Tornare al Podere Le Cinciole è come ridare alle cose il giusto peso. Hai una voce sincerissima da poter ascoltare, e una storia di passioni e rispetto da portare ad esempio. Luca Orsini e Valeria Viganò hanno deciso di consacrare le loro vite alla terra con umiltà e determinazione, e a una visione condivisa formatasi sulle fondamenta di una coscienza ecologica illuminata, dove l’idealità si salda al pragmatismo. Luca e Valeria son un libro aperto. E poi c’è la figlia Veena, ex antropologa indirizzatasi poi su studi di agraria, per consegnare l’impresa al futuro.
L’orizzonte dei vigneti guarda a oriente, talvolta piegando a nord, talvolta a sud. Assieme alle altitudini configura una enclave fresca e appartata, quando è il caso interessata dai venti di tramontana. E se la selettività microclimatica è andata progressivamente stemperandosi nel corso degli anni, a fronte di stagioni sempre più calde, ciò non impedisce a questi luoghi di agevolare vini dal profilo nervoso e contrastato, fatti per durare nel tempo, con la decisa complicità della pietraforte, base costitutiva di suoli altamente calcarei che fanno tanto Panzano.
Il Chianti Classico 2020 ne rappresenta plasticamente la cifra, in un contesto brillantemente governato dall’acidità. E’ vivo, succoso, croccante, impettito, di compassata finezza, segnato da una misura espressiva che è puro fascino.
Il Chianti Classico Gran Selezione Campo ai Peri Aluigi 2019 invece ha assunto l’andatura del maratoneta: vibrante e austero, integro e profondo, la sua bocca è una compressione di sale che chiede solo tempo per illuminarsi di armonie più sottili.
Nell’attesa, puoi rifarti con il Rosato 2022, dove il registro provenzale apre all’incanto di un passo delicato e leggero, di infiltrante salinità.
Ah, dimenticavo di sottolineare che se la destinazione enologica dei vari appezzamenti è ormai ben definita (Campo ai Peri per Aluigi, Sottobosco per Petresco…), nuove appendici vitate si sono recentemente aggiunte alla schiera: una in zona Conca d’Oro, a Panzano, l’altra nei pressi Montefìli. Non c’è che attenderne gli sviluppi.
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Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.















