Quando i lucchesi di Lucca, soprattutto quelli non più di primo pelo, ti dicevano: ” oh, questo vino qua viene dalla Maulina“, gli si gonfiava il petto e dagli occhi tracimava un lampo di orgoglio.
Ecco, questo vino qua viene dalla Maulina, fra il Serchio e la Freddana. Ora, io non ho mai amato particolarmente i rosati, e poi non sono nemmeno di Lucca.
Che a riavvicinarmi alla speciale categoria ci pensasse un portavoce della Maulina chi l’avrebbe detto mai!? Ci deve essere del vero, quindi.
C’è che ha un tocco leggero, e il tutto sfuma infiltrandosi. A lui appartengono il garbo e la grazia discreta. Le sue uve son della vendemmia 2019. E’ giovane, sta scaldando i motori, ma vanta una innata predisposizione all’armonia sottile e una sapidità conquistatrice.
La sua traiettoria espressiva non è roba comune, e Lucca ha trovato un nuovo protagonista.


Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









