Come i supereroi dei fumetti americani degli anni 50, i Supertuscan ebbero la funzione dagli anni 90 in poi di dare una mano al vino italiano in piena crisi di identità. Visti con le lenti di oggi, e ripensando ai giudizi della critica di allora peraltro nata da poco e forse non ancora sufficientemente smaliziata, ce li ricordiamo belli e sorprendenti ma anche un tantino “dimostrativi”, intenti come erano a far capire ai mercati internazionali di cosa era capace una delle zone italiane più celebri per la vitivinicoltura con il linguaggio che essi potevano intendere, quello del cabernet sauvignon, del merlot, eccetera.
In quell’epoca i Supertuscan forse furono talvolta influenzati dal gusto “parkeriano” (frutto, struttura, morbidezza… ) che peraltro interessò anche Bordeaux; però ebbero il merito indubbio di preparare il terreno per una successiva evoluzione fatta di orgoglioso recupero delle uve autoctone, delle espressioni peculiari dei propri territori e di più consapevoli percorsi in vigna e cantina.
Questi appunti di degustazione sono stati presi nella giornata della presentazione in anteprima dei vini toscani denominata “l’Altratoscana”, dedicata anche alle etichette che utilizzano uve “internazionali”. Un panorama composto dalla parte vintage dei Supertuscan “storici” che si sono comunque evoluti nella direzione di una maggiore leggerezza di espressione, e da vini di zone che magari non dispongono di Doc particolarmente impattanti e preferiscono continuare a puntare forte sul brand del proprio vino. Il tutto abbracciato dalla classificazione IGT Toscana che non da molto possiede un suo specifico consorzio, il Consorzio Vino Toscano Igt. Infine, come postilla, da etichette a denominazione di origine controllata che arricchiscono l’offerta delle cantine e danno nuove ed interessanti possibilità di espressione ai propri territori.
La Regola Rosso 2020 – La Regola
Dalla zona costiera pisana di Riparbella, un vino da uve cabernet franc affinato 18 mesi in barrique che esprime un frutto rosso nitido che va dal lampone al cassis, ribadito al palato da una beva fragrante, piacevole e saporita.
Auritea 2018 – Podernovo
Dalla cantina dei fratelli Lunelli nel territorio delle colline pisane di Terricciola, un cabernet franc affinato 18 mesi in barrique dall’approccio olfattivo affascinante, che spazia dalla resina al sottobosco, dalle erbe aromatiche a sensazioni affumicate. In bocca è snello, fragante e succoso.
Rosso dei Notri 2023 – Tua Rita
Dalla ben nota e prestigiosa cantina della Val di Cornia (sottozona Suvereto) attiva dal 1984, un blend di cabernet sauvignon e franc, merlot e syrah affinato in cemento. Naso ampio e di bel fascino dominato da un deciso corredo speziato; palato all’insegna dell’eleganza e della persistenza delle sensazioni gustative, fresco fin dall’ingresso in bocca.
Giusto dei Notri 2022 – Tua Rita
A base di cabernet sauvignon, possiende un naso ampio, elegante, in cui non mancano spunti floreali. Succoso e fragrante in bocca, in cui si avverte in primo piano il mirtillo maturo.
Migliorè 2020 – Vallepicciola
Dalla parte più meridionale del Chianti Classico, quella di Castelnuovo Berardenga, un taglio paritario di merlot, cabernet franc e cabernet sauvignon da vigneti piuttosto alti (440 metri) affinato due anni in barrique che mostra un colore violaceo cupo, al naso sfoggia una grande presenza di frutto nero, accompagnato da note di liquirizia e inchiostro. In bocca è compatto e reattivo, balsamico, con dolcezze dosate e un alleggerimento nel finale.
Roccato 2022 – Rocca delle Macìe
Ancora dal Chianti Classico (stavolta da Castellina) un Cabernet Sauvignon in purezza da singolo vigneto affinato 12-15 mesi in barrique che mostra sensazioni di fragola e note speziate a dominare un olfatto all’insegna della godibilità e del frutto maturo. Progressivo, rilascia nel finale una scia all’insegna del frutto rosso, con un legno percepibile ma ben dosato.
Nearco 2020 – Col d’Orcia
Unione di merlot, cabernet sauvignon e syrah da vigneti esposti a sud di questa ben nota cantna di Montalcino. Al naso si avverte una bella “ventata” di ciliegia fresca e spunti di cannella; in bocca è leggero, ampio, con un finale che si allarga saporito e piacevole.
Olmaia 2018 – Col d’Orcia
“Storico” Cabernet Sauvignon toscano da vigneti piantati dal conte Marone Cinzano negli anni 80. Naso assai persistente, dominato dal frutto rosso e da sensazioni di prugna. In bocca sfoggia fragranza, sapidità e una trama vellutata e leggera sul palato.
Belnero 2022 – Banfi
Dalla cantina di Montalcino che forse ha veramente segnato la nuova era del borgo vinicolo toscano per eccellenza, una unione di merlot, cabernet sauvignon e franc che affina per un anno abbondante in barrique. Un frutto rosso ben espresso e persistente caratterizza un olfatto piacevole; in bocca è succoso, e rilancia aromaticamente fino ad arrivare ad un finale sapido.
Sapaio 2021 – Podere Sapaio
Da Bolgheri, dove i supertuscan sono in realtà l’espressione “ufficiale” del territorio, questo vino è comunque classificato come IGT ed è composto da cabernet sauvignon, cabernet franc e petit verdot. Al naso si avverte profondo anche se ancora non riesce ad essere pienamente espressivo, ed è compatto e concentrato in una bocca improntata sul frutto dolce e su note di liquirizia. Finale fresco.
Petra 2021 – Petra
Imponente investimento toscano dell’imprenditore Vittorio Moretti (vedi Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta) che ha segnato il paesaggio della Val di Cornia “suveretana” anche architettonicamente con una cantina d’autore. In questo blend di cabernet sauvignon (60%), merlot (30%), e cabernet franc che affina almeno 15 mesi in barrique si avverte un naso lieve, elegante e persistente, che gioca fra la frutta rossa e le spezie con belle doti di solarità. In bocca la generosità del frutto convive con la leggerezza dell’espressione.
Quercegobbe 2022 – Petra
Un merlot in purezza (un anno in barrique) ampio, intenso e persistente, che investe con belle “folate” di frutta rossa. Fresco e pimpante al palato, chiude con una piacevole scia di erbe aromatiche.
Ghiaie della Furba 2021 – Capezzana
Da Carmignano, un territorio in cui le uve internazionali furono introdotte in tempi antichi, uno storico supertuscan (prima annata 1979) composto da cabernet sauvignon, merlot e syrah. L’olfatto mostra grande profondità e, se è ancora piuttosto chiuso, lascia intravedere un frutto nero espresso con eleganza. La beva è compatta, mostra i segni della gioventù e qualche angolo da smussare.
Veladorna 2021 – Tenuta di Arceno
Dalla parte più meridionale del Chianti Classico (Castelnuovo Berardenga/San Gusmè) un vino a base di merlot che esprime un naso di inappuntabile eleganza giocato fra frutta rossa e nera e sensazioni speziate, confermata in una bocca pastosa, in cui si avvertono nette sensazioni di liquirizia e che chiude con vibrazioni tanniche assai fini.
Casalferro 2020 – Barone Ricasoli
Questa cantina (Chianti Classico, zona Gaiole) che più storica non si può, nel corso degli anni ha pienamente recuperato con una ricca proposta di etichette la sua anima chiantigiana, ma punta sempre molto su questo merlot in purezza affinato 21 mesi in tonneau. Naso all’insegna del frutto nero accompagnato da sensazioni terrose e boschive, e coerenza di espressione in una bocca spessa e cremosa.
Il Blu 2021 – Brancaia
Da vigneti nel Chianti Classico di Castellina e Radda un vino composto da merlot (80%), sangiovese (10%) e cabernet sauvignon che affina 18 mesi in barrique. Olfatto dominato da sensazioni di mentolo ed eucalipto, frutta nera e stecca di liquirizia. In bocca, profilo all’insegna della cremosità e del ragguardevole impatto gustativo.
Campo all’Albero 2020 – La Sala del Torriano
Dal Chianti Classico di San Casciano in Val di Pesa un blend di merlot (70%) e cabernet sauvignon che soggiorna 18 mesi in barrique. Una affascinante speziatura impreziosisce un olfatto di grande ampiezza e caratterizzato anche da una piacevole confettura di lampone. La bocca è scorrevole e densa, e di godibile maturità dei toni.
Poderuccio 2023 – Camigliano
Un vino “entry level” dal territorio di Montalcino, taglio di cabernet sauvignon, merlot e sangiovese vinificato in acciaio. Il naso è leggero all’insegna del frutto fresco, la bocca vibrante e pungente.
Il Borro 2020 – Il Borro
Dal territorio aretino di Loro Ciuffenna un taglio di merlot (50%), cabernet sauvignon (35%) e syrah che affina 18 mesi fra barrique e botti da 20 ettolitri. Ampio, elegante e di espressività lieve al naso sulle note della frutta rossa, conferma doti di finezza e di leggiadria in un palato che aggiunge rimandi di spezie e sottobosco.
Montechiari Rosso 2021 – Fattoria di Montechiari
Da uve merlot e cabernet sauvignon di vigne vecchie di oltre 40 anni sulle colline di Montecarlo di Lucca un vino che ad un naso fine e floreale fa seguire una beva elegante in cui la freschezza accompagna un bell’impatto gustativo.
Oreno 2022 – Tenuta Sette Ponti
Dalla zona di Castiglion Fibocchi nel territorio aretino un blend di merlot (45%), cabernet sauvignon (40%), cabernet franc (20%) e petit verdot affinato per 18 mesi in barrique. Il naso deve assorbire ancora una componente tostata che appare più discreta al palato, dove le doti di questo vino vengono meglio espresse: la beva è compatta e leggera sul palato, finale esplosivo e lunghissimo.
Vie Cave 2022 – Marchesi Antinori
Vino da uve malbec prodotto sui suoli vulcanici del territorio maremmano di Sovana. Di colore violaceo cupo, mostra un olfatto opulento all’insegna di note di mora e mirtillo accompagnate da tabacco ed erbe aromatiche. In bocca è pastoso, con un apporto aromatico del rovere piuttosto evidente.
Concerto di Fonterutoli 2022 – Castello di Fonterutoli
Dal Chianti Classico zona Castellina un altro storico Supertuscan (prima uscita 1981) che negli anni ha cambiato veste: oggi è all’80% sangiovese e saldo di cabernet sauvignon, affinato per 18 mesi in barrique e tonneau. Il naso è ampio, assai fine e penetrante; bella trama ampia in una beva che si allarga imperiosa e leggera sul palato.
Siepi 2022 – Castello di Fonterutoli
Altro supertuscan stavolta composto da sangiovese e merlot in parti uguali, affinato per 18 mesi in tonneaux e barriqua. L’olfatto è dominato da frutta nera, menta, liquirizia e inchiostro. In bocca si avvertono toni maturi e grande compattezza.
Tresse 2021 – Arrighi
Dal territorio elbano sopra la baia di Porto Azzurro, un vino composto da sangiovese (50%), syrah (30%) e sagrantino, affinato per oltre 15 mesi in anfore da 800 litri. Al naso esprime una opulenta confettura di fragola e lampone. In bocca è scorrevole, cremoso vellutato, scontando forse con una dolcezza che alla lunga risulta un tantino insistente.
Vini DOC a base di vitigni internazionali
Maremma Toscana Nectar Dei 2021 (Bio) – Nittardi
Dal territorio chiantigiano di Castellina in Chianti un blend di cabernet sauvignon (60%), petit verdot (20%) merlot (15%) e altre varietà che affina due anni in barrique. Colore violaceo, e un panorama olfattivo fatto di un frutto croccante in primo piano esposto con eleganza e con grande persistenza; carattere confermato in una beva all’insegna della concentrazione e del nerbo, con qualche addolcimento nel finale.
Maremma Toscana Cabernet Poggio Bestiale 2020 (Bio) – Fattoria di Magliano
Blend di cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot che soggiorna 14mesi in barrique, sfoggia un frutto rosso (lampone in evidenza) piacevole e nitido, confermato in una bocca reattiva, fresca e dalle belle vibrazioni.
Maremma Toscana Syrah Parenzo 2020 (Bio) – Fattoria di Magliano
Naso delicato all’insegna della piacevole maturità del frutto; in bocca è rotondo e cremoso, e ribadisce una dolcezza solare che non stanca.

Scrive di vino, gastronomia e agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Direttore editoriale, gestisce le relazioni con i lettori e con la stampa. È membro dell’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare)









