisitoria. Sottilmente fruttato, punteggiato da minute infiorescenze, di trama linda e alcol morigerato, questo LC 2018 gioca la sua partita sulla freschezza, che è freschezza di sapore più che acida, […]

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Taccuino Francese/2

Seconda parte del taccuino di viaggio parigino. Le librerie storiche, il profumo dei libri; l'arte, con la sua eloquenza. Nei luoghi di culto dell'immaginario mondiale, riflessioni, pensieri e deduzioni quando di fronte a te scorrono agli occhi dei capolavori

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La Vischia a Sogliano al Rubicone. Lunga vita ai Maghi della Terra

"E’ la natura che ti insegna tutto. Se hai un po' di spirito di osservazione e ti guardi intorno, impari da lei e capisci che la soluzione è li. Lì c’è tutto." L'incontro con Mariaelena e Francesco, che hanno scelto i boschi, i pascoli e le pecore per fargli compagnia e per dare indirizzo alle proprie vite. Una toccante lezione di (r)esistenza contro le insidie del mondo.

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“Chianti Classico e figlio di mezzadro”, il libro. Direttamente dal cuore (di un chiantigiano)

E’ un libro dove ogni parola viene da dentro, un patchwork all’apparenza anarchico nella scansione dei temi e nella alternanza dei toni narrativi, ma che nel flusso appassionato del racconto, nel tracciare così limpidamente la pura verità storica, ritrova d’incanto una sua unità, una sua coesione e, quel che più conta, una reale forza evocativa. Io ho deciso di rileggerlo. Proprio ora che la terza ristampa si sta avvicinando. Perché nel rileggerlo torna l’illusione che il Chianti ancor di più possa appartenermi. Ed io con questa sensazione in testa mi sento bene. Quindi l'ho fatto per me.

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