Amaracmand: trame “Felliniane” di un concreto sogno vinicolo

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Lungimiranza e coraggio, etica e passione, visione e pragmatismo, sogno e progetto.

Amaracmand è un’azienda giovane (2012) che ha avuto il coraggio di entrare in un mercato sistemico competitivo e fagocitante con un progetto “nativamente” biologico, traguardando una visione produttiva molto personale, mossi da una passione genuina, ma con la necessaria lungimiranza e una encomiabile etica del lavoro.

Questo hanno fatto Marco Vianello e sua moglie Tiziana Matteucci insieme al cugino Damiano Vianello (inizialmente anche con lo zio, padre di Damiano, purtroppo scomparso), hanno rilevato un’azienda del territorio (Sorrivoli di Roncofreddo) in difficoltà ed hanno plasmato il loro sogno di realizzare vini di personalità, che potessero distinguersi dallo scenario un po’ convenzionale dei grandi gruppi di produzione e raccontare un mondo sensoriale emotivamente toccante.

Già il nome conferito all’azienda mi ha subito riportato a un’atmosfera “felliniana”, con quella contrazione dialettica che il regista riminese rese celebre e che Marco ha riproposto in veste familiare, con un ricordo della nonna. Poi ho passato del tempo a conoscere questa famiglia, a casa loro, tra i loro colli e i loro rivoli, tra rocche, chiese e biblioteche storiche, a testimoniare il valore culturale del territorio, per raccontarne anche le caratteristiche pedoclimatiche ed idrogeologiche in modo da chiarire le difficoltà imposte dalla natura, a volte feroce, sia per il cambiamento climatico e le sue conseguenze, sia per la scelta biologica che mette ogni produzione a rischio di malattie in vigna o alterazioni in cantina. Anche questo sa di “fantarealismo” felliniano, di ossimoro tra l’illusione di un vino naturale che racconti il tutto e il pragmatismo del realizzarlo perseguendo canoni biologici che sposino l’illusione.

Ed ecco la lungimiranza, perché nelle produzioni sistemiche puoi sempre intervenire con agenti chimici, pesticidi, diserbanti o concimi sintetici tra i filari, ma anche con i solfiti in cantina per garantire lunghe conservazioni senza alterazioni microbiologiche o ossidative. Nella produzione biologica invece puoi solo prevenire, guardando avanti, predisponendo accorgimenti naturali, come l’utilizzo di fertilizzanti organici, funghi antagonisti e tecniche agronomiche sostenibili. Devi lavorare in cantina preservando un ambiente battericamente puro, grazie a strumenti specifici. Puoi solo prevedere i rischi di un dissesto idrogeologico, molto presente in questa zona, e anticiparlo, prendendoti cura del territorio, piantando e gestendo una vegetazione contenitiva, regolandone la crescita e l’estensione per salvaguardare un microclima ideale per le piante e per il terreno.

Insomma, sono rimasto davvero colpito dall’attenzione che ho visto porre su questi aspetti così importanti, come la sostenibilità ambientale, la pratica di una viticoltura etica che minimizzi l’impatto sul territorio rispettandone la biodiversità e salvaguardandone l’integrità. Mi sono piaciuti la cura e il rispetto per la salute del consumatore, nonché una cultura del lavoro di squadra che predilige la condivisione delle strategie e dei traguardi, con una preparazione di base elevatissima e la consulenza di esperti validissimi come l’enologo Maurilio Chioccia e l’agronomo professor Alberto Palliotti dell’Università di Perugia.

Amaracmand è quindi una realtà che si distingue, che si impegna, come ci dice il coinvolgente Damiano, più nella tutela del suolo che nelle pratiche vitivinicole, perché se non si custodisce l’ambiente, non si produce nulla o nulla di buono. La cantina “a scomparsa” che si integra perfettamente nell’ecosistema che la ospita è l’esempio cristallino di questa filosofia, sembra tratta dalla “Contea” dei racconti di Tolkien e mi rimanda ancora ad un fiabesco felliniano. Nulla è lasciato al caso, nulla viene improvvisato, la conoscenza del territorio in cui si vive è la base per coniugare ad esso la migliore materia prima possibile e le lavorazioni ideali per ricavarne sorsi rappresentativi.

Arrivando quindi ai vini e al riscontro organolettico di questo universo, spendo un commento anche sulle etichette, realizzate da un’artista bolognese, oggi trasferitasi a Parigi, che tratteggiano in modo egregio l’atmosfera che si respira in azienda e in famiglia, tra sogno e realtà, tra i vigneti e i calici.

Madame Titì – Spumante Brut Nature – Rubicone Bianco Igt 2022

Questo è il vino che Marco ha dedicato a Tiziana, complice del miraggio e compagna di vita, quindi un prodotto che sprigiona sentimento in ogni bollicina del suo perlage. Un brut metodo charmat che è frutto di un assemblaggio oculato di uve bombino bianco (85%), trebbiano della fiamma (7%), albana (3%) e grechetto gentile (5%) allevate a guyot e cappuccina. Ovviamente le varietà più precoci vengono raccolte per prime a costituire la base spumante (bombino e grechetto), mentre quelle più tardive sono raccolte a piena maturazione e utilizzate per la rifermentazione in autoclave, dove apportano colore (trebbiano), tannini (albana) e la dolcezza della surmaturazione, che sopperisce all’utilizzo di saccarosio. Le uve vengono vinificate separatamente in vasche d’acciaio dove affinano sulle fecce fini per poi essere assemblate nella cuvée definitiva che passa quindi in autoclave per la spumantizzazione (circa 40 giorni). Dopo circa sei mesi si passa all’imbottigliamento e quindi al riposo in cantina prima della commercializzazione.

Colore dorato e attraente, perlage sottile e profumi di frutta matura, in bocca si percepisce una freschezza piacevole e fragranze nitide di mela e albicocca, con un allungo dolciastro che mi ricorda il dattero, ma che al tempo stesso chiude con un retrogusto di mandorla amara. Decisamente fluido e agile va giù che è un piacere e potrei protrarne l’accostamento a un’intera cena piuttosto che al solo aperitivo o antipasto. Eufonico.

Perimea – Rubicone Sangiovese Igt 2023

Sangiovese in purezza proveniente dalla Tenuta Cantina Vecchia, un appezzamento storico di circa un ettaro e mezzo, con piante allevate a cordone speronato su un terreno che presenta creta azzurra o argilla blu, comune anche agli altri appezzamenti, come il fondo sabbioso-tufaceo.

Doppia selezione del frutto e doppia vinificazione del mosto, separando un 10% di grappoli che vengono lasciati fermentare interi preservando così i lieviti indigeni per uno spunto naturale che avviene in acciaio. La massa poi riunita rimane a contatto con le bucce una ventina di giorni; quindi, riposa circa sei mesi nelle vasche e altri sei mesi in bottiglia. Ci è stata offerta una doppia possibilità di assaggio, la sera in accompagnamento alla cena e il giorno dopo in degustazione, confesso che ho avuto due sensazioni diverse, ma entrambe positive. Con la cena è stato il mio preferito, il nerbo del sangiovese è una garanzia di sostanza e la lavorazione Amaracmand rende giustizia ad una personalità toccante, almeno per le mie corde sensoriali. Naso pulito, tendenzialmente vegetale, sorso morbido e giustamente tannico, dal sostegno acido rinfrescante e dalla componente fruttata polposa. L’allungo è balsamico e minerale, vagamente speziato e ancora erbaceo, tonico e composito. Autentico.

Imperfetto – Rubicone Sangiovese Igt 2022

Forse è il vino simbolo del progetto Amaracmand, quello che porta il nome legato alla filosofia aziendale, il primo progetto enologico che incarnava la convinzione di poter realizzare prodotti non convenzionali, umorali, “metereopatici”, emotivi e … imperfetti, ma non difettosi. Alla base di sangiovese (85%) si unisce un blend di cabernet sauvignon (5%), cabernet franc (5%), syrah (3%) e alicante (2%), ma i numeri li prenderei con le molle. Dopo la consueta maniacale selezione degli acini e la spremitura, il mosto vinifica circa dieci giorni a contatto con le bucce per poi riposare circa due mesi in vasche di acciaio. Successivamente affina almeno sei mesi in tonneau di rovere francese e poi in bottiglia. Colore impenetrabile e profumi articolati tra il sottobosco e la composta di mirtilli; in bocca entra con passo felpato ma deciso, con fragranze di bacca, cassis e anche gelso, tannini vellutati e tenore alcolico in equilibrio. Il sorso restituisce note di torrefazione, radice di liquirizia, tracce balsamiche e sentori vanigliati per una profondità aromatica davvero convincente. Eclettico

Libumio – Rubicone bianco Igt 2024

Questo è l’assaggio “premio”, un po’ come la bonus track in un disco. Si tratta di una base bombino bianco (85%) con la restante parte equamente distribuita fra uve incrocio manzoni, grechetto gentile e trebbiano della fiamma, per un prodotto che di fatto va quasi a completare la gamma aziendale con un vino bianco fermo espressivo di un terroir capace di spingere sulle escursioni favorevoli e sulle mineralità tufacee. Colore intrigante e bouquet floreale per un approccio olfattivo fresco e pulito. Al palato è garbatamente acido, con fragranze fruttate di mela e riverberi agrumati; il sorso è godibile, ampio e verticale, con un respiro iodato e un ritorno sapido che agevola la beva. Seducente

AMARACMAND
di Matteucci Tiziana & C. Società Agricola
Strada Provinciale Sorrivoli 30 –  Roncofreddo (FC)
Tel: 0547 326277
WhatsApp: 339 2437627
Email: [email protected]
Web: www.amaracmand.com

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