Il forzato isolamento lungo 3 mesi ed oltre è stato un agente lievitante potentissimo per far maturare pensieri, acciacchi e malinconie. Nel mio caso, fra impicci di ogni ordine e grado, si è portato pure con sè un paio di positività: 8 chilozzi in meno e un’abbronzatura che non ricordavo dal ’77.
E’ stato perciò con le ali ai piedi che ho fatto il mio nuovo esordio in società, uscendo dal guscio claustrofobico e occlusivo di un tempo sospeso.
Ad attendermi, con propensione amichevole e socializzante, il fragolino e la seppia, il sarago e i cannolicchi, la tracina e la razza, omaggiati con il rispetto profondo che si deve ad un dono.
E poi un pollo alla cacciatora subliminale, con la patata più buona che c’é.
Il mio rientro l’ho fatto al Pesce Briaco.
Lì ho ritrovato il respiro.
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Ristorante Pesce Briaco – Via della Pieve Santo Stefano, 967 – Lucca www.pescebriaco.it

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.





















