C’è il fascino misterioso e vagamente liturgico insito in un nome, Monastero dei Frati Bianchi, ciò che a istinto non assoceresti ad una azienda agricola; c’è l’assoluto disallineamento dalle traiettorie geografiche classiche del vino d’autore toscano, che non hanno toccato mai Equi Terme, nella profondissima e appartata Lunigiana di sponda massese, quella che guarda alle montagne invece che al mare.
E c’è la scommessa forte di puntare su qualcosa di nostrale e via dalla pazza folla come la pòllera, vitigno lunigianese di cui mi sovvengono, quando elaborato in purezza, solo alcune sorprendenti -ma discontinue- versioni di Francesco Ruschi Noceti a Pontremoli o quelle più ruspanti – ma non meno autentiche – di Orazio Benelli a Oppìlo, oltre a un onesto gregariato nei rossi dei Colli di Luni più sensibili al dettato della tradizione.
Tutte queste anomalie rispetto alla normalità, tutto questo spingersi al confine delle geografie e delle possibilità, hanno sortito qui l’effetto sperato: la corrispondenza euritmica.
Perché da quei luoghi non ti aspetti altro che vini così, splendidamente disadorni ed evocativi, di suadente ma decisa impronta floreale, ariosi e poco estrattivi, di acidità più che di tannino.
Vini “in levare”, la cui apparente fragilità altri non è se non un canto intonato che si leva dal didentro, da una interiorità che non si priva del nitore e del cesello formale così come della dote dell’equilibrio: un equilibrio che corre sul filo.
___§___

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









