
Un pranzo epico, di quando l’epicità abbraccia ‘gnicosa: le idee, i cibi, il tempo. Una commemorazione e un evento.
La storia trentennale di un vero ristorante chiantigiano, nato e cresciuto per far mangiare territorio, riassunta in 12 piatti fra cavalli di battaglia, nuove suggestioni più un paio di guest, con la cucina a riprendersi il suo di tempo, scandito con lentezza nel tentativo di salvaguardare un’idea sana di convivio dalle disumane accelerazioni della contemporaneità.
Una cucina dal respiro antico senza un briciolo di stanchezza addosso. Un passato che si rigenera nel nome e nel segno dei sapori più autentici, ravvivati da un tocco attualizzato non meno che rispettoso.

All’Albergaccio di Castellina è andata in scena la “sontuosa regalità di una cucina di campagna”, fatta di ingredienti locali, di incisività e sottintesi, di passioni e affetti familiari, una cucina in grado di toccare garbatamente accordi di gusto ancestrali per vestirli a festa, lì dove in filigrana vi scorgi, prima ancora che la perizia tecnica e la cura formale, il sospiro consolatore di un passaparola che tramanda saperi.
All’Albergaccio di Castellina, in fondo, è andata in scena la domenica, di quelle domeniche che non ci sono più, e se trent’anni di vita per un ristorante rappresentano un’era geologica, in questo caso immaginarne altri trenta è un’idea semplice.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.
























