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Tag: i vini del mese e le libere parole

I vini del mese e le libere parole – Novembre 2024

Un novembre ricco di condivisioni, quello appena trascorso, checchennedicano la letteratura e l'aneddotica, tendenti a relegarlo al periodo autunnale più claustrale e malinconico, dove a vincere sono una certa idea di assenza e di introspezione. La rubrica si rimpingua così di referenze e di pensieri, coprendo un arco temporale che va dalla contemporaneità giù giu fino al 1962; una girandola di bianchi e rossi di ogni razza ed ogni età. Il meglio che puoi pretenedere per spingere fuori le libere parole.

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I vini del mese e le libere parole. Dicembre 2020

Ecco, forse è proprio a causa di questa eccezionale, forzata e super centellinata intimità relazionale, così rarefatta e disciolta dalle circostanze e dai distanziamenti, che i vini condivisi e raccontati nel mese di dicembre 2020 si avvalorano di un significato ancor più speciale. Sono i testimoni silenti di un qualcosa che vorrebbe pulsare, acceleratori di speranze, istanti di preziosa "normalità" strappati alle nostre solitudini. Piccole àncore di salvezza da tenere strette tra le mani nell'attesa che si arrivi a un porto.

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I vini del mese e le libere parole. Luglio 2020

Ernest Remy, Labet, Valentini, Lino Maga, Contucci, Fèlsina, Mandino Cane, Riecine.... Con il mese di luglio ci riappropriamo della libertà di azione. Di una tangibile parvenza, quantomeno. E' tempo di incontri e condivisioni, di vini nuovi e vecchi amori. Ed è tempo di ricordare un padre, finalmente con le libere parole.

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I vini del mese e le libere parole. Dicembre 2019

Il giro di boa di un anno che se ne va porta con sé l'eccezione: per una volta affidiamo le libere parole a soli vini oltre confine. Non perché dicembre sia stato un mese avaro di incontri "nostrani", tutt'altro, è che certe bottiglie potrei non reincontrarle mai più, e quindi raccontarle - e raccontarsi - si è fatta esigenza, oltreché messaggio augurale che chiama unicità. Ovviamente non in senso elitario, ma nel nome della condivisione e della sua nobile disciplina morale. E con una fede incrollabile nella cultura delle diversità, che per sua natura non ha confini e della quale...

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I vini del mese e le libere parole. Novembre 2019

Un bianco marchigiano che scompagina gerarchie puntando dritto al cuore; due Sangiovese di razza che non abbisognano di presentazioni, casomai di continuo ascolto; alcuni eloquentissimi portavoce della galassia bordolese con cui fare i conti, alla luce del tempo che passa: da Sassicaia 99 a Pichon Longueville 81, innamorarsi è un attimo, anche per le libere parole.

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I vini del mese e le libere parole. Ottobre 2019

A ottobre rinfresca e a me vien sempre voglia di Nebbiolo. Non so bene perché, ma lo sento nell'aria. In queste 5 bottiglie c'è racchiuso un di più che va oltre le libere parole: è una precedenza emozionale che chiama a raccolta la memoria, e la memoria a volte non la spieghi, te la immagini da dentro.

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I vini del mese e le libere parole. Settembre 2019

Jura, Roussillon e Tavarnelle Val di Pesa per i bianchi; Montalcino, La Morra e Panzano per i rossi. Oppure mettiamola in questo modo: Labet, Gauby, Monsanto, Le Chiuse, Sassetti Livio Pertimali, Marcarini e Rampolla. Ecco, è in compagnia di vini così che ho capito perché a settembre ha fatto sempre sole.

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I vini del mese e le libere parole. Maggio 2019 (ma anche un po’ di aprile)

Di fronte a questi vini i silenzi acquisiscono pari dignità delle parole. Anzi, casomai sanno farsi ancor più evocativi, perché questi vini qua le parole le zittiscono. E non è questione di complessità, di grandezza o di privilegi, non è detto e non sempre è così: è questione di autenticità, di "sentimento" di fondo, di interiorità, ciò che parole realmente libere, eventualmente, potrebbero aspirare a saper cogliere.

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I vini del mese e le libere parole. Ottobre 2018

di Fernando Pardini Un Albana e un Trebbiano di Romagna fra i vini del mese! O che succede nel mondo? Saranno pur libere le parole, ma qui si sfiora l’affronto, l'estrosità, l'anomalia! Mica vero: provare per credere. Di contro, torno nella mia amata Langa e le parole si impennano nuovamente, e assieme alle parole le emozioni. Ben due, tuonanti, chiamate Barolo (Rocche) e Barbaresco (Asili). Apriti cielo

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I vini del mese e le libere parole. Agosto 2018

di Fernando Pardini Elegia delle Langhe, con particolare accanimento (terapeutico?) per l'arcipelago Bussia, e un ricordo indelebile di una Mosella che fu, percorsa in bicicletta. Per riscoprire certi amori mai sopiti, i miei Dylan, i miei Young, i miei Crosby, i miei Guthrie. Un crocicchio della mente impervio quanto emozionale, complice il gran caldo di agosto, e complici una serie di vini che ti presentano il conto, rinfrescando le libere parole.

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