Pio Cesare, la bellezza del piccolo e del grande

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La Pio Cesare è una di quelle realtà che nella sua storia ha saputo combinare il meglio del piccolo e del grande: iniziò la sua attività a fine ‘800 grazie a Cesare Pio da una piccola casa, e oggi è una grande protagonista della viticoltura piemontese, italiana, internazionale. È da sempre radicata nella città di Alba, e la sua longevità gli ha assicurato un permesso speciale per vinificare nella affascinante cantina “cittadina”, che si è espansa nei decenni grazie a passerelle e cunicoli fino ad arrivare ad occupare quattro livelli, e di più non si può perché ci sono le falde del fiume Tanaro.

Non è mai uscita dalla dimensione famigliare: niente manager, niente direttori commerciali. Niente grandi distribuzioni ma agenti fidati. Poche persone in cantina, negli uffici, una trentina in tutto per arrivare con i proprii vini in 45 Paesi del mondo.  Ed è appunto guidata “in casa”, oggi dalla quinta generazione (ma la sesta sta già studiando viticoltura ed enologia) con in testa Federica Boffa, la figlia di Pio prematuramente scomparso nel 202, per tanti anni il vero dominus e motore della sua crescita, quello che dal 1981 ha preso tutte le decisioni fondamentali e sceglieva come dovevano essere i vini aiutato da Paolo Fenocchio, enologo di scuola Tachis. Assieme a Federica, ci sono il cugino Cesare Benvenuto e lo zio Augusto Boffa.

Oggi la superficie vitata è arrivata a 60 ettari. 32 stanno nel territorio del Barolo dove 20 sono vitati a nebbiolo e distribuiti fra cinque cru nel comune di Serralunga d’Alba (fra cui l’Ornato, dal quale si ottiene l’omonimo importante Barolo) e il Mosconi, dieci ettari acquisiti nel 2014 nel comune di Monforte d’Alba ma a poche centinaia di metri dagli altri, da cui proviene l’altro Barolo “singola vigna” (e anche la Barbera Superiore). Nella zona del Barbaresco si estendono 27 ettari di cui 14 vitati a nebbiolo, quasi tutti nel comune di Treiso. Notevole è poi la passione per la produzione di vini bianchi importanti e longevi, che risale al 1981 e che provocò addirittura l’espianto di due ettari di nebbiolo. Lo chardonnay ancora in zona Treiso, il sauvignon in quella di Monforte d’Alba, piantato nel 2003 e fino al 2018 confluito in un blend, mentre oggi è protagonista in purezza del “blanc”, ma anche il timorasso da un vigneto acquistato nel 2018, per un vino che richiederà il suo tempo.

Eccoci ai vini: la produzione di Pio Cesare si aggira sulle 400mila bottiglie in totale, ripartite fra etichette che ne contano dalle 4mila alle 60mila, che vanno per tre quarti nel mercato estero.

Langhe Sauvignon Blanc 2022
Un quarto della massa è maturato in barrique, metà di primo e metà di secondo passaggio. È intenso, ampio ed elegante con i suoi rimandi di agrumi e di erbe aromatiche. La beva è fresca e piccante, di bell’equilibrio complessivo ed è chiusa da un finale ricco di energia.

Langhe Chardonnay Piodilei 2021
In questo vino un apporto maggiore del legno (affinamento per un terzo in barrique nuove, un terzo di primo e un terzo di secondo passaggio) si avverte in un olfatto giocato sulle note di fiori gialli, miele e crema particcera. L’ingresso in bocca mette in luce un carattere speziato, poi la beva prosegue compatta e potente, mostrando tratti ancora giovanili.

Barbera d’Alba Superiore Fides Vigna Mosconi 2021
Come detto, le uve di questa Barbera vengono da una vigna nel comune di Monforte d’Alba a due passi da confine con Serralunga. È molto elegante e di carattere floreale in un naso persistente ed è vellutata in bocca, dove si distende leggera e con una componente acida che rende la beva piacevole e golosa.

Barolo Pio 2019
È un vino che trae origine da uve provenienti da otto vigne; ad un olfatto centrato su registri floreali, fa seguire al palato un carattere forte e potente, più spostato verso la maturità del frutto espresso in una beva assai saporita, piena e spessa e che termina con un finale dal tannino scintillante.

Barbaresco Pio 2019
Anche qui sensazioni fini e floreali espresse in un olfatto intenso e persistente. Un carattere ribadito nell’attacco della beva, che però poi ingrana una marcia potente, prorompente e progressiva terminando con un finale pimpante all’insegna di freschezza ed energia, con un tannino che scalpita e ancora da domare completamente.

Barolo Ornato 2016
Entriamo in un’altra dimensione, quella di un’ottima annata che ci dona un vino fascinoso dal naso largo e diffuso giocato su note lievi di prugna, spezie, sottobosco e tabacco. All’ingresso in bocca si avverte una trama fine e leggera, quasi impalpabile, ma che cresce in struttura e potenza verso il finale. Ha il fascino assoluto dei grandi Borgogna.

Pio Cesare
Via Cesare Balbo, 6 – Alba (CN)
Tel. 0173 440386
www.piocesare.it

Nelle prime due immagini, Federica Boffa. L’immagine della Cascina Il Bricco è tratta dal sito aziendale

Riccardo Farchioni

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