Quando ho conosciuto Antonella Cantarutti, ormai tredici anni fa, in una magica serata al BBeQ raccontata qui, parlai di eccellenza e famiglia, di forza e carisma. Ecco, dopo tanti anni di incroci sfiorati e di contatti mai persi, torno a parlare di Antonella e dei suoi vini … e non posso che aggiungere un aggettivo ai sostantivi già usati: vulcanica.
Lo dico nella accezione più positiva possibile: Antonella è una vera forza della natura, una donna tenace, schietta, coraggiosa, una friulana, e incarna al meglio la spinta “rosa” che anima e vivacizza attualmente il mondo enoico.
Senza dilungarsi, l’azienda ha una storia radicata nel cuore dei Colli Orientali del Friuli che supera il mezzo secolo (fu fondata nel 1969 da Alfieri Cantarutti), ed ha tracciato un solco tra passione e qualità in un territorio difficile ma fortemente vocato. Da Alfieri ad Antonella (con il marito Fabrizio), fino al figlio Rodolfo, per tracciare una storia familiare coesa e passionale che si è tradotta in vini identitari e rappresentativi, sia del territorio che della personalità di chi li ha realizzati.
E’ bastato un attimo per rinnovare quel feeling e ritrovarsi ancora a parlare di vino e famiglia, per confrontarsi sui più svariati temi delle dinamiche di un mercato complesso e “umorale”, in cui è facile finire male se non si lavora bene, con passione e competenza. Come una scintilla, si è subito accesa la curiosità per qualche etichetta la cui storia mi ha intrigato ed eccoci qui a raccontarlo, con la complicità e l’ospitalità di Martina Fieramonti, sommelier e titolare del Copper (wine & delights).
Canto – Bianco Friuli Dop 2023 con Panzanella di Tonno Ala Lunga Bonito del Norte
Questo è il vino di Antonella, dove a mio giudizio, ma potrebbe smentirmi, non poteva mancare il (Tocai) friulano (50%), vitigno iconico del Friuli e vitigno identitario per Antonella, in assemblaggio con pinot bianco e sauvignon in proporzioni eque.
Un vino che ormai ha una sua storia e una riconoscibilità consolidata, fatta di profumi, equilibrio, rotondità e fascino di beva. Dal colore dorato lucido e brillante, sviluppa aromi di frutta tropicale avvolti in un tessuto floreale. Al primo sorso conquista, caldo ma fresco, ampio ma verticale, profondo ma agile. Le fragranze sono ancora fruttate, al tropicale si aggiunge un registro agrumato, che si apre alla banana e chiude con l’albicocca, per un allungo vagamente amarognolo e minerale. Spumeggiante pur senza bollicine, invita a bere e a mangiare. Prezioso
La panzanella ci sta alla meraviglia, la qualità del tonno è eccelsa e l’accostamento ha saputo esaltare le fragranze di vino e pietanza. Ideale
Ciàrlot – Malvasia Friuli Dop 2020 con Crostino di pane alla zucca, provola e capocollo di Norcia
A proposito di donne, questa è l’etichetta che Antonella ha voluto dedicare alla sorella Carlotta, prematuramente scomparsa nell’anno della prima Malvasia. Un vino di respiro, che si prende il suo tempo, vinificato in acciaio e lasciato maturare due anni in cemento.
Al naso è intenso, si approccia vigoroso con aromi di selce, ma poi si apre armoniosamente su un bouquet floreale e su un timbro fruttato. Al palato è incisivo, quasi scontroso, minerale e caldo, ma dal sostegno acido bilanciato. Anche in bocca evolve, si diffonde e si offre in tutte le sue sfumature e in tutte le sue nervature – si percepisce il cedro candito e la pesca gialla matura- , con note di fiori d’arancio e un piacevole allungo su ricordi di frutta secca.
Un vino “dinamico” ed evocativo, un “po’ ruvido e un po’ delicato”… come era lei. Per dirlo con le parole della stessa Antonella: “le sarebbe stato bene addosso come un abito”. Carlotta.
Il crostino alla zucca che ci propone Martina regge bene il confronto; con la dolcezza della zucca stempera le asperità del vino, con la spinta della provola e del capocollo lo sostiene. Godibile
Lambrato – Igp Venezia Giulia 2021 con Baguette farcita di verdure alla provenzale e provola affumicata
Eccoci alla novità, al “macerato”, blend di pinot grigio e bianco in dosi forse non paritarie (prevalenza di grigio?), ma scommetterei che non sarà un dosaggio rigoroso nel tempo. Vinificazioni separate, lenta fermentazione (con opportuno inoculo di lieviti selezionati), rimontaggi manuali. Il vino affina in barrique di secondo passaggio per circa otto mesi per poi passare al cemento, dove riposa fino all’imbottigliamento.
Anni di lavorazione per un bianco di struttura trattato come un rosso, che si distingue già dalla veste: lucida e ramata, cangiante e luminosa. I profumi agrumati si intrecciano a quelli di ginestra, tra
risvolti di dattero e nocciola. Al palato è coerente, ampio, caldo, con fragranze di arancia candita e composta di fico; l’allungo speziato richiama la cannella e il pepe bianco, la chiusura è vagamente officinale. Orange
Il panino in abbinamento era molto stimolante, le erbe aromatiche si integravano con le rifrangenze speziate del vino ampliando la stimolazione sensoriale; giustamente umido, è stato divorato tra un sorso e l’altro. Appagante
Dialogo di Cantalfieri – Blanc de Noir 2020 con Pane caldo, burro e acciughe del Mar Cantabrico
La bolla è un must di casa “Cantalfieri”, consolidata negli anni con etichette storiche come Prologo (Rosé) ed Epilogo, che nel tempo è stato trasformato da Brut in Pas Dosé. Le uve (vendemmia 2020) sono trattate con la consolidata, maniacale attenzione alle temperature: il “freddo” controllato è un marchio di fabbrica. La vinificazione è scrupolosa e il periodo di maturazione sui lieviti è di 36 mesi prima di terminare la lavorazione sulle pupitre, con il degorgément avvenuto ad ottobre 2023.
Il Dialogo è quindi il Brut di casa, quel Blanc de Noir da uve Pinot nero che incarna lo spumante nella sua veste più classica, una veste che, dopo i bianchi fermi dall’impronta femminile, sembra proprio esprimere quella cifra maschile che si riflette nelle certezze di un
prodotto definito e sicuro.
Il pérlage nel calice è vivo e continuo, portando in superficie un delicato bouquet floreale da cui emergono la zagara e le note citriche, un velo muschiato e un avvolgente sentore di panetteria.
In bocca l’effervescenza è sottile e stimolante, il gusto fresco e ancora fruttato, di mela croccante e ricordi di nespola. La beva è agile, seppure il sorso sia profondo e ricco, con fragranze che ricordano la pasticceria da tè, le erbe aromatiche e la mineralità dei suoli, e un lascito sapido stuzzicante. Stimolante.
Lo abbiamo provato con del pane caldo leggermente croccante, spalmato di burro e accompagnato da acciughe del Mar Cantabrico di ottima qualità, un abbinamento perfetto che permette al vino di pulire perfettamente il palato dopo la spinta saporita delle acciughe e la “grassezza” del burro. Garanzia.
Cantarutti Alfieri
Via Ronchi, 9 – San Giovanni al Natisone (UD)
Tel: +39 0432 756317
Email: [email protected]
Web: www.cantaruttialfieri.it
Facebook: www.facebook.com/CantaruttiWinesHospitality
Instagram: www.instagram.com/cantarutti_wines/
COPPER Wine & Delights
Enoteca e delizie ️
di @martinafieramontisommelier
Corso della Repubblica, 300 – 04012 – Cisterna di Latina (LT)
Info e prenotazioni: +39 333 8185749 o in DM
Instagram: www.instagram.com/copperwinedelights/
Chiuso la Domenica

Riccardo Brandi ([email protected]), romano, laureato in Scienze della Comunicazione, affronta con rigore un lavoro votato ai calcoli ed alla tecnologia avanzata nel mondo della comunicazione. Valvola di sfogo a tanta austerità sono le emozioni che trae dalla passione per il vino di qualità e da ogni aspetto del mondo enogastronomico. Ha frequentato corsi di degustazione (AIS), di abbinamento (vino/cibo), di approfondimento (sigari e distillati) e gastronomia (Gambero Rosso). Enoturista e gourmet a tutto campo, oggi ha un credo profondo: degustare, scrivere e condividere esperienze sensoriali.









