Diari di campagna 2025 – Caiarossa

Tempo di lettura: 3 minuti
Caiarossa e le vigne

Caiarossa in fondo significa diversità. Perché la diversità qui la si è sposata per conviverci in armonia, nel tentativo di scoperchiare il benedetto genius loci. Ed è ciò che in questo ampio spalto di territorio fronte mare ( 10 km in linea d’aria, ma non lo diresti), che ha dalla sua una struggente bellezza mediterranea e che di nome fa Riparbella, nei vini si traduce in una felice combinazione di freschezza e saldezza strutturale.

Sì, il genius loci forse sta proprio in questo insieme di voci, ed è favorito da un approccio solo in apparenza dicotomico,  in realtà decisamente funzionale allo scopo: da un lato uno spirito squisitamente artigianale, alimentato da un’agricoltura biodinamica di lunga data, dall’altro una cura del dettaglio e una perizia tecnica che ne proiettano gli intendimenti in una dimensione nella quale nulla è lasciato al caso.

Vigneti di Serra all’Olio

Sposare la diversità, per esempio, ha significato mettere a dimora, negli anni, ben 11 vitigni, perlopiù internazionali (se escludiamo il vermentino e il sangiovese), la cui attitudine viene monitorata attraverso un processo attentamente parcellare, dalla vigna alla cantina, che intende estrinsecarne le doti varietali legandole ai vari versanti in gioco e ai diversi siti produttivi, che in questo caso sono tre (Nocolino, Serra all’Olio, Le Lame), distinguibili per origine dei suoli ( si va dai più antichi, i giurassici di Nocolino, ai pliocenici delle Lame e Serra all’Olio), esposizioni e quote altimetriche. Circa 40 ettari di vigneti per 60 parcelle da trattarsi separatamente, nella splendida cantina verticale progettata e concepita secondo le regole del Feng Shui.

Nocolino

Sì, Caiarossa è un progetto virtuoso ad alto tasso di consapevolezza, dove gli aspetti olistici si fondono con una sana razionalità di metodo, per partorire vini puliti ed espressivi che hanno i loro primattori nel Caiarossa, ovviamente, premier vin della casa, e da qualche stagione nel Bianco, che ha cambiato pelle per indirizzarsi sulle frequenze di un bianco “nordico”: affilato, fresco, verticale, finissimo.

Due portavoce ideali per esemplificare al meglio le potenzialità di questo distretto pisano, che di per sé farebbe immaginare una generosità di stampo mediterraneo, in questo caso rimodulata invero in qualcosa di più raffinato, e di più sfumato, che del territorio va ad introiettarne il calore dell’espressione, ma senza sconfinare mai in un mero, confortevole abbraccio alcolico, bensì in una saldezza vibratile.

da sx a dx: Marco Lipparini, Emilio Mancini, Francesco Villa

Caiarossa infine non è un’entità astratta, e ci mancherebbe altro. Caiarossa è una squadra di lavoro coesa e affiatata fatta di ragazzi – ed ex ragazzi – che qui sono cresciuti, capitanata da Emilio Mancini, comunicata da Roberta Palma, guidata tecnicamente da Francesco Villa e dall’enologo interno Marco Lipparini.

Un team che si interfaccia con la longa manus della proprietà, la famiglia Albada-Jelgersma, già proprietaria di Chateau Giscours a Bordeaux, nella figura dell’uomo-ponte fra Acquitania e Riparbella, Jérome Poisson, e in quella dei consulenti enologi di chiara fama Valerie Lavigne e Alex Marchal

Insomma, Caiarossa celebra ed interpreta la diversità, senza farsi mancare un pizzico di internazionalità.

___§___

Condividilo :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *