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Tag: vini del mese

I vini del mese e le libere parole – Ottobre 2024

Il ritorno della storica rubrica. Con la premessa di sempre: i vini bevuti ( non degustati), i vini “partecipati”, vissuti e onorati secondo il rituale pagano più credibile di sempre. Nel mio caso i contesti condivisi, quelli che possono nutrire i ricordi e smuovere emozioni, permettendosi le libere parole. Per il grande ritorno un bianco che non scordi, pillole di Chianti Classico e una serie di vecchie, quando non vecchissime, annate capaci di stupire ancora.

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I vini del mese e le libere parole. Dicembre 2019

Il giro di boa di un anno che se ne va porta con sé l'eccezione: per una volta affidiamo le libere parole a soli vini oltre confine. Non perché dicembre sia stato un mese avaro di incontri "nostrani", tutt'altro, è che certe bottiglie potrei non reincontrarle mai più, e quindi raccontarle - e raccontarsi - si è fatta esigenza, oltreché messaggio augurale che chiama unicità. Ovviamente non in senso elitario, ma nel nome della condivisione e della sua nobile disciplina morale. E con una fede incrollabile nella cultura delle diversità, che per sua natura non ha confini e della quale...

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I vini del mese e le libere parole. Settembre 2019

Jura, Roussillon e Tavarnelle Val di Pesa per i bianchi; Montalcino, La Morra e Panzano per i rossi. Oppure mettiamola in questo modo: Labet, Gauby, Monsanto, Le Chiuse, Sassetti Livio Pertimali, Marcarini e Rampolla. Ecco, è in compagnia di vini così che ho capito perché a settembre ha fatto sempre sole.

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I vini del mese e le libere parole. Ferragosto 2019

Uno Champagne, uno Chenin Blanc della Loira, un Cerasuolo d'Abruzzo, un Pinot Noir (anzi, due), un Chianti Classico d'antan: il caldo agostano arrovella persino i pensieri, rendendoli inquieti, mossi. Una cosa è certa, affidarsi alle libere parole può sfatare pregiudizi e allargare orizzonti. E di quello ce n'è un gran bisogno.

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I vini del mese e le libere parole. Maggio 2019 (ma anche un po’ di aprile)

Di fronte a questi vini i silenzi acquisiscono pari dignità delle parole. Anzi, casomai sanno farsi ancor più evocativi, perché questi vini qua le parole le zittiscono. E non è questione di complessità, di grandezza o di privilegi, non è detto e non sempre è così: è questione di autenticità, di "sentimento" di fondo, di interiorità, ciò che parole realmente libere, eventualmente, potrebbero aspirare a saper cogliere.

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I vini del mese e le libere parole. Settembre 2018

di Fernando Pardini All’insegna dell’eclettismo, ecco la nuova frontiera del bianco d'autore metter su casa nel Jurançon, ecco il Pinot Noir della Vallée che non ti aspetti ma c’è, ecco le Colline Lucchesi che battono un colpo (e che colpo) tanto per farci capire che ci sono anche loro, ecco la monumentale presenza di un nuovo Brunello dedicato ad un affetto ed ecco infine la strenua resistenza alle insidie del tempo offerta da un indomabile Sangiovese chiantigiano con il cuore d’altura. Cosa c’è di meglio, se non l’eclettismo, per le libere parole?

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I vini del mese e le libere parole. Luglio 2018

di Fernando Pardini Se ci affidassimo alle iperboli, questo mese individueremmo senza sforzo la bollicina più emozionante di sempre e il Vin Santo più buono mai partorito sull'orbe terraqueo. In mezzo, due rossi emblematici figli di gesti puliti e di rurali consapevolezze. Senza ricorrere alle iperboli, invece, diremmo che è grazie a certi amici e a vini del genere se vanno a nozze le libere parole.

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I vini del mese e le libere parole. Giugno 2018

di Fernando Pardini La sorprendente, inusuale liaison amoureuse fra vitigni aromatici e non, governata dall'anima profonda di un'isola del Mediterraneo; i ritorni del figliol prodigo sotto l'altare della purezza e del radicamento territoriale; i monumenti fatti vino e infine le riesumazioni, alle quali non avresti pensato mai. Lipari, Barbaresco, Neive, Montalcino: le tappe obbligate per le libere parole.

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I vini del mese e le libere parole. Maggio 2018

di Fernando Pardini Assieme ai vini i luoghi, e quando i luoghi sono autentici avamposto a cui fai fatica ad associare un tempo, ché quasi il tempo gli appartiene, la suggestione e la potenza evocativa possono fare la differenza. Così è per il castello di Argiano (Montalcino), così è per Fosse-Séche (Saumur). Eppoi the other side of Nebbiolo, perché il mese di maggio mi ha spinto ad esplorare un po' più a fondo Nord Piemonte e Valtellina, coinvolgendo lo spirito e le libere parole. Ne è valsa la pena.

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I vini del mese e le libere parole. Febbraio 2018

di Fernando Pardini I vini del mese, questo mese, parlano tutti la stessa lingua. Con accenti profondamente diversi, ma tutti la stessa lingua. Contemplano, un per l'altro, il dono della spontaneità e della naturalezza espressiva, irrinunciabili fondamenta per costruirci sopra una idea di distinzione, di identità e di privilegio. Ovviamente, nel rispetto delle libere parole.

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I vini del mese e le libere parole. Gennaio 2018

di Fernando Pardini Dopo un finire di dicembre falcidiato dai malanni stagionali e da un conseguente isolamento coatto, febbricitante e pauperista, a gennaio c'era da attendersi un pronto riscatto alla riconquista dell’indipendenza perduta e del piacere di fare certi incontri. E così è stato: a gennaio non si è scherzato, né coi vini né con le libere parole: Sassicaia, Trapet, Rousseau, Burlotto, Ferrandes. No, non si è scherzato.

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