
Si è conclusa, con grande affluenza, la prima edizione dell’evento dedicato alla denominazione Langhe DOC promosso dal Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che ha portato ad Alba la stampa specializzata – italiana e internazionale – per due giornate di approfondimento e degustazione, tenutesi lo scorso 23 e 24 marzo. C’eravamo anche noi e occorre ammettere che la maratona “langhedocchiana” ha stupito ben più di qualche presente. Il sottoscritto – poi – è da un po’ di tempo che non si “immergeva” profondamente in questa tipologia di vini ricchi di contrastanti sfumature, le stesse che più avanti avrò modo di raccontare a lungo e nel dettaglio. Una carrellata di etichette – forse – tra le più impegnative mai affrontate.

Sono stati 32 i giornalisti partecipanti, di cui 10 provenienti dall’estero, in rappresentanza di testate di settore e media specializzati. I professionisti internazionali arrivavano da Svizzera, Austria, Germania, Svezia, Danimarca, Irlanda, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Polonia, Finlandia e Francia, a conferma del crescente interesse verso una denominazione ampia, trasversale e in continua evoluzione come la DOC Langhe. Il programma si è aperto con i saluti del vicepresidente del Consorzio – Gianluca Roggero – e mediante un seminario introduttivo, tenuto da Edmondo Bonelli, sulla denominazione e sulle prospettive del territorio, seguito da ampie sessioni di degustazione che hanno rappresentato il cuore dell’iniziativa.
Nel corso delle due giornate sono state presentate in diversi momenti oltre 210 etichette di Langhe DOC, grazie alla partecipazione di oltre 130 aziende del territorio, offrendo una panoramica ampia e rappresentativa della denominazione. Il percorso di degustazione si è articolato in due momenti distinti: una prima sessione tecnica con oltre 70 etichette, dai rossi ai bianchi fino ai rosati, con varietà iconiche quali: barbera, dolcetto, freisa, rossese bianco, arneis e nascetta, accanto a vitigni internazionali come chardonnay, sauvignon, riesling, pinot nero, seguita da un approfondimento mirato sul Langhe DOC Nebbiolo, protagonista della seconda giornata con oltre 100 vini in assaggio. Spezzo sin da subito una lancia in favore dell’Associazione Italiana Sommelier, che ha gestito la mescita dei vini in maniera esemplare. Considerando la quantità di etichette proposte, e i relativi partecipanti all’evento, non dev’essere stato affatto facile. Non alludo soltanto alla velocità ed efficienza riguardo il servizio, ma soprattutto in virtù della simpatia e competenza, laddove interpellati i singoli sommelier, s’intende.
L’evento è stato, dunque, un’occasione di confronto con la stampa specializzata, che ha permesso di approfondire l’identità di una denominazione sempre più dinamica e capace di interpretare le nuove esigenze dei mercati. – Con questa prima edizione abbiamo voluto segnare un vero e proprio punto di partenza per la Langhe DOC – afferma il Presidente del Consorzio Sergio Germano –. Parliamo di una denominazione ampia e trasversale, che rappresenta oggi una piattaforma fondamentale per raccontare il territorio in tutte le sue sfaccettature. La risposta della stampa, in particolare internazionale, conferma che siamo sulla strada giusta per rafforzarne il posizionamento e la riconoscibilità nel mondo –. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di promozione e comunicazione della denominazione, con l’obiettivo di consolidarne il ruolo e il prestigio sui mercati internazionali.
Quest’ultima, da DOC di ricaduta istituita nel 1994, ha saputo ritagliarsi – nel corso degli anni – degli spazi molto importanti all’interno del mercato mondiale. L’area geografica vocata alla produzione si estende sulle omonime colline delle Langhe della provincia di Cuneo e in numerosi borghi del Roero, per un totale di 96 comuni. Il suddetto territorio, al suo interno, possiede una varietà di suoli tra i più vocati al mondo.
Il numero elevato di vitigni coltivati trova giustificazione nel complesso panorama pedo-climatico delle Langhe, dove ritroviamo suoli marnosi, calcarei, sabbiosi ed argillosi, a volte miscelati tra loro in maniera unica ed esemplare. Nel 2025, la produzione effettiva della denominazione è stata pari a 23.225.259 bottiglie, con il Langhe Nebbiolo che rappresenta quasi la metà della produzione totale. Per quanto riguarda la superficie vitata, nel 2025 il nebbiolo rappresenta il vitigno più importante con il 43% della superficie totale della DOC, seguito da chardonnay e arneis.
La carne al fuoco è davvero tanta, dunque veniamo velocemente al nostro punto di vista riguardo i miglior assaggi di questa prima edizione. Li abbiamo selezionati scrupolosamente attingendo da un panel di oltre 210 vini degustati. La due giorni è stata indubbiamente impegnativa, ma ci ha permesso di cogliere l’essenza dell’attuale produzione. Abbiamo scelto i vini che riescono maggiormente a comunicare le peculiarità del territorio – in virtù del vitigno impiegato – mediante estrema disinvoltura, naturalezza, particolare spontaneità ed attenzione alla digeribilità intrinseca, intesa a 360°. Senza andar troppo lontano è ciò che richiede – oggi – il mercato nella maggior parte dei casi. Fortunatamente.
Breve inciso. Il colore dei vini è risultato quasi sempre brillante, vivace, privo di particolari sbavature; lo si deve, perlopiù, al fatto che il tipo di vinificazione attuata dalle aziende è di tipo convenzionale. Si va dalle svariate declinazioni del giallo paglierino riguardo i bianchi – raramente sconfinate in tonalità oro particolarmente acceso – al granata/rubino dei nebbioli giovani, granata con unghia mattone riguardo i più vecchi. Tutte le altre tipologie di vini rossi hanno mostrato nuances rubino intenso, in alcuni casi con unghia violacea o porpora.
Vini bianchi e rosati Langhe DOC
RATTALINO MASSIMO – LANGHE ARNEIS TEN 2024
Toni floreali molto freschi e una spezia sottile; naso di lodevole pregio. Ritrovo un sorso lungo, sapido con l’alcol gestito molto bene.
ANGELO NEGRO – LANGHE FAVORITA ONORATA 2025
Frutto dolce e sensuale che sa di melone bianco d’inverno, e macedonia, contornato da erbe aromatiche. Fragranza e digeribilità le parole d’ordine.
TALIANO MICHELE – LANGHE FAVORITA FIORI E FRUTTI 2025
Trepidamente salmastro, squaderna al naso fior di glicine e cedro candito. Un sorso incantevole, virtuoso, privo di eccessi in toto; fuorché la bevibilità, s’intende.
GIANNI GAGLIARDO – LANGHE FAVORITA FALLEGRO 2016
Ha stupito gran parte dei presenti, non soltanto perché trattasi di una Favorita con 10 lunghi anni sulle spalle, ma per quel suo lento incedere verso una grazia espressa con disinvoltura, totale assenza d’alcol percepito e profumi freschissimi.
MONCHIERO CARBONE – LANGHE BIANCO TAMARDI’ 2024
Un turbinio di spezie orientali e frutti esotici si scontrano con aromi di legni nobili ancora lievemente da integrare. In bocca ha stile da vendere: dritto, preciso, pur tuttavia le curve lo rendono ancor più aggraziato.
SILVANO BOLMIDA – LANGHE ANTICA NOVELLA 2023
Rimango basito tant’è la purezza del frutto che si palesa inglobando la pesca noce all’albicocca; anche l’agrume fa la sua parte ed è in grado di rendere l’insieme ancor più fresco. In bocca è semplicemente una nuvola. Non aggiungo altro.
ALESSANDRO RIVETTO – LANGHE NASCETTA ALBORI 2023
Apprezzo l’irriverenza delle spezie dolci unita ad un lieve guizzo aromatico; anche la scorza di limone rinfresca l’insieme. La ritrovo in chiusura, non prima di aver apprezzato sapidità e coerenza. Manca maggior sprint finale a renderlo perfetto.
LUCA MARENCO – LANGHE NAS-CËTTA DEL COMUNE DI NOVELLO 2024
Nonostante l’espressività in questa fase non sia del tutto espressa, i tratti fruttati e floreali sono intrisi di un fascino autentico. Anche la digeribilità è perfettamente in linea con lo stile del vino, che sfuma lentamente e con garbo.
MERENDASINORIA – LANGHE NAS-CËTTA DEL COMUNE DI NOVELLO DÖIT 2024
Trovo che sia soprattutto un vino da bere; intendo la classica piacevolezza data dalla perfetta gestione dell’alcol e una bella fusione tra sapidità e freschezza. Tutto il resto non conta. O conta poco. Ce ne fossero così.
LE STRETTE – LANGHE NAS-CËTTA DEL COMUNE DI NOVELLO PASINOT 2023
A rompere il ghiaccio è un flebile accento di idrocarburi, unito a quel tocco esotico e di spezie dolci che intriga e soprattutto non stanca; l’equilibrio in bocca stupisce e lo rende “pericolosissimo”. Lungo, potente. Che tempra!
ARNALDO RIVERA – LANGHE NAS-CËTTA DEL COMUNE DI NOVELLO 2022
Un “mezzo miracolo” prodotto in un’annata torrida: possibile che abbiano sbagliato etichetta? Assolutamente no: tratti minerali, agrume – soprattutto in bocca – c’era d’api, smalto, e una chiusura fresca e pulita. Stupendo.
CASCINA GAVETTA – LANGHE NAS-CËTTA DEL COMUNE DI NOVELLO BEiMONDA 2020
Le spezie dolci e la liquirizia giocano a perdersi all’interno di un cesto di frutta esotica matura; in bocca la freschezza mostra il carattere dei terreni e la sapidità l’impronta minerale. Lunghissimo e disinvolto.
ETTORE GERMANO – LANGHE RIESLING HERZU 2023
La consueta classe riscontrata in uno tra i Riesling migliori di Langa, per via di quella tensione acida – di stampo prettamente agrumato/minerale – che rende il sorso semplicemente irresistibile. In questo caso ancor di più. Trattasi di magnum.
ABBONA ANNA MARIA – LANGHE RIESLING ALMAN 2023
La freschezza del melone bianco d’inverno e del kiwi, con incursioni di cedro e lieve smalto. In bocca non risparmia colpi: arioso, financo “ritmato”. La presenza dell’agrume detta i tempi mediante una sapidità pronunciata.
PODERI COLLA – LANGHE RIESLING RANERA 2023
Non del tutto espresso a mio avviso, la mineralità è soffusa e anche la parte floreale/fruttata fatica ad emergere con precisione. In compenso ritrovo un sorso dotato di slancio, vitalità e tutte le caratteristiche che più amo in un Riesling.
SOCIETA’ AGRICOLA RATTI – LANGHE CHARDONNAY BRIGATA 2024
Di stampo prettamente borgognone, alludo alla soffusa mineralità che si perde nell’aroma del biancospino, dei legni nobili e del frutto estivo croccante. Una bocca oserei dire salata controbilanciata da un’acidità di prim’ordine.
PODERE RUGGERI CORSINI – LANGHE CHARDONNAY LOLLY 2023
È un vino soprattutto goloso, pare di “morderlo” senza nemmeno avvicinarlo alle labbra. Nell’ordine: burro fuso, cera d’api e nocciola tostata; potente, sapido, con lieve tostatura in evidenza che non disturba più di tanto.
RéVA – LANGHE SAUVIGNON GREY 2023
Ogni anno il Sauvignon prodotto da RéVA mi convince sempre più; e non solo perché dista anni luce dai classici stereotipi attribuiti all’uva in questione, ma per la sua totale armonia tra complessità olfattiva e agilità di beva, profondità e misura.
ADRIANO MARCO E VITTORIO – LANGHE SAUVIGNON BASARICO’ 2024
Forse non del tutto compiuto a livello olfattivo – è ancora giovane – recupera punti al palato con morbidezza e tensione acida ben allineate fra loro.
CANTINE DEI MARCHESI DI BAROLO – LANGHE SAUVIGNON LA VOLTA 2024
Possiede il respiro della malga, delle erbe alpine adagiate sulla pietra frantumata; una pulizia di profumi encomiabile. Il sorso è sulla stessa linea d’onda; forse più una mareggiata di freschezza corroborante. Buonissimo.
ABRIGO FRATELLI – LANGHE ROSSESE BIANCO 2025
Forse la vera rivelazione riguardo l’intera batteria di bianchi: dispensa un fascino austero, antico, una sottigliezza di profumi difficilmente traducibile; la gradevolezza di questo vino al palato e pari al suo dolce peso. Una cascata balsamica.
ROLFO PIETRO E FIGLI – LANGHE ROSATO I GEM 2024
Tra i cinque migliori rosati bevuti nell’ultimo anno; il motivo è da addurre alla purezza espressiva dei suoi profumi, gli stessi rimandano alla fragolina di bosco ed al ribes rosso, alla bevibilità unita alla pienezza gustativa.
Vini rossi Langhe DOC e Langhe Rosso DOC
PODERI LUIGI EINAUDI – LANGHE BARBERA 2024
Vibrante, è l’aggettivo che più si addice a questo vino che sin dal principio palesa una” irruenza domata “– amo definirla così – data dalla ciliegia e la rosa rossa. Il sorso è teso, lascia in bocca un ricordo di estrema pulizia unito a doti di sapidità.
CARAGLIO – LANGHE BARBERA LA RUTUNDA 2023
La pienezza dei profumi percepiti è pari al suo profilo: generoso, accondiscendente pur tuttavia mai ruffiano: cacao, amarena, chiodo di garofano, spezie dolci. Coccola il palato sedendosi un po’ in chiusura, ma la materia prima non si discute.
VICO LUIGI – LANGHE BARBERA ROBUR VITAE 2021
Un vino di alto lignaggio. Sfugge di continuo tra fresche pennellate floreali di violetta e toni dolci di amarena, per poi tornare ad imprimere tutta l’austerità delle spezie fini. Succoso oltre ogni limite, sfoggia un equilibrio intrinseco da fuoriclasse.
CORTESE GIUSEPPE – LANGHE DOLCETTO 2024
Soffi balsamici e un pot-pourri tra i più eleganti mai annusati fino ad ora, fanno da eco ad un ricordo di mandorla e cardamomo. Non ostenta inutili sovrastrutture, è un vino concreto che vuole gridare al mondo intero: “Evviva il Dolcetto vivaddio!”.
CORTINO AZIENDA AGRICOLA – LANGHE DOLCETTO 2024
Un Dolcetto da manuale, così come dovrebbe sempre essere a mio avviso: succoso, slanciato, con quella mandorla sussurrata – tanto al naso quanto al palato – con richiami erbacei molti fini e una bella spezia. Bevibilità notevole.
PELISSERO PASQUALE – LANGHE FREISA LA FERMA 2024
Ricolmo di chiaroscuri tradotti magistralmente in un mix di spezie orientali e toni boschivi, financo terrosi. Anche il palato è ricco e con un centro bocca per nulla banale; lunga la scia sapida in chiusura che mostra il carattere dell’uva.
VIETTI – LANGHE FREISA 2023
Curioso l’accento di macchia mediterranea unita al terriccio umido con incursioni di amarena matura; la nota salmastra in bocca dona profondità e la freschezza intrinseca evidenzia una digeribilità di prim’ordine. Un Freisa eccellente. Alcol gestito benissimo.
LANGHE FREISA COSTA DEI FRÈ 2022
Quando un Freisa squaderna richiami alpini e frutti rossi così eleganti, significa che le mani di chi l’ha prodotto sono sapienti e intendono valorizzare al massimo il DNA del vitigno. Buonissimo anche in bocca. Non conosco la cantina. Rimedierò presto.
ROCCASANTA – LANGHE MERLOT CORNELIA 2021
Da tempo non sentivo in un Merlot un sentore di amarena così nitido, pulito ed al contempo” carnoso”, con le spezie dolci a far da corredo, rosa rossa ed effluvi minerali. In bocca vi è una traccia salmastra-iodata che lo caratterizza. Buono.
MUSSO – LANGHE PINOT NERO 2022
Detesto fare paragoni ma il richiamo a Beaune è inevitabile: zagara, ciliegia, fragolina di bosco ed effluvi minerali frammisti ad erbe officinali. Un saggio riguardo le potenzialità del pinot nero in Langa, allevato da viticoltori – realmente – appassionati del vitigno.
CASTELLO DI NEIVE – LANGHE PINOT NERO I CORTINI 2021
L’annata a “500” stelle ha giovato non poco nel delineare tratti nobiliari, austeri, sussurrati ed in grado di ipnotizzare anche il naso più esperto. Insomma, tutto ciò che cerco in grande Pinot Nero qui l’ho trovato. Beva compulsiva. Bravi.
E. MOLINO – LANGHE ROSSO TERRAZZE DEL PELOROSSO 2022
Il Pelorosso è biotipo di nebbiolo caratterizzato dal peduncolo che vira al rosso in fase di maturazione. Ha stupito un po’ tutti per quella sua particolare ariosità olfattiva, frammista a guizzi sapidi e acidi che rendono la beva strepitosa.
PAOLA OBERTO – LANGHE ROSSO CLARASCUM 2024
Dolci frutti estivi, tra cui pesca noce e susina, rendono il bouquet “goloso”; la caramella alla violetta dona finezza, quest’ultima sensazione – anche in bocca – domina la scena rendendo il sorso godibile, di medio corpo e grande progressione.
MAINERDO F.LLI – LANGHE ROSSO GIOANINET 2023
Quando penso al vino che vorrei sempre a tavola, il Gioaninet è quanto di più indicato: voluttuoso, sensuale, carnoso, pieno pur tuttavia longilineo nei tratti fruttati e speziati; chiude in maniera esemplare con un alcol gestito alla perfezione.
SALVANO – LANGHE ROSSO TRABUCH 2023
Naso, ancora, parzialmente inespresso al di là di frutti rossi maturi e suggestioni vagamente autunnali, ma è l’equilibrio intrinseco a stupire: un andirivieni di lampi acidi e rotondità dei frutti neri maturi che ritornano in chiusura con estrema pulizia e freschezza.
PELASSA DANIELE – LANGHE ROSSO CORTE ENRICHETTA 2022
È l’aggettivo corroborante ad avere la meglio quando un vino mostra una bevibilità pari a questa. E oggigiorno è una caratteristica molto importante. Anche il naso mostra un profilo fresco, arioso, grazie all’agrume e alle spezie fini.
PUNSET – LANGHE ROSSO NEH! 2022
Un vino che sembra ideato per la buona tavola ed in maniera quasi trasversale; lo si deve a quella sua morbidezza intrinseca contrastata dall’acidità dei frutti rossi e dell’agrume; la paprika e la liquirizia – in chiusura – aumentano la complessità. Tannino vispo, dolce.
PELISSERO – LANGHE ROSSO LONG NOW 2021
Impenetrabile come il suo colore rubino-violaceo: è un vino piuttosto divisivo. Personalmente, apprezzo la concentrazione dei frutti di bosco e la spezia dolce; un po’ meno la lieve tostatura ancora da disciogliere. Ma la materia prima non si discute.
TENUTE CISA ASINARI DEI MARCHESI GRESY – LANGHE ROSSO VIRTUS 2012
A 14 anni dalla vendemmia il frutto appare totalmente privo di sbavature: pieno, maturo, succoso; un vino che trasmette ancora tanta energia e voglia di stupire. Apprezzo anche la parte floreale e di cosmesi.
Vini Langhe DOC Nebbiolo
AGRICOLA GIAN PIERO MARRONE – LANGHE NEBBIOLO CHE VALE 2024
Timbro olfattivo in levare, appena sussurrato: foglia di tabacco, naso di piccoli frutti rossi e spezie fini; in bocca torna il frutto “croccante”, medio corpo e sapidità. Chiude fresco e pulito.
FRATELLI ALESSANDRIA – LANGHE NEBBIOLO PRINSIÒT 2024
S’avverte l’ariosità del frutto dolce estivo e il classico pepe nero derivato dai vigneti di Verduno, ivi compreso l’agrume a far da eco. Coerente in bocca, gradevolissimo, soprattutto per la freschezza corroborante che insegue la sapidità.
ANGELO NEGRO – LANGHE NEBBIOLO ANGELIN 2024
Il profilo è dolce, accomodante, con la ciliegia matura e la pesca nettarina in primo piano; con lenta ossigenazione spezie orientali e una lieve nota di incenso. Coccola il palato pur mantenendo una grip tannica vispa pur tuttavia dolce. Buono.
AZELIA – LANGHE NEBBIOLO 2024
La classe del Nebbiolo di Azelia è da sempre un lasciapassare per tutti coloro che vogliono comprendere il concetto di austerità in un vino: violetta, pepe del Sichuan, susina nera, origano e grafite. Palato inizialmente asciutto, tannino fine, la scia sapida è interminabile.
BAVA – LANGHE NEBBIOLO 2024
Punta dritto al Nord Piemonte: uno stile incentrato sulla freschezza delle erbe alpine, il ribes rosso e una vena balsamica che affiora mediante ossigenazione. La ritrovo in bocca, non prima di aver apprezzato acidità, slancio e una bella vena sapida. Buonissimo.
CA’ VIOLA- LANGHE NEBBIOLO RANGONE 2024
Il pensiero vola in Valtellina: naso appena sussurrato di erbe officinali, arancia rossa sanguinella e timo. Il Nebbiolo che vorrei sempre bere, perché lascia una bocca freschissima, pulita, impegnando senza strafare. Beva compulsiva. Bravi.
CANTINA VIGNAIOLI ELVIO PERTINACE – LANGHE NEBBIOLO 2024
Profuma di spezie fini, viola, arancia rossa e una netta mineralità terrosa che riporta la mente dritta in vigna. Sorso equilibrato che si regge su di un medio corpo; tensione acida ed un tannino ancora nettamente percettibile.
CANTINE DEI MARCHESI DI BAROLO – LANGHE NEBBIOLO BRIC AMEL 2024
Un vino marcatamente floreale, contemporaneo: trae la propria essenza dalla freschezza che lo caratterizza. Protagonisti i frutti rossi – spremuti – che anche in bocca esplodono rilanciando acidità, progressione. Una nuvola.
CASETTA CARLO – LANGHE NEBBIOLO 2024
Il respiro è intenso, avverto una vena salmastra-iodata resa ancor più complessa dal rabarbaro e dall’agrume rosso. Caratterizzato da un tannino puntiforme, mediamente severo pur tuttavia dolce; non manca l’equilibrio grazie ad un buon centro bocca.
CHIONETTI – LANGHE NEBBIOLO LA CHIUSA 2024
La rima che preferisco, ultimamente, è: “Un vino profondamente alpino”. Rende l’idea riguardo pulizia di profumi, freschezza, ariosità e una silhouette che nulla ha da invidiare alle “curve rifatte”. In poche parole: il Nebbiolo di Chionetti.
DOMENICO CLERICO -LANGHE NEBBIOLO CAPISME-E 2024
Riconosco i tratti tipici di casa Clerico, gli stessi che dispensano tutto l’amore riguardo il Nebbiolo di Langa: un turbinio di frutti di bosco croccanti, anice stellato e pepe nero. In bocca lo trovo ancora un po’ nervoso, guai se non fosse così.
ELVIO COGNO – LANGHE NEBBIOLO MONTEGRILLI 2024
Vini in grado di conservare una tale purezza espressiva – alludo soprattutto ai frutti dolci estivi – dovrebbero far parte del programma di studio delle scuole superiori: un patrimonio da tramandare di generazione in generazione. Buonissimo.
ETTORE GERMANO – LANGHE NEBBIOLO 2024
“Serralunghiano” sino al midollo, squaderna frutti di bosco “carnosi”, toni boschivi e di pietra frantumata. Nonostante la potenza, mi rendo subito conto che la gestione dell’alcol è gestita in maniera esemplare e la sapidità lo rende pressoché eterno.
FENOCCHIO GIACOMO – LANGHE NEBBIOLO 2024
La morbidezza di questo vino è rassicurante, pur tuttavia in un lampo cambia registro mediante pennellate floreali di viola, mora e mirtillo nero spremuti; la mineralità s’avverte soprattutto in bocca, grazie ad un allungo salino tra i più convincenti.
FRATELLI MASSUCCO – LANGHE NEBBIOLO MASSUCCO 2024
Virtuosa aplomb del nebbiolo allevato nel Roero, a Castagnito. Profuma di viola e geranio selvatico, erbe alpine e sabbia bagnata, financo mele e ribes rossi acerbi; palato succoso e snello, tanta bevibilità. Chiusura immacolata.
PAITIN – LANGHE NEBBIOLO STARDA 2024
Lo Starda è un Nebbiolo particolarmente equilibrato. Viene allevato fra i terreni al fondo della Serraboella (Neive) e le arenarie di Ca Veja di Alba, dunque morbidezza, profumi ariosi e un accento di incenso. Alcol ancora un po’ da digerire, ma bel vino.
PELISSERO PASQUALE – LANGHE NEBBIOLO PASQUALIN 2024
L’esordio, al naso, richiama l’amarena matura impreziosita da rintocchi balsamici, effluvi minerali e spezie dolci. L’alcol è ben gestito ed il centro bocca offre spessore pur conservando quell’acidità tipica dei terreni di Neive.
PODERI LUIGI EINAUDI LANGHE NEBBIOLO 2024
Un vino necessario. Soprattutto per i neofiti. Alludo a quella particolare virtù – riferita a Poderi Luigi Einaudi – di offrire Nebbioli di Langa autentici, pur tuttavia caratterizzati da tannini dolci, acidità incalzanti e un frutto mai adombrante. Non è facile.
RéVA – LANGHE NEBBIOLO 2024
Réva è sempre in grado di offrire un Langhe Nebbiolo che conquista per pulizia di profumi: ciliegia croccante, caramella alla violetta e una chiusura salmastra che ritorna anche in bocca. Un vino che richiede necessariamente l’abbinamento al bicchiere successivo.
SEGHESIO FRATELLI – LANGHE NEBBIOLO 2024
La trasposizione enoica di un film di Tim Burton: ricco di chiaroscuri in tema di spezie orientali, chinotto e suggestioni lievemente empireumatiche. Anche in bocca dispensa profondità, eco salmastra e un alcol ancora da digerire. Ma non disturba.
RATTI – LANGHE NEBBIOLO OCHETTI 2024
Prodotto mediante uve allevate all’interno dell’omonima vigna di La Morra, ivi compresi vigneti nel Roero, mostra sin dal suo esordio una bella ciliegia matura e svariate erbe aromatiche. Apprezzo la tensione acida, il centro bocca e la scodata sapida in chiusura.
TENUTA SAN MAURO – LANGHE NEBBIOLO 2024
I terreni calcarei e di medio impasto di La Morra restituiscono a questo Nebbiolo virtuosità espressiva, slancio e al naso cosmesi, frutti dolci estivi pieni e maturi. Bella gestione dell’alcol, chiude pulito, fresco e mediamente sapido.
CORTESE GIUSEPPE – LANGHE NEBBIOLO 2023
Tra i migliori assaggi dell’intera rassegna – non che mi aspettassi il contrario dalla famiglia Cortese – ho davanti a me un vero e proprio inno al territorio vitivinicolo di Barbaresco. Conquista per la sua classe innata. Non servono aggettivi, questa volta.
DAMILANO – LANGHE NEBBIOLO MARGHE 2023
Cupo, profondo, ricco di contrasti tra l’apparato minerale/terroso e la croccantezza dei frutti neri di bosco, contornati dalla liquirizia e da spezie che divengono protagoniste mediante l’ossigenazione. Tannino coeso, sapido, l’acidità è corroborante.
ELLENA GIUSEPPE – LANGHE NEBBIOLO 2023
La parte olfattiva in questa fase non è particolarmente variegata, pur tuttavia la ciliegia e la scorza d’arancia sanguinella appaiono nitide. Il vero strike è al palato ed i birilli “cadono” uno ad uno: sapidità, centro bocca e tensione acida. Buono.
FONTANA ETTORE – LANGHE NEBBIOLO LIVIA FONTANA 2023
Un nebbiolo per chi ama la pienezza del frutto e la golosità dell’amarena, le sensazioni salmastre date dai terreni delle vigne di Castiglione Falletto, ricche di Marne di Sant’Agata Fossili con presenza di sabbia. Insomma, un gran bel vino.
LUCA MARENCO – LANGHE NEBBIOLO 2023
L’innata classe di alcune vigne di famiglia situate a Novello restituiscono a questo buon Nebbiolo tutta la freschezza delle erbe alpine, l’amarena matura, ed il chiodo di garofano. In bocca possiede struttura, potenza ma con garbo; è un vino scorrevole.
MORRA DIEGO – LANGHE NEBBIOLO IL SARTO 2023
Il nome evoca la capacità del titolare di unire – sapientemente – i frutti di tre differenti vigne situate rispettivamente a Roddi, La Morra e Verduno. La fusione è quantomeno azzeccata, tra guizzi speziati e floreali e un palato succoso. Alcol ben gestito.
PIO CESARE – LANGHE NEBBIOLO 2023
La dolcezza, da non confondere con ruffianeria, è la sua arma vincente. Al naso, un nitido sentore di croccante alla mandorla e ciliegia matura avvolge i sensi; una volta bevuto il primo sorso la partita è chiusa: non occorrono i tempi supplementari. Godurioso.
RABINO LUIGI GIUSEPPE- LANGHE NEBBIOLO 2023
Non conquista per doti di complessità o chissà quali voli pindarici. È un vino che mira al quotidiano ma con sentori freschi e puliti: pesca noce, susina nera e sabbia umida. Digeribilità intesa come essenza e una chiusura fresca, pulita, sapida. Buono.
RATTALINO MASSIMO – LANGHE NEBBIOLO VENTISEI26 2023
Sale sul podio, grazie alla sua innata capacità di trasmettere ciò che più amo del Roero, le vigne sono a Montà d’Alba. Alludo alla tessitura tannica, la parte floreale intrisa di fascino e la trepidante sapidità. Fa sorridere il fatto che stiamo parlando di uno stimato produttore di Barbaresco. La famiglia Rattalino non smetterà mai di stupirci.
RIZZI – LANGHE NEBBIOLO 2023
I vini dell’azienda Rizzi, di Treiso, richiedono tempo per diluire naturalmente la mineralità del suolo. Alludo alle marne calcaree-argillose. Al momento apprezzo, al naso, i frutti di bosco maturi, le spezie, ed un tannino di grande caratura; anche la sapidità intrinseca.
TALIANO MICHELE – LANGHE NEBBIOLO BLAGHEUR 2023
Un’ondata di frutti estivi dolci invade il naso, impreziositi da un’eco salmastra e in parte piccante: sovviene la paprika, il pepe rosa. La scia iodata in chiusura aumenta la percezione sapida ben contrastata dall’acidità del frutto. Incantevole.
VIETTI – LANGHE NEBBIOLO PERBACCO 2023
Affiorano ricordi di ribes rosso e grafite, pietra polverizzata e timo limone. In bocca vi è sinergia tra freschezza e densità, centro bocca; medio spessore. Ciò che conquista è la facilità di beva contrapposta al finale lunghissimo e sapido.
VOERZIO ALBERTO – LANGHE NEBBIOLO 2023
Un nebbiolo prodotto a La Morra che dispensa toni fruttati e florali – tendenzialmente dolci – non del tutto ancora espressi; erbe officinali in chiusura. Molto meglio in bocca: l’assetto è già ben definito riguardo profondità e assenza di peso. Notevole.
CANTINA GIGI ROSSO – LANGHE NEBBIOLO 2022
Un vino che potrebbe fungere da ponte per traghettare i neofiti del Nebbiolo ed avvicinarli all’essenza del vitigno in maniera graduale. Bello il tono dei frutti di bosco maturi, la rotondità del sorso contrapposta alla freschezza. In chiusura, la liquirizia.
GIANNI GAGLIARDO LANGHE NEBBIOLO DA BATIÈ 2022
Racconta le sabbie gessose da cui proviene, quelle del Roero. Un’eleganza innata che è la fusione tra il comparto salmastro e i rintocchi speziati/balsamici. Scorrevole, dotato di grazia e una chiusura che crea dipendenza. “È bono!”.

Nasce a Novara, ma non di Sicilia, nonostante le sue origini lo leghino visceralmente alla bella trinacria. Cuoco mancato, ama la purezza delle materie prime, è proprio l’attività tra i fornelli che l’ha fatto avvicinare al mondo del vino attorno al 2000. Dopo anni di visite in cantina e serate dedicate all’enogastronomia. frequenta i corsi Ais e diventa sommelier assieme alla sua compagna, Danila Atzeni, che oggigiorno firma gli scatti dei suoi articoli. Successivamente prende parte a master di approfondimento tra cui École de Champagne, vino che da sempre l’affascina oltremodo. La passione per la scrittura a 360° l’ha portato, nel 2013, ad aprire il blog Fresco e Sapido; dal 2017 inizia la collaborazione con la rivista Lavinium e dal 2020 quella con Intralcio. Nel 2021 vince il 33° Premio Giornalistico del Roero. Scorre il nebbiolo nelle sue vene, vitigno che ha approfondito in maniera maniacale, ma ciò che ama di più in assoluto è scardinare i luoghi comuni che gravitano attorno al mondo del vino.











