“Albori” a Montalcino. Il nuovo vino “alto” di Collemattoni

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A fare il grande salto fu Adon Bucci, contadino, quando nel 1983 comprò 1,71 ettari di vigne a Brunello per 53 milioni di lire, nel versante sud del territorio di Montalcino, a Sant’Angelo in Colle intorno ai 400 metri sul livello del mare. Il figlio Marcello, che è diventato titolare dell’azienda nel 1997, enologo insieme alla moglie Francesca Arquint enologa anch’essa ma che si occupa anche della parte commerciale, ricorda che allora oltre alla casa c’erano solo due vacche. Oggi Collemattoni è arrivata a 7 ettari vitati a Brunello e altri 3 a Rosso, per una produzione totale di 80mila bottiglie esportate per l’85 per cento soprattutto in nord America, ma anche in Sudamerica, in Giappone e nel nord Europa.

Poi, ad un certo punto, arriva il momento di guardarsi indietro e ripensare la propria storia, e ci si accorge che Collemattoni ha raggiunto nel 2019 un traguardo importante, quello delle 30 vendemmie di Brunello di Montalcino. Quale modo migliore di festeggiare che con una nuova etichetta? Ecco così che nasce l’Albori, un Brunello di Montalcino dal nome che vuole evocare le origini della cantina, ma anche le luci del mattino che illuminano ogni giorno le vigne, facendole vivere e progredire.

E siccome queste luci illuminano prima di tutte le vigne poste più in alto, l’Albori è stato pensato per essere il vino “d’altura” di Collemattoni: così oggi trae origine dalle uve scelte dai vigneti più alti. Ma presto, le trarrà da quelle del nuovo vigneto finalmente acquisito dopo anni di ricerche vicino al Passo del Lume Spento che già dal nome evoca un luogo celebre a Montalcino per essere inaccessibile per freddo e vento, ma che oggi a causa dell’evidente e innegabile cambiamento climatico, è una delle zone più interessanti e appetite dai produttori, come lo stanno diventando tutte quelle in alto, appunto. Un vino da cru, quindi, con la ciliegina sulla torta dell’etichetta disegnata da Sara, figlia di Marcello e Francesca che, a quanto abbiamo capito, è ben intenzionata a diventare la “nuova alba” nella storia di Collemattoni.

Ecco alcune sensazioni tratte dai vini assaggiati.

Rosso di Montalcino 2022
Annata caratterizzata da temperature sopra le medie stagionali, e da piogge agostane che hanno consentito alle uve uno sviluppo più equilibrato ma che non hanno evitato di anticipare la vendemmia a metà settembre. Un vino prodotto mediante macerazioni lunghe e affinato per un anno in botti da 1200 litri che si contraddistingue per bella eleganza in un olfatto ampio e persistente e per una beva ampia, leggera sul palato, dall’evoluzione lineare e di grande piacevolezza.

Brunello di Montalcino 2019
Annata ideale: inverno mite, primavera fresca, estate con temperature nella media, buone riserve idriche accumulate per uno sviluppo equilibrato delle uve. Risultato, un vino outstanding dalla classicità ed eleganza esemplari già in un olfatto di grande ampiezza e persistenza impreziosito da note di sottobosco e macchia mediterranea, ribadita in una bocca vibrante, potente e progressiva che riesce ad essere leggiadro e potente, lasciando una lunga scia saporita nel finale.

Brunello di Montalcino 2020 (anteprima)
Rispetto alla 2019, una annata un più calda. Anche qui, macerazioni lunghe (40 giorni), affinamento per tre anni e mezzo in botti da 3200 litri, niente lieviti selezionati. Naso dal frutto in evidenza e spunti mentolati. e beva di espressione più “concreta”, piena, densa e croccante, ancora con una progressione gustativa evidente e un finale percussivo.

Brunello di Montalcino Albori 2019
Eccolo, il vino d’altura, prodotto su suoli argillosi con presenza di sabbia, fossili e marne calcaree, affinato per 36 mesi in legno grande (10 ettolitri) e tonneau da 500 litri, prodotto in 4600 bottiglie oltre a 130 magnum. Complesso al naso nella sua espressione di piccoli frutti rossi e neri, a cui si aggiungono note pepate e spunti balsamici, al palato interpreta l’annata con un carattere potente e impattante, che necessita ancora di un po’ di tempo per trovare il suo equilibrio, ma che vale la pena aspettare.

Brunello di Montalcino Riserva Vigna Fontelontano 2018
L’annata è stata  piuttosto difficile per la sua piovosità. Questa Riserva, che è prodotta in -2500 bottiglie 2con le uve del vigneto del 1983, il più vecchio di Collemattoni e innestato “personalmente”, sfoggia comunque un naso assai intenso e scalpitante, esuberante e sanguigno, molto persistente su note di frutta rossa matura. Beva piena di energia e finale sapido.

Brunello di Montalcino Riserva Fontelontano 2019 (anteprima)
Ancora una gran bella espressione dell’annata 2019: naso elegantissimo, ampio e persistente, e assetto di grande fascino in bocca dove è vellutato e scorrevole, equilibrato e saporitissimo, e arriva di slancio ad un finale setoso e lumonoso, e assai persistente.

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