Mondial des Vins Extrêmes 2024: che qualità!

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Ho avuto il piacere di partecipare come giudice al Mondial des Vins Extrêmes 2024, un’esperienza che, ancora una volta, mi ha permesso di toccare con mano la qualità dei vini provenienti da territori difficili e affascinanti. Assaggiare i vini prodotti in contesti così estremi – vigneti di montagna, terrazze scoscese o piccole isole – significa immergersi in un mondo dove ogni bottiglia racconta una storia di passione e resistenza. Ogni calice riflette il lavoro eroico dei viticoltori, che con tenacia trasformano le sfide della natura in bottiglie originali e identitarie. Quest’anno, con oltre mille etichette in gara (soglia superata per la prima volta in 32 anni di concorso!) e un livello qualitativo sempre più elevato, il concorso è stato ancora più interessante, dimostrando quanto la viticoltura eroica possa raggiungere vette di eccellenza e, al contempo, preservare e valorizzare la diversità dei paesaggi viticoli di tutto il mondo.

Un concorso unico nel suo genere

Organizzato dal CERVIM (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana), il Mondial des Vins Extrêmes è l’unico concorso enologico internazionale dedicato esclusivamente ai vini prodotti in aree di viticoltura eroica. Questi vini provengono da vigneti situati in zone montane, su pendenze ripide o terrazzate, e nelle piccole isole, dove la coltivazione della vite richiede uno sforzo notevole e tecniche particolari, che impediscono, in sostanza, la meccanizzazione. Tale contesto conferisce loro una qualità distintiva, caratterizzata da una forte espressione del terroir e da note aromatiche spesso uniche.

La viticoltura eroica non è solo una pratica agricola, ma una forma di resistenza culturale e ambientale, che preserva paesaggi unici e tradizioni vinicole storiche. Partecipare a un concorso come il Mondial des Vins Extrêmes significa non solo competere per un riconoscimento di qualità, ma anche contribuire alla salvaguardia di ecosistemi fragili e alla promozione di una viticoltura sostenibile.

I risultati dell’Edizione 2024

La 32^ edizione del concorso ha registrato un numero record di partecipazioni, con oltre 1000 vini in concorso, provenienti da 356 aziende di 25 paesi, e ha visto 305 vini premiati dalla giuria internazionale riunita a Sarre (Aosta) tra il 29 e il 30 settembre. Le giurie, composte da 50 esperti, tra enotecnici, enologi e degustatori di esperienza internazionale, hanno assegnato 64 Grandi Medaglie d’Oro e 241 Medaglie d’Oro (qui i risultati completi). Il livello di qualità delle etichette partecipanti è stato giudicato eccezionalmente alto, con vini che hanno saputo esprimere al meglio le caratteristiche dei territori di origine. In questo, il Concorso dei Vini Estremi, per esperienza personale, si posiziona ad un livello mediamente più alto rispetto agli altri pur rinomati concorsi internazionali. La spiegazione credo sia semplice: ad Aosta arrivano spesso vere e proprie “chicche” enologiche, figlie di territori speciali e di piccole realtà artigianali, che sono in grado di esprimere livelli di complessità ed originalità difficilmente eguagliabili dai prodotti di massa  che invece si incontrano, solitamente, nelle altre competizioni.

Oltre ai premi per la qualità dei vini, sono stati assegnati riconoscimenti speciali che hanno valorizzato le migliori cantine e le etichette più rappresentative. Tra i premiati spicca la Cave des Onze Communes di Aymavilles (AO), eletta migliore cantina per l’Italia, mentre il vino Pantelleria DOC Sentivento 2017 di Prosit Società Agricola ha ricevuto sia il Premio Eccellenza che il Premio Piccole Isole. Il Premio Cervim Futuro, destinato a chi contribuisce all’innovazione e alla sostenibilità nella viticoltura eroica, è stato conferito a Giacomo Rallo di Rallo Estates SRL Soc. Agr. di Marsala. Inoltre, il Premio Donna Cervim ha riconosciuto il ruolo delle donne nella viticoltura eroica, assegnando il riconoscimento a Margherita Longo dell’Azienda Agricola Hibiscus di Ustica.

L’importanza del Mondial des Vins Extrêmes va oltre la celebrazione della qualità enoica, rappresenta una vetrina per la viticoltura eroica e un’opportunità per promuovere la biodiversità e la sostenibilità ambientale. La crescita del numero di partecipanti, come evidenziato dal Presidente del CERVIM Nicola Abbrescia, riflette un crescente interesse per i vini prodotti in territori difficili, che richiedono una dedizione straordinaria e tecniche di coltivazione non convenzionali. La capacità di questi vini di raccontare storie uniche di territori e persone, trasmettendo il legame profondo tra vitigno, suolo e microclima, li rende ambasciatori autentici di una cultura vinicola che resiste alle sfide del cambiamento climatico e alla marginalizzazione delle aree rurali.

Concludere questa esperienza come giudice al Mondial des Vins Extrêmes 2024 mi lascia un profondo senso di gratitudine e ammirazione per tutti i produttori che, con la loro dedizione, portano avanti la tradizione della viticoltura eroica. Ogni vino assaggiato è stato un bel viaggio, un incontro con territori lontani, con storie di fatica e passione, che si ritrovano poi in un sorso. Perché l’eccellenza, si sa, spesso nasce dalle sfide più dure. Lasciando Sarre, porto con me il ricordo di una bella esperienza, ma soprattutto la speranza che questo concorso, adeguatamente supportato, abbia le possibilità di crescere nel tempo, perchè la viticoltura eroica è destinata a recitare un ruolo sempre più da protagonista.

 

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