A poche decine metri c’è il cuore di Casale Monferrato: piazza Mazzini con il monumento equestre a Carlo Alberto, e lì vicino i due “templi” dei biscotti Krumiri, la Krumireria Corino 1764 e la pasticceria Krumiri Rossi, diversi nello spirito ma paragonabili nella qualità. Il Palazzo Gozzani Treville si affaccia lungo via Goffredo Mameli con la sua facciata leggermente curva, ed è sede di una gloriosa Accademia Filarmonica. Qui, illuminato ma senza strafare, è esposto il menu di un ristorante, e non può che chiamarsi Accademia.
Chi arriva per la prima volta non può immaginare nulla, visto che il portone è chiuso e bisogna suonare: da quel momento si entra in un mondo suggestivo fatto di spazi, architetture imponenti e decorazioni. A iniziare dal cortile interno, per proseguire con lo scalone monumentale che porta alla prima grande sala con gli alti soffitti decorati (scuola Tiepolo). Finalmente, gli ambienti dedicati al ristorante, anch’essi classici ed eleganti ma senza avere nulla di opprimente grazie a colori chiari e luminosi. Qui accoglie con deciso buonumore Nicola Mecca che sa da parte sua come alleggerire un contesto classico con una freschezza e spontaneità comunicativa che mettono a proprio agio.
Anche il menu va nella stessa direzione, quella del far vivere un’esperienza in un ambiente suggestivo riuscendo ad evitare costi elevati. Un fine dining “temperato” e a prezzi abbordabili, con primi piatti sui 15-20 euro e secondi sui 25-30 a meno che non si cerchi la materia prima importante che pure è presente, dal foie gras al tartufo.
In cucina, alla brigata giovanissima capeggiata dal ventenne Luca Filia riesce naturale arricchire i canoni della tradizione piemontese (alla quale è dedicato un menu degustazione da quattro piatti a 50 euro) con una buona dose di cultura contemporanea, tecnica up-to-date e fantasia. E il risultato appare riuscito, a partire dal Vitello tonnato cotto lentamente e accompagnato da una guarnizione che comprende anche maionese con aceto di mele, colatura di alici, capperi e senape. Nel Gran plin l’agnolotto è proposto un un formato importante, e guarnito da un fondo bruno risultato di 13 ore di cottura e accompagnato da un glassage al burro di Normandia.
E poi c’è l’Uovo a 62°, nascosto sotto una composizione ricca di colori e consistenze fatta di miso di ceci e lenticchie, vellutata di patate, piselli e peperone crusco; nel sontuoso Riso mantecato alla Robiola di Roccaverano la cremosità leggermente acidula conferita da questo eccezionale caprino viene accompagnata dalle sensazioni date da cerchi concentrici di ribes fermentato e ristretto di faraona.
La Guancia a lenta cottura è guarnita da un fondo bruno, vellutata di sedano rapa, finferli, champignon e olio al prezzemolo. Nel Bonet e Bonetto il celeberrimo dessert viene presentato in una versione che recupera filologicamente, citandola, la versione senza cacao del 1200 originaria proprio del Monferrato sovrapponendola a quella classica scura.
La carta dei vini è arricchita da una scelta di Champagne a prezzi contenuti grazie al lavoro sul campo di Nicola Mecca che gestisce anche una piccola distribuzione.
Per il resto, costituisce un’occasione irripetibile per conoscere nel dettaglio la viticoltura monferrina scoprendone delle chicche interessanti, a partire dai sorprendenti Grignolino, interpretazioni finalmente consapevoli di un’uva imparentata al nebbiolo che ne riprende le caratteristiche di eleganza e leggerezza; passando poi, naturalmente, per le Barbera d’Asti.
Ristorante Accademia
Via Goffredo Mameli, 29 – Casale Monferrato (AL)
tel. 0142 452269
www.accademiaristorante.it
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Scrive di vino, gastronomia e agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Direttore editoriale, gestisce le relazioni con i lettori e con la stampa. È membro dell’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare)









