Tornare ai Barbi e alla sua taverna. E a una cucina che sposa il sapore ricucendo i fili di una storia antica con la contemporaneità, per non disperderne le tracce, attraverso pietanze che altro non sono se non pezzi di vissuto familiare.
Nella sua evocativa concretezza trova nel collo ripieno di nana con salsa verde e giardiniera di verdure il senso più profondo dell’etimo “domenicale”, nel pan lavato la struggente testimonanza di un cibo povero che ti arricchisce dentro, nel parfait di fegati e milza su crostino di pane all’uvetta e noci la tentazione nobiliare, nei pinci al ragù di maialino l’essenza stessa della campagna di quei luoghi, nel petto di faraona alla montalcinese con salsa al vinsanto l’illusione bella che tutto possa riacquisire il giusto peso. Dopo il caffé in forchetta poi, saresti pronto a ripartire dal via.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









