Montepulciano – Un’annata complicata, non c’è che dire, la 2023, dal punto di vista meteoclimatico, che anche in questi lidi, così come in gran parte della Toscana (e non solo in Toscana), ha inteso ribadire i suoi leit-motiv e la sua bizzarrìa, portando con sé una primavera piovosa e oltremodo umida, con una proliferazione eccezionale di peronospora che ha contribuito ad un diradamento “in-naturale” e a perdite significative di produzione, seguita da una estate calda e asciutta, con pochissime piogge ristoratrici settembrine e una tendenza alla precocità che si è scontrata con un tempo assai instabile in epoca vendemmiale, ulteriore banco di prova per i viticoltori e le loro premure.
Epperò dai bicchieri una sensazione è emersa: la circostanza -provvidenzialmente cavalcata dai più- di potersi giocare in sottrazione le carte migliori, evitando estrazioni e concentrazioni improprie, cercando di far respirare i vini senza occluderne i pori della gradevolezza con iniezioni di “roba “ non all’altezza, controbilanciando tenori acidi piuttosto modesti con un disegno accurato che accogliesse dettaglio e integrità di frutto, e che guardasse di più alla beva e all’istintività di un bere amico che non alla ricchezza strutturale o alla profondità la più profonda, doti queste ultime di fatto incongruenti con siffatti andamenti stagionali.
Il quadro che ne emerge è più confortante di quel che ci saremmo aspettati, viste le premesse meteoclimatiche, perché da un lato i vini mostrano una apertura al dialogo che fa bene alla beva e alla comunicabilità, sia pur scartando di lato rispetto al proverbiale cipiglio austero dei Nobile provenienti da annate più classiche, dall’altro ci hanno dimostrato come la compagine dei produttori poliziani stia mettendo in gioco una sempre maggiore consapevolezza sia in campo agronomico ma soprattutto enologico, scansando con confortante regolarità quelle rustiche idiosincrasie stilistico-espressive che qua e là hanno sempre punteggiato le produzioni di questi luoghi.
Ecco quindi una rappresentanza di Nobile “annata” pronti ad uscire sui mercati del mondo, estratta dagli assaggi effettuati nel corso dell’Anteprima del Nobile tenutasi a febbraio scorso a Montepulciano.
E se non si muore certo di noia, due suggestioni due per terminare il discorso: una aspettativa di breve-media gittata temporale per poter godere degli assetti migliori, e alcuni segnali importanti provenienti proprio dagli assaggi e che riguardano il modo di direzionare il Vino Nobile nella contemporaneità, rendendolo al tempo stesso distintivo e -per l’appunto- attuale.
Ah, le note di degustazione seguono la logica ferrea dell’alfabeto, con i distinguo, i bemolle e le predilezioni da affidarsi alle parole, ma anche ai silenzi.
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AVIGNONESI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Frutto scuro, calore, qualche impaccio nella dinamica, una frazione di dolcezza in esubero e un disegno da assestarsi. C’è da essere fiduciosi.
BINDELLA – NOBILE DI MONTEPULCIANO I QUADRI 2023
E’ fine, fresco, scattante, profilato, di bella distensione ed elettiva sapidità. Un Quadri sorprendentemente disinvolto e dinamico, che se la gioca ai massimi livelli.
BOSCARELLI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
La ritrosia aromatica, probabilmente passeggera, lascia trapelare comunque integrità, senza slabbramenti alcolici; è dritto, gustoso, affilato, fresco, e ti conquista per tonicità e giustezza.
CROCIANI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
L’implacabile linearità gustativa rende al vino un’idea di compiutezza; certo il calore spinge, ma il nostro rilascia un buon sapore, ben affezionato agli alvei della classicità.
FATTORIA SVETONI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Di sottesa eleganza, è docile, gentile, dal sentimento di fondo floreale, giusto un po’ brevilineo nello sviluppo e nella progressione.
FRESCOBALDI TENUTA CALIMAIA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Impatto dolce e fruttato con una latenza di sovramaturazione; tratto polposo, pieno, conciliante, dai risvolti “merlottati”, in grado di recuperare equilibri a prima vista disattesi.
GUIDOTTI – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Bel timbro floreale-minerale-acciugoso e bella melodia gustativa: snellezza, articolazione, tannini “soffiati”, lena e spontaneità. Fra i migliori Nobile annata.
IL MOLINACCIO – NOBILE DI MONTEPULCIANO LA SPINOSA 2023
Una placida dolcezza di frutto concretizza un sorso accomodante che evidenzia modi garbati e candore floreale. E se manca forse della profondità la più profonda, in sua compagnia starai bene.
LA BRACCESCA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Spezie del rovere e montata tannica irriverente ledono all’armonia e azzoppano la persistenza. Austero, arroccato, frontale.
LE BERNE – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Candore, trama larga e accogliente, sopportabile “evaporazione” eterea ma disegno molto garbato, checchennedica il modesto supporto acido.
LE BERTILLE – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
L’intrigante circuizione aromatica, orientata su un timbro floreal-boschivo-vegetale, fa il paio con una leggibile contrazione tannica, che potrebbe sottintendere una incompleta maturazione fenolica.
LUNADORO – NOBILE DI MONTEPULCIANO PAGLIARETO 2023
Note di incenso e ricordi dell’affinamento gli rendono il respiro poco arioso; il sorso è compatto, il tatto rugoso, alla ricerca di una più disinvolta articolazione.
MANVI – NOBILE DI MONTEPULCIANO ARYA 2023
In attesa del miglior dettaglio aromatico, dai suoi profumi trapela compostezza. Lineare, proporzionato, senza voci fuori posto, non sfodera un carattere distintivo ma la cura formale gli è di conforto.
PODERI SANGUINETO I e II – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Il rovere tende ad addolcire il tratto, spalmandone un po’ il frutto. Orientato sul registro della dolcezza, è accogliente ma risente di una latenza in succosità e tensione, doti solitamente caratterizzanti questa etichetta.
POLIZIANO – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
C’è qualcosa di vegetale a percorrerlo da cima a fondo, ma è piuttosto incisivo quanto ad acidità, risultando persino affilato e leggermente rugoso nella dote tannica.
TALOSA – NOBILE DI MONTEPULCIANO ALBORETO 2023
Il timbro austero gli conferisce un certo portamento: qui hai rigore, sostanza, sapidità. In evidenza non c’è il frutto, ma il nerbo. Apprezzabile per sincerità espressiva.
TENUTA ABBADIA VECCHIA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
La melodia dei suoi profumi sottintende una mano delicata: c’è un garbo che conforta e un fiore che emerge. Certo è accomodante, senza che possa contare sulla spinta decisa dell’acidità, ma è risolto, godibile, ben disegnato.
TENUTA ALIOTTI – NOBILE DI MONTEPULCIANO CONTE NICCOLO’ 2023
Freschezza, “tono” aromatico, risvolti ferrosi, carattere non omologato. Di lui mi piacciono la snellezza e il sale, e quella vena gradevolmente austera che non disdegna il dialogo. Bella riuscita.
TENUTA DI GRACCIANO DELLA SETA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Old fashioned, con una certa indolenza e un che di rugoso al tatto, richiama tipicità ma manca di cesello e di tono vitale. Più trascinato che trascinatore.
TENUTA FONTENUOVA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Il frutto rosso dona brillantezza ad un quadro aromatico ben contrappuntato dalla freschezza; i legni invero ne comprimono la gustativa, apparsa inaspettatamente obbligata e poco sciolta.
TENUTA POGGIO ALLA SALA – NOBILE DI MONTEPULCIANO 2023
Impianto austero e profilo riservato, sulle sue, anche se non manca di sincerità. Casomai, a mancargli, sono un po’ di frutto e un po’ di armonia. Montata tannica rugosa e asciutta.
TENUTA TREROSE – NOBILE DI MONTEPULCIANO SANTA CATERINA 2023
Sinuosità, garbo, proporzioni e continuità d’azione. Si distingue per agilità e snellezza, confermandosi fra i valori sicuri della denominazione.
VECCHIA CANTINA DI MONTEPULCIANO – NOBILE DI MONTEPULCIANO CANTINA DEL REDI 2023
Compostezza, dolcezza trattenuta, trama larga ma assai dettagliata, grana tannica da annata calda e uno stile che mostra sicuri progressi sul piano della misura espressiva.
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Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









