Eccoli, i dieci “Morellino del Cuore” 2025

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Ci sono moti modi in cui i Consorzi di tutela possono svolgere una delle loro funzioni fondamentali, quella di far conoscere e promuovere i vini dei propri associati. Uno dei migliori è senz’altro far interagire produttori e osservatori/operatori in eventi raccolti in cui al di là di slogan strombazzati si possano ascoltare parole e incrociare sguardi. Se non altro è uno dei più autentici perché, al di là della giusta comunicazione che si vuole dare del risultato di un lavoro complesso e difficile, si colgono in filigrana anche le preoccupazioni e le incertezze, le ansie e l’orgoglio che stanno dietro le tante scelte che portano alla nascita di una bottiglia di vino e la sua immissione in un mercato competitivo e negli ultimi tempi assai turbolento. 

E dunque non deve sorprendere che Morellino del Cuore, che si configura proprio come una iniziativa di questo tipo, sia stata ideata da due giornalisti specializzati sensibili come Roberta Perna e Antonio Stelli e dedicata al Morellino di Scansano, il rosso maremmano a base del sangiovese acclimatato in una terra assolata come poche altre, e che anni fa era stato scelto come ideale vino “parkeriano”, ossia generoso in frutto e morbidezza. Oggi ci si è resi conto che in esso si può configurare un incontro speciale fra la piacevolezza del frutto e l’energia che sa dare l‘acidità tipica del vitigno, equilibrata dalla finezza tannica della sua espressione maremmana. E’ possibile dunque raggiungere una “solare leggerezza” che lo può rendere fra l’altro accompagnatore ideale di una cucina giustamente saporita del vicino mar Tirreno:

E allora eccoli, i dieci Morellino di Scansano “del cuore” di quest’anno, selezionati come sempre da una commissione di giornalisti-degustatori e presentati nel fascinoso ristorante Gunè di Firenze. Come al solito, alle due categorie “classiche” dell’”annata” e della Riserva, viene affiancata una tipologia battezzata provvisoriamente “intermedia” ma che in realtà in una modifica del disciplinare di produzione in via di approvazione sarà a tutti gli effetti un Morellino Superiore in cui viene ridotta la resa per ettaro consentita nei vigneti dai 90 agli 80 quintali di uva per ettaro, non viene inserito l’obbligo di affinamento in legno ma quello di dichiarare fin dall’inizio che il vino sarà inserito nella categoria e non saranno possibili “declassamenti”.  

Annata 

Morellino di Scansano Roggiano Bio 2023 – Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano 
Attiva dal 1972, questa cantina è una realtà cooperativa con controlli qualitativi assai stringenti per i 170 conferitori per un totale di 700 ettari di vigneti coltivati. Le “rogge” sono le ginestre “dei minatori” che crescono in terreni poverissimi e che spesso fungevano da materiale per ardere. Questo vino mostra un naso intenso, persistente e anche carnoso, dominato dalla frutta rossa e dove alla lunga emergono leggere erbe aromatiche. In bocca si allarga bene mettendo in primo piano una piacevole dolcezza di frutto. Bell’allungo nel finale. 

Morellino di Scansano La Madonnina 2023 – Tenuta Agostinetto 
Da Valdobbiadene all’innamoramento per la Maremma, dove oggi coltiva una decina di ettari di vigne: ecco in estrema sintesi la storia della famiglia Agostinetto che sceglie di vinificare questo vino in cemento e poi affinarlo qualche mese in botte grande, affiancando al sangiovese un 15% di cabernet sauvignon che effettivamente lo marca subito nel colore più fitto e di tonalità più scura: Il naso è profondo, con evidenti componenti speziate e balsamiche; in bocca è compatto, saporito, concentrato. 

Morellino di Scansano Bellamarsilia 2023 – PoggioArgentiera 
Da una cantina nata nel 1997 e acquisita dalla importante Tua Rita di Suvereto, una vinificazione improntata alla leggerezza: il 10-15% dei grappoli vengono inseriti interi nella massa e la vinificazione avviene in acciaio. Il risultato è un frutto gentile e lieve al naso accompagnato da una piacevole componenete speziata. In bocca è fragante e colpisce per l’estrema finezza del tannino che increspa piacevolmente un finale vellutato. 

“Intermedio”

Morellino di Scansano Provveditore 2023 – Provveditore 
A quattro chilometri da Scanzano, la quarta generazione della famiglia Bargagli è protagonista della coltivazione di vigne su terreni tufaceo-calcarei poste ad una altitudine di 350 metri sul livello del mare. In questo sangiovese in purezza, affinato in legno dai 7 ai 12 mesi, si avverte subito l’eleganza del frutto di bosco, accompagnato da intriganti sensazioni boschive e di macchia mediterranea. In bocca riesce ad essere ad un tempo concentrato e fragrante, e agile nello sviluppo di una beva sapida che chiude con bella finezza tannica.  

Morellino di Scansano Forteto 2022 – Le Rogaie 
Prodotto da vigne che distano cinque chilometri dal mare, questo vino matura 18 mesi in cemento e ne trascorre sei in bottiglia. Il frutto di bosco è esposto in modo ampio ed è accompagnato da toni ematici e metallici. In bocca è subito molto ampio, setoso, godibile, che sorprende per il suo spiccato dinamismo che accompagna il frutto dolce e un tannino fine 

 Morellino di Scansano Purosangue 2022 – Terenzi
Da una imponente tenuta di 150 ettari dei quali 60 vitati, questo vino che si segnala per la profondità olfattiva con cui esprime un frutto rosso maturo al naso, ribadito in una beva ccaratterizzara da una importante densità. Buono lo sviluppo e l’articolazione, e il finale è “soffice” grazie a un tannino maturo e fine. 

Riserva 

Morellino di Scansano Riserva Bronzone 2021 – Belguardo 
La Maremma è stata sempre nei desideri del marchesi Mazzei (vedi Castello di Fonterutoli nel Chianti Classico) e finalmente nel 1997 è avvenuta l’acquisizione della cantina Belguardo, a 10 chilomentri dal mare in una collina che sovrasta il fiume Ombrone. Terreni di arenaria e galestro con rese basse nei vigneti, densità d’impianto piuttosto alta (sulle 6000 piante per ettaro), raccolta leggermente anticipata (il vino ha una gradazione alcolica di 13%), botti di legno usato per l’affinamento sono i presupposti per un vino dall’olfatto profondo e persistente in cui si avvertono spezie e note di grafite; in bocca si avverte una buona concentrazione sin dall’ingresso, accompagnata comunque da una freschezza ribadita in un finale dal piacevole nervosismo. 

Morellino di Scansano Riserva Laire 2021 – Bruni 
Una azienda storica fondata negli anni 70, dopo che una ventina di anni prima era stato acquisito un podere nella Maremma ancora paludosa. Oggi siamo arrivati ad una quarantina di ettari di vigne a cinque chilometri dal mare. Il 10% di syrah e l’uso della barrique (per un terzo nuove) rendono questo vino (che ha bisogno di tempo per aprirsi) denso,  cremoso, materico, con una ragguardevole quantità di frutto. Belle vibrazioni in un finale in allungo.  
 
Morellino di Scansano Riserva Roccapesta 2021 – Roccapesta 
Un 5% di ciliegiolo completa il sangiovese in questo vino che proviene dalle vigne più alte (350 metri), matura in cemento e affina per metà in botte grande e metà in tonneau. Al naso mette in mostra un frutto spontaneo ed elegante affiancato da erbe aromatiche, e che viene esposto in tonalità più mature al palato, dove è comunque contrastato da una piacevole vena acida.
 
Vecchia annata 

Morellino di Scansano Heba 2006 – Fattoria di Magliano 
Un imponente investimento della famiglia Lenci ha prodotto come risultato una tenuta di quasi cento ettari dei quali 45 vtati. L’olfatto di questo vino, in cui il sangiovese  viene completato da piccole percentuali di syrah e che affina in cemento, è ancora sorprendentemente pimpante e giovanile ed esprime note di prugna, pepe, terra. In bocca è ampio, setoso, e quasi salato. 

In una delle immagini: il direttore del Consorzio tutela Morellino di Scansano Alessio Durazzi
 
 

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