SUMMA, la manifestazione che da oltre venti anni raccoglie l’eccellenza vitivinicola secondo Alois Lageder, si è tenuta come sempre a Cortaccia il 5 e 6 aprile come un prodromo del Vinitaly. Dopo un’ assenza di qualche anno alla manifestazione altoatesina, che raccoglie le aziende italiane e internazionali selezionate su invito dal padrone di casa, abbiamo raccolto il gentile invio e abbiamo partecipato alla due giorni sulle aziende e i vini che rispecchiano la visione di Alois Lageder e della sua azienda. La giornata di sabato ha goduto del tempo finalmente buono e del clima mite consentendo una fruizione delle degustazioni in tutta tranquillità anche se la manifestazione aveva fatto da tempo il tutto esaurito, nonostante il costo dei biglietti per i semplici appassionati fosse di 120€. D’altro canto lo scopo dichiarato della manifestazione è :”evento all’insegna della spensieratezza e della curiosità, dove stress e noia non sono di casa, né per i visitatori né per i produttori di vino. Uno scambio reciproco in un ambiente accogliente dal sapore storico. Allargare i propri orizzonti. Lasciarsi ispirare. Celebrare insieme.” Obbiettivo pienamente raggiunto visto il livello dei servizi forniti ai visitatori (servizio navetta effettuato anche con auto di lusso con conducente, ampia gastronomia all’interno dell’ evento gratuita, spazi appositamente dedicati al relax e alla musica),ma soprattutto, come detto, il vino e i produttori selezionati tra quelli biodinamici o biologici che condividono la visione produttiva e rispettosa dell’ambiente che contraddistingue Alois Lageder e la sua azienda.

Lo spirito internazionale della manifestazione si esprimeva nella folta rappresentanza del mondo enologico di aria germanica e austriaca, oltre che varie presenze sia dal Portogallo che dall’Ungheria. Passando alla organizzazione, come detto veramente all’altezza, le varie sale e spazi dedicati alla degustazione e alla parte gastronomica si sviluppano sui due edifici principali della tenuta : Casòn Hirchprunn e Tòr Lövengang. In entrambi erano presenti sia i produttori che la gastronomia dislocati nelle varie sale e spazi appositamente allestiti. In gran parte gli italiani erano raggruppati nella Barriccaia dove abbiamo incontrato per prima l’azienda Vajra da Barolo, di cui si è ampiamente parlato su questa rivista poco tempo fa. Le nostre degustazioni si sono soffermate, per lo più su vini transalpini che erano ampiamente rappresentati; austriaci e tedeschi soprattutto che hanno presentato una ampia varietà di espressioni enologiche di sicuro interesse.
La degustazione
Iniziamo la carrellata con un Weingut Idler un’ azienda rilevante nel panorama enologico tedesco. Situata nelle vicinanze di Stoccarda nel territorio del Remstal ricompreso nella zona più ampia del Wurttemberg, l’azienda nata nel 2012, dal 2019 è divenuta biologica e ha ristrutturato la cantina con moderna sobrietà. I vini bianchi soprattutto si concentrano sui vitigni Riesling e chardonnay, pinot grigio, pinot bianco e sauvignon. Ma sicuramente il Riesling la f
a da padrone sia per la spiccata freschezza che per la elevata mineralità e la capacità di evoluzione lenta e misurata. In particolare il Nonneberg 2023 Riesling troken sprigiona un’ aromaticità e una pienezza di corpo che si espandono in bocca fino al finale persistente e minerale. Note di pesca, mandarino e ananas e una bella speziatura accompagnano note di fiori gialli e miele di acacia. Sempre della stessa zona viticola del Wurttemberg ha sede la tenuta Karl Haidle, che presenta in degustazione sia vini bianchi che rossi. Assaggiamo il Riesling di Stettener Häder 2023, ottenuto da fermentazione spontanea e lungo affinamento sulle fecce, ben si accompagna alla filosofia biodinamica dell’azienda. Sono i sentori fruttati e dolci (banana, pera matura) che caratterizzano la degustazione, sostenuti in bocca da una freschezza salina che rende il sorso succoso e vivace. Proseguiamo nella degustazione di vini della
cantina con un pinot nero Spätburgunder Trocken Stubensandstein che prende il nome da un particolare pietra che costruisce la base dei terreni dove sorge la vigna . Il vino si presenta di un interessante colore ciliegia, con aromi pronunciati di lampone, fragola e ciliegia, al palato è spinto da un tannino ed una freschezza pronunciati che richiamano piatti ben strutturati.
Sempre spaziando nel mondo di lingua tedesca (molto rappresentato a SUMMA), incontriamo Adams Wein dalla zona del Rheingau e precisamente a Ingelheim. Qui niente riesling ma Pinot Nero, Chardonnay e Pinot bianco, Pinot grigio in grande spolvero, per una azienda biodinamica guidata da Simone Adams enologa e proprietaria dell’azienda di circa 10 ha. Dei vini, dallo stile impeccabile, ci hanno colpito soprattutto lo Chardonnay Lohpfad 2023 che deriva dal vignato di cui prende il nome, e che seppur di stile
borgognone sia per l’uso della barrique che per la permanenza sui lieviti per oltre un anno, esprime appieno la mineralità dei terreni e l’eleganza del vitigno, sostenuto, questo, si da una freschezza di particolare impatto. Lo Spätburgunder Pares 2022 è in linea col precedente, con però una personalità più spiccata e coinvolgente. Pinot nero di razza, si sviluppa tra frutti rossi e neri selvaggi, speziatura e tannini incisivi su un corpo snello ed elegante; di particolare pregio.
Rimanendo in prossimità della valla del Reno ma passando su lato francese incontriamo il Domaine Leon Boesch che ai piedi del Petit Ballon alsaziano produce i sui vini nel paese di Westhaten. Azienda storica ha convertito i sui vigneti all’agricoltura biologica e in cantina elabora i vini secondo il metodo biodinamico. Dei vari vini assaggiati ( l’azienda ha un ampio e qualificato ventaglio di produzione), ci ha
colpito il Riesling Luss 2023 che nasce dall’omonimo vigneto su terreni calcarei, e fermenta e affina su fecce totali fino all’imbottigliamento. L’espressione aromatica è intensa e caratteristica: polpa di frutti bianchi ( pesca), poi lampone, tiglio arancia, in bocca e fresco affilato, seducente con il finale che riporta al pomperemo e alla frutta.

Passando al padrone di casa che presentava la sua ampia gamma sempre di elevata e particolare qualità questa volta abbiamo puntato su un vino della serie Comete il Bla Bla Bla Bla : un vino con un approccio particolare perché nasce dall’assemblaggio di 4 annate differenti ( ogni Bla significa una annata) del vitigno antico altoatesino il Blatterle. Il bel colore dorato e la bella speziatura insieme ad una fragranza di frutta matura, caratterizzano l’aroma di questo vino che in bocca sprigiona complessità e lunghezza e che ci da ancora una volta la qualità della cifra stilistica di Alois Lageder patron della manifestazione Summa 2025.

Agronomo ed enologo libero professionista, ho affinato la mia formazione con periodi di studio presso l’Università di Bordeaux. Collaboro con aziende toscane in qualità di consulente vitivinicolo ed enologo, e faccio parte della Commissione di degustazione di diverse DOC e DOCG toscane. Sono assaggiatore di olio metodo COI iscritto all’albo Nazionale e mi occupo anche di Agricoltura Biologica. Iscritto ASSOENOLOGI. Le mie frequenti visite all’estero per eventi enologici sfociano spesso in reportage, in particolare dalla Francia. Da sempre amante dell’olivicoltura, tra i maggiori esperti di olivo Quercetano. Mi occupo anche di frutticoltura per aziende toscane. Socio Slow Food da diversi anni.









