Una bella schiera di bottiglie e una vivace pattuglia di produttori ha animato le sale dello Starhotel Michelangelo di Firenze grazie ad una delle tante iniziative itineranti dell’associazione Go Wine. E noi siamo andati a curiosare, anche perché ogni volta che il nebbiolo e i suoi “derivati” sono a portata di mano, non si può mancare.
Iniziamo dunque da Paolo Manzone, con il Langhe Luvì 2022: ampio, intenso, molto persistente e generoso nell’espressione olfattiva. Carattere più stilizzato in una beva delicata, leggera, che chiude con un finale di media persistenza. Il Nebbiolo d’Alba Mirinè 2023 sfoggia un naso ampio, floreale di rosa e fruttato di melograno. Di nuovo un cambio di carattere in bocca dove si avverte subito potenza e compattezza in una beva che poi si rinfresca in un finale all’insegna della leggiadria.
Di Cadia (comune di Roddi) assaggiamo Il Nebbiolo d’Alba 2023 che mostra un olfatto pirotecnico, pieno di fiori intensi e penetranti. Mediamente espressivo in bocca dove ha spessore, è vellutato e di buon dinamismo, con qualche sbavatura alcolica. Il Barolo Monvigliero 2020 (cru prestigioso nella zona di Verduno) ha bella eleganza più che impatto, e anche in bocca parte “sussurrato” per poi sfoggiare una decisa progressione accompagnata da spunti mentiolati e che termina in un finale potente.
Di Silvano Bolmida (località Bussia, a Monforte d’Alba) sentiamo il Langhe Nebbiolo Frales 2022, dall’olfatto opulento fatto di ribes e lampone maturo, un fruttato ribadito con densità in un palato di bello spessore, contrastato da gagliarda acidità: un carattere che ne fa un “supernebbiolo” tendente ai più illustri parenti vinicoli.
Dai fratelli Adriano Marco e Vittorio, nel territorio di Neive, in degustazione un Barbaresco Basarin 2020 dal fruttato maturo ed elegante esposto con grande persistenza e ribadito in una beva vellutata, speziata, che nel finale acquisisce bei contrasti risultando fresca e succosa.
Da Casavecchia, cantina in Diano d’Alba, arriva un Diano d’Alba Söri Bruni 2022 (uve dolcetto) intenso, espressivo su note speziate. Il Diano d’Alba Sori Richin 2021 mostra maggior profondità e una frutta di bosco polposa. In bocca è un vino godibile e croccante, vellutato e con una buona freschezza nel finale. Il Langhe Nebbiolo Vigna Piadvenza 2020 ha bella espressività e progressione gustativa al palato. Comprensibilmente più fruttato e con un importante corredo speziato il Langhe Rosso Vigna Pian del Lupo 2020 che comprende un 15% di merlot nell’uvaggio ad affiancare il nebbiolo.
Importante presenza in sala quella di Poderi Colla, storica cantina dovuta alla forza visionaria di Beppe Colla e che vanta nei vigneti piante di 90 anni di età. La Barbera d’Alba Costa Bruno 2022 (affinamento un anno in botte grande) colpisce per un naso molto bello, di impeccabile eleganza e impianto floreale, seguito da una beva che aggiunge frutto croccante, freschezza e polpa. Il Nebbiolo d’Alba 2023, di un classico colore rubino scarico, sfoggia anch’esso un naso di grande eleganza con affascinanti rimandi di rosa canina. Eleganza ribadita in una bocca fresca e che accarezza nel finale con una bella trama tannica. A ribadire lo spessore di questa realtà, due importanti cru: il Barbaresco Roncaglie 2021 (comune di Barbaresco che guarda verso Alba) che unisce eleganza e dolcezza di frutto, e che in bocca delizia per leggerezza, freschezza e bella progressione; il Barolo Bussia Dardi Le Rose 2020 (territorio di Monforte d’Alba, vigne di 60 anni) monopolizza il palato con una progressione gustativa lenta ma continua in cui si percepisce un carattere sia floreale che fruttato, e che termina con una esplosione nel finale nel quale si percepiscono anche note agrumate.
Sosta da Michele Taliano iniziando dal Langhe Nebbiolo Blangheur 2022 che ad un carattere olfattivo floreale unisce note agrumate e proseguendo con il Barbaresco Montersino Ad Altiora 2020, dal frutto rosso maturo espresso in una beva potente, conclusa in un finale persistente e dal tannino levigato. Il Barolo del Comune di Serralunga 2020 ha naso arioso ed elegante, al quale segue un palato ficcante e travolgente, reattivo e sufficientemente snello. Infine, il Barbaresco Riserva Tera Mia 2020, con un naso dominato da spezie ed erbe aromatiche, in bocca è fresco anche se meno impattante dei vini precedenti.
Un bianco intrigante per iniziare da Cascina Gavetta (comune di Novello): il Langhe Nas-cetta Comune di Novello 2023, assai intrigante e con le sue note penetranti di anice e menta. Il Langhe Nebbiolo Don Graneris 2022 ha un olfatto bello, affascinante, floreale e persistente: assai beverino in bocca. Improntata sul frutto fresco e croccante la Barbera d’Alba Superiore 2020, mentre il Barolo 2020 (da quattro vigne a Novello con argilla e marne, ed una a Monforte su terreni più sabbiosi) ha naso affascinante e bocca forte, dai tratti intemperanti ed esplosivi, comunque di buona freschezza. Il Barolo Corini-Pallagretta 2020 mostra un fruttato maturo con rimandi canditi al naso, ed un assetto più ordinato in bocca, dove comunque è dinamico e a tratti nervoso, fino ad un finale di bella luminosità.
Di Michele Mascarello sentiamo il Langhe Nebbiolo MMXX 2022 (da vigne il Diano d’Alba e La Morra) di impronta olfattiva floreale con qualche cenno cosmetico, il tutto espresso con grande persistenza. In bocca è pieno, percussivo, un “supernebbiolo” potente e concentrato, all’insegna del fruttato maturo. Il Barolo 2020 profuma di rosa passita, elegante e persistente; al palato è bevibile, di buona potenza anche se forse poco contrastato.
Infine, un salto dall’altra parte del Tanaro: il Roero Montegalletto 2019 di Cascina del Pozzo, da un vigneto dei primi anni 80, ha un bell’olfatto persistente e in bocca è sapido e denso, ma anche fresco e con un bel rilancio finale. Di Silvano Nizza il Roero Riserva Ca’ Boscarone 2020 esprime un naso floreale, balsamico e mentolato, a tratti pungente. La beva è densa e pastosa.

Scrive di vino, gastronomia e agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Direttore editoriale, gestisce le relazioni con i lettori e con la stampa. È membro dell’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare)









