A grande richiesta, rispolvero un paio di corrosioni che alla luce degli accadimenti ultimi mi paiono particolarmente attuali e proprio non riesco a trattenere.
CORROSIONE UNO
Odio la corsa ai punteggi roboanti, affibbiati oramai anche ai vini di qualità corrente. La vedo come il goffo tentativo di rimanere a galla “iperboleggiando” o come subdola pratica per tenere a bada la malcelata suscettibilità dei produttori recensiti, che è cosa ben diversa dalla credibilità e dalla misura.
CORROSIONE DUE ( sulla quale un futuro DPCM dovrebbe sancire la svolta)
I wine writers, specialmente gli anglòfoni ( ma non solo), stanno pensando di ampliare la gamma dei punteggi per arrivare a comprendere scale centoventesimali. Le centesimali ormai, sfruttate “intelligentemente” solo e soltanto dai 90 punti in su, non sono più bastevoli alla meraviglia. Che volete, c’è chi nasce ottimista per discendenza, con il miraggio della promised land sempre dietro l’angolo.
___§___
Tratte da “ Odio chi. Le corrosioni del tempo e il mio primo pezzo politico” – L’AcquaBuona, ottobre 2018

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









