Fu amore a prima vista, 15 anni fa, e tale è rimasto. Certo, il trasporto emotivo è una partigianeria che può confondere e sviare la limpida coerenza che vorremmo associata ad un cronista o ad un critico enologico; ma tu lo sai, e te ne fai una ragione.
Il fatto è che non posso fare a meno di lui.
Penso che sarà così per sempre, per tutte le volte che rinascerà a una nuova vendemmia.
Massifitti 2021 di Suavia ribadisce la sua classica fisionomia in levare. Nei suoi profumi intessuti a macramé si rincorrono, in un continuo sussurrare, fresche punteggiature floreali e una mineralità potente di matrice vulcanica.
Incantevole per verticalità e finezza, è tensione pura e “ricca essenzialità”, snellezza sublime e sostanza senza peso, vino-aliante e oceano di sale.
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Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









