Finalmente arrivata a destinazione, brevi manu, la prima farina di castagne dei “Ripopolanti della Val Taverone“. Ora può pure principiare l’inverno!
Siamo in Alta Lunigiana, fra boschi, selve e minuti borghi silenti o semiabbandonati.
E’ il ritorno dei giovani (ma non solo) alla natura, la nascita di una piccola comunità “di frontiera”. Per una vita diversa da percorrere assieme, ciascuno con il proprio distinto saper fare ma tutti con il medesimo obiettivo: ricostruire dalle fondamenta una socialità nuova, riscoprire mestieri, economie circolari e – soprattutto – far rivivere la montagna.
C’è chi si dedica alla pastorizia, chi agli orti e alle cipolle (di Treschietto, ovviamente!), chi alla silvicoltura, chi al ricamo a macramé. C’è chi ha piantato una vigna, chi ha rimesso in funzione il vecchio gradìle, chi dipinge e chi scrive. E c’è una associazione culturale (La Colomb’era) che ha posto al centro della propria attività l’aspetto esperienziale, fatto di dialogo, accoglienza, interazione, spiritualità, concretezza e idee.
Non saprei dirvi se questa gente, che già sta sperimentando felici momenti di integrazione con il rarefatto tessuto sociale dei luoghi, intenda soltanto vivere ai margini le proprie solitudini e la propria diversità di pensiero. Ma che in esperienze collettivistiche come questa vi si celi l’essenza è ormai più che probabile.
Ah, non ho ancora provato la farina di castagne dei Ripopolanti della Val Taverone, ma è buonissima.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









