I vini premiati dalla guida Vitae dell’Associazione Italiana Sommelier, prima parte: l’Italia terra di grandi vini bianchi

Tempo di lettura: 5 minuti

Problemi di crescita per la rassegna organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier in cui viene presentata una selezione dei vini premiati dall’edizione 2026 della guida Vitae? Forse si, a giudicare dalla fila chilometrica che si snodava fuori dai cancelli della Stazione Leopolda di Firenze e dalle tante etichette dolorosamente terminate a metà della manifestazione. Ben venga, si dirà: segno di interesse per il vino e per gli eventi ad esso dedicati, che proliferano sempre di più e trovano, a quanto pare, sempre un pubblico interessato. E per questo dell’AIS non poteva essere altrimenti, vista la sontuosa selezione di etichette e la nota positiva della presenza non trascurabile dei produttori presenti. Anche se, dobbiamo dire, la professionalità dei sommelier ai banchi consentiva di avere le giuste informazioni e ascoltare poi le proprie sensazioni trasmesse dall’assaggio. 
 
Detto questo, pur nella sua inevitabile arbitrarietà, ci è sembrata comoda per definire i percorsi di degustazione e indirizzare con più efficacia la propria attenzione la suddivisione delle 400 etichette presentate in quattro categorie di 100 ciascuna: i “grandi vini”, i vini di territorio con una importante influenza della loro provenienza, i “vini rivelazione” che hanno particolarmente sorpreso e i vini con un bel rapporto qualità prezzo
 
Ecco quindi una prima parte delle degustazioni effettuate, quelle dedicate ai vini bianchi, che ci hanno dimostrato una volta di più come l’Italia tutta, e non solo le sue parti storicamente più vocate, sia diventata una terra di grandi espressioni per questa tipologia. Questo grazie ad una grande cultura acquisita ormai dai nostri vignaioli nella gestione della campagna e degli strumenti agronomici, nella lavorazione e nell’affinamento in cantina, che consente loro di estrarre dalle tante uve straordinarie acclimatate nelle nostre terre vini bianchi espressivi, forti, trascinanti, caratteriali. 
 
Infine, una piccola “legenda”: inseriamo nella nostre impressioni le sigle GV, VT, VR, VP per le quattro categorie dei grandi vini, vini di territorio, vini rivelazione e vini “valore-prezzo”. 
 
La Falanghina Pluris 2024 (VP) della cantina molisana San Zenone sfoggia un naso assai espressivo su note agrumate ampie e intense. Buona densità ed energia travolgente in una beva dall’acidità importante, ampiezza e rilancio aromatico nel finale. 

Vini di gran moda, quelli da uve timorasso. Il Colli Tortonesi Timorasso Bricco San Michele 2023 (VP) di Claudio Mariotto, che ne produce da tre cru, mostra un naso dominato da note mielate e cenni di idrocarburo; la beva è piena, potente e salata. 

L’Apoteo Bianco 2023 (VP) dell’abruzzese Famiglia Di Carlo-Vignamadre (40% trebbiano, 40% chardonnay e malvasia) mostra un naso assai espressivo con la mela, la pera e i fiori bianchi in evidenza. In bocca la trama è larga e fresca configurando un vino dissetante, leggero e acido, con una bella spinta aromatica nel finale.

Ritroviamo con piacere una vecchia conoscenza: Roberto Germani di Bruna, un’azienda di riferimento del territorio del Pigato ma che, ci rivela, ha piantato qualche filare di vermentino per capire come si acclimata nel loro territorio. Stavolta non sentiamo il pluripremiato U Baccan, ma il Ponente Pigato Le Russeghine 2023 (VT) per il quale il 20% della massa affina in legno. Naso vivo, pungente, intenso, che profuma di anice e macchia mediterranea; in bocca è sapido, saporito, scorrevole e vivo, leggero sul palato e succoso.
 
Da cinque ettari di uva grillo vengono estratte le masse migliori per produrre questo Sicilia Grillo Collezione di Famiglia Riserva 2022 (VP) del siciliano Funaro che non esce tutti gli anni, affina un anno in botte grande e viene prodotto in 2999 bottiglie. Ad un naso intenso e solare, pieno di fiori e frutta gialla e cenni di crema pasticcera espressi con persistenza segue una bocca spessa, matura, con rimandi del rovere nel finale.

Il Lison Classico 2023 della veneta La Frassina (VP) è un vino da uve friulano prodotto a sei chilometri dal mare che profuma di anice e mostra una bocca spessa e straordinariamente saporita. 

Il Soave Classico Staforte 2023 di Graziano Prà (VT) è ampio, elegante, espressivo in un olfatto che cresce con la sosta nel bicchiere. In bocca è un’esplosione di freschezza.

Lo Zagreo 2023 (VR) della campana I Cacciagalli, da uve fiano con macerazione di due mesi, è un vino intrigante e in qualche modo estremo, fra le erbe aromatiche espresse al naso, l’agrume amarognolo che si avverte nella beva, e qualche caratteriale ruvidità in un finale tannico. 

Il Trebbiano d’Abruzzo Cocciopesto 2022 (VR) della Fattoria Nicodemi mostra un colore paglierino brillante e un naso intenso e maturo sulle note di frutta gialla. In bocca è nervoso e snello sin dall’ingresso, sfoggia una imperiosa progressione, è saporito e quasi esplosivo nel finale. 

Il Friuli Isonzo Bianco Flors di Uis 2023 (GV) di Vie di Romans è invece un grande bianco assai classico, espressivo e lirico, pieno al naso di rimandi floreali e di agrumi con il pompelmo e il mandarino in evidenza. In bocca è vellutato e cremoso, ma anche spesso e impattante. 

Altro vino di impatto e densità è L’Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna 2021 (VR) della umbra Barberani, saporito sul registro della frutta bianca, spesso e denso e con un finale quasi tannico. 

Ancora su  toni espressivi importanti è il Colli Tortonesi Timorasso Derthona Scaldapulce 2021 (VR) di Borgogno, dominato al naso dalla pietra focaia, da toni pirici e affumicati e pieno di nerbo e potenza in una bocca vibrante, sapidissima e vellutata. 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore San Michele 2023 (VR) di Campanelli, in cui la massa soggiorna 7-8 mesi sulle fecce fini, al naso è delicato ed elegante, ed espressivo su note di menta, toffee alla liquirizia e caramello. In bocca è compatto, potente e concentrato e con un finale di straordinaria intensità aromatica. 

il Pecorello 2024 (VR) prodotto dall’omonima uva dalla calabrese Caparra&Siciliani mostra un colore paglierino carico, profuma di fiori gialli e fieno, ed è coerente in una bocca spessa e potente 
 
L’Orvieto Classico Superiore Mare Antico 2023 (VT) di Decugnano dei Barbi è prodotto da uve in prevalenza grechetto ed è un vino spontaneo al naso, con la sua piacevole e persistente espressione di frutta bianca matura, ribadita in una beva reattiva, fresca e tesa, che termina con una lunga scia saporita. 

Uno dei modi mogliori di concludere una rassegna di bianchi italiani è descrivere le sensazioni sempre belle e spiazzanti del Trebbiano d’Abruzzo 2021 (GV) di Valentini, con il suo corredo olfattivo più unico che raro fatto di una marcata nota affumicata, agrumi canditi, gomma, sensazioni di alloro. La bocca ha un profilo snello e nervoso, pieno di energia e vibrante, e chiude con una lunga scia di cioccolato bianco.  
 
 

Condividilo :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *