Anteprima vini di Toscana 2024: Chianti Classico Riserva 2021 (e qualche Riserva 2020)

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La tipologia Riserva è stata da sempre il “fiore all’occhiello” dei produttori di vino di qualità, e quindi anche di quelli chiantigiani. In generale proviene dalle uve migliori dei vigneti, e in alcuni casi da vigneti particolarmente vocati, e questo fa sì che i vini possano (e debbano) soggiornare e affinare in legno per un periodo superiore al quello dell'”annata”, nel caso del Chianti Classico 24 mesi invece di 12.

Dal punto di vista delle uve ammesse, il disciplinare ha in qualche modo risentito della storia “moderna” della viticoltura toscana, quando alcuni benemeriti vignaioli reagirono ad un visionario senso di inadeguatezza (sconosciuto ai più) ancor prima che arrivasse la tragedia del metanolo, e lo fecero in due modi: il primo fu scegliere con decisione e coraggio il sangiovese come uva su cui fondare una nuova e più consapevole viticultura, facendolo esprimere senza “schermature” nei propri vini “bandiera”; il secondo fu quello di accompagnarlo con uve “estere” grazie alla sicurezza data dal successo dei Supertuscan a dimostrazione che il territorio toscano sapeva plasmarle rendendole diverse dai caratteri ben noti dei grandi vini d’Oltralpe.

Il disciplinare della Riserva (come quello delle etichette d’annata) ha poi recepito ecumenicamente tutto ciò lasciando uno spazio del 20% per indirizzare “filosoficamente” i propri vini: quindi, a fianco dei paladini del Sangiovese in purezza che ambiscono ad interpretare “dritto per dritto” il carattere di questa uva “totem”, ci sono quelli più fedeli alle “origini”, che memori degli antichi disciplinari gli affiancano piccole percentuali di canaiolo, colorino e ciliegiolo, e infine coloro che ritengono così ben acclimatati merlot e cabernet sauvignon da poter aggiungere sensazioni diverse al profilo dei vini, non necessariamente per ammiccare a mercati esteri, ma avendo avuto la prova di spiccate specificità che queste uve assumono nel proprio territorio.

Qui di seguito le note di degustazione di molti Chianti Classico Riserva 2021 presentati nella Chiani Classico Collection 2024, una annata climaticamente senz’altro più equilibrata rispetto a quella successiva dei vini “annata”, e che quindi in linea di massima ha reso più agevole il lavoro dei viticoltori rendendo possibile con minore sforzo il raggiungimento di un buon equilibrio e una buona combinazione di forza e leggerezza, che è poi il risultato più bello da ottenere. Al quale, in questa tipologia, contribuisce in modo fondamentale, oltre alla cura di vigne sempre più esposte ai cambiamenti climatici, un uso oculato del legno. A completamento, qualche Riserva 2020 di quei produttori che preferiscono presentare (o ripresentare) i loro vini dopo averli fatti riposare un anno in più.

Chianti Classico Riserva 2021

Antinori – Villa Antinori (sangiovese e altre varietà complementari)
Olfatto di impeccabile precisione e bella finezza. Beva vellutata per un vino già equilibrato e godibile.

Brancaia (80% sangiovese, 20% merlot – bio)
Ampio, floreale, elegante al naso e in bocca subito leggero, succoso, largo. Finale saporito per una beva che più che alla materia punta sull’energia e sulla bevibilità.

Buondonno (sangiovese, bio)
Un naso profondo esprime un frutto elegante e composto nella esposizione. Bello spessore in una beva comunque fresca; finale vibrante.

Caparsa – Doccio a Matteo (97% sangiovese, 3% colorino – bio)
Piccoli frutti di bosco espressi con bella eleganza confermati in un palato di carattere e dinamismo, anche se forse con meno sostanza rispetto a quanto ci si sarebbe aspettati.

Capraia (sangiovese)
Buona profondità al naso e palato ricco, polposo, che chiude ampio ed energico.

Castagnoli – Terrazze (sangiovese, bio)
Naso profondo di granitica persistenza, che esprime tanto frutto di bosco accompagnato da note di inchiostro e toni ematici. Bocca densa, voluminosa, di ragguardevole potenza.

Castello di Albola (sangiovese, bio)
Colore cupo e olfatto piuttosto contratto, che però esprime un piacevole corredo di frutta nera. La beva è densa e piena di frutto maturo, ed è chiusa da un discreto finale.

Castello di Querceto (92% sangiovese, 8% canaiolo)
Finezza ed eleganza in un naso persistente. Bel nerbo in una bocca la cui trama si allarga lasciando percepire freschezza e leggerezza.

Castello di Volpaia (sangiovese – bio)
Naso profondo che esprime un frutto ben delineato. Ingresso in bocca subito all’insegna della leggerezza in una beva fresca e saporita. Finale lungo ed espressivo.

Cigliano di Sopra -Vigneto Branca (95% sangiovese, 5% canaiolo – bio)
Colore giovanile e naso pieno di un bel frutto puro, intenso, persistente, affascinante, accompagnato da una spruzzata di erbe aromatiche. Conferma in una bocca nervosa, succosa e vibrante.

Dievole – Novecento (95% sangiovese, 3% canaiolo, 2% colorino – bio)
Rubino con luminose trasparenze ed espressione di frutto molto classica in un olfatto di discreta intensità. Medio spessore in una beva fresca, dinamica, di grande sapidità.

Rocca delle Macìe – Sergioveto (sangiovese)
Di colore rubino intenso, esprime un frutto rosso molto maturo ribadito con dolcezza in una bocca di spessore, con evidente apporto del rovere.

Fattoria di San Giusto in Rentennano – Le Baròncole (sangiovese)
Assieme al frutto rosso si percepiscono note più delicatamente floreali. In bocca entra rotondo, spesso, provvisto di un corredo tannico impattante.

Fèlsina – Rancia (sangiovese)
Frutto rosso elegante e levigato, accompagnato da rimandi di macchia mediterranea. In bocca è leggero, succoso, bevibile ed equilibrato. Bel finale.

L’Erta di Radda (sangiovese, bio)
Naso espressivo, impreziosito e rinfrescato da una spruzzata di erbe aromatiche. Buono al palato, leggero e fresco, dove sfoggia un tannino vibrante nel finale.

Maurizio Alongi – Villa Barbischio (94% sangiovese, 4% malvasia nera, 3% canaiolo – bio)
Frutto rosso e macchia mediterranea in primo piano, esposti con bella intensità. Leggero, succoso, mostra una trama che si allarga in un finale succulento.

Monte Bernardi (95% sangiovese, 5% canaiolo – bio)
Naso profondo, composto ed elegante; in bocca è leggiadro, succoso, quasi impalpabile ma assai saporito nel finale.

Podere Terreno alla via della Volpaia (sangiovese)
Naso comunicativo e di grande fascino. La bocca, succosa e saporita, esprime un frutto anche qui con seducente lirismo.

Poggerino – Vigna Bugialla (sangiovese, bio)
Maturità di frutto rosso e macchia mediterranea in un naso persistente. La bocca, dominata da un bel frutto maturo, appare ancora marcata dall’influenza del rovere.

Ricasoli – Brolio (sangiovese)
Naso aperto, segnato da intense note affumicate e pepate. Brillante in bocca, nervoso e succoso, dove sfoggia un bel finale persistente.

Riecine (sangiovese, bio)
Bella purezza di frutto in un naso di buona espressività. Lieve in bocca, succoso e assai saporito.

Ruffino – Riserva Ducale (80% sangiovese, 20% merlot e cabernet sauvignon)
Naso leggero, fresco e di buona intensitä. Ancora freschezza e passo energico in bocca.

Tenuta di Arceno (90% sangiovese, 10% cabernet sauvignon)
Naso polposo, ricco, intenso e persistente. Bocca pastosa e scorrevole, in cui di avverte la dolcezza del rovere. Finale di media persistenza.

Chianti Classico Riserva 2020

Altiero (sangiovese, bio)
Ad un naso profondo e materico fa seguito un palato compatto che riesce, nonostante la grande sostanza, a mantenere una buona bevibilità. Tannino fine.

Capannelle (sangiovese)
Toni agrumati si affiancano a note di erbe aromatiche e pepe verde, a rendere l’olfatto piacevolmente peculiare. Bocca leggera, forse meno sorprendente delle attese, e comunque di bella espressione.

Castello di Ama – Montebuoni (95% sangiovese, 5% merlot)
Elegantemente fumé al naso, in bocca è nervoso, ampio, fresco, saporito; finale interminabile.

Castello di Monsanto (90% sangiovese, 5% canaiolo, 5% colorino)
Un bel futto rosso configura sia al naso che in bocca una espressione di bella classicità. La beva si arricchisce di note boschive, è assai fresca e tende ad allargarsi in un finale espressivo.

Cinciano (sangiovese) 
Una delicata caramella di frutta rossa al naso anticipa una bocca spessa, saporita e fresca, di grande tenuta gustativa e con un finale percussivо.

Istine – Le Vigne (sangiovese, bio)
Ad un naso di bella purezza corrisponde una bocca di grande freschezza e buona intensità espressiva.

La Sala del Torriano (90% sangiovese, 10% Cabernet sauvignon – bio)
Ampio, intenso, fresco, giovanile al naso su note croccanti di frutti di bosco. Coerente, succoso e pungente in una beva dal finale lungo.

Lamole di Lamole – Lareale (sangiovese)
Frutto rosso e note boschive configurano un bel naso intenso. La bocca è coerente e si esprime ampia e nervosa, chiudendo saporita con energia.

Le Fonti/Panzano – Le Fonti (90% sangiovese, 5% merlot, 5% Cabernet Sauvignon – bio)
Bella purezza ed eleganza ad naso; profilo compatto e saporito in un palato dinamico e con una grande spinta finale.

Montefioralle (90% sangiovese,  6% canaiolo, 4% colorino)
Naso improntato ad un fruttato caldo, maturo ed espressivo; buona conferma in un palato in cui il rovere si fa sentire.

Principe Corsini/Villa Le Corti – Cortevecchia (95% sangiovese, 5% colorono – bio)
Veste olfattiva elegante alla quale contribuisce una bella finezza floreale, persistente. Freschezza nella beva.

Querciabella (sangiovese, bio)
Il naso sfoggia una elegante espressione di frutto rosso, accompagnato da cenni ferrosi ed ematici. Bocca saporita, fresca e pimpante, che termina con un finale in allungo.

Val delle Corti (sangiovese, bio)
Belle trasparenze nel colore rubino luminoso; naso affascinante, “astratto”, con una bella componente floreale e note di polpa di pomodoro. La bocca è coerente, leggera e pungente, e il finale rilancia saporito.

Riccardo Farchioni

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