Andare al ristorante è diventata una attività in dissolvendo, con manco più l’appiglio della sporadicità. Me ne sono accorto ieri, quando ci son tornato per la prima volta dopo mesi.
Lì per lì non fai pace coi gesti e coi modi che attengono alla socialità; ti viene da alzarti ogni cinque minuti, sei impaziente senza motivo e sei pure fuori sincrono con i ritmi canonici del dialogo e della convivialità.
Insomma, ti porti addosso tutti i meccanismi nevrotici della lunga permanenza casalinga, dove la sosta a tavola aveva assunto le cadenze di un pit stop di formula 1.
L’imbarazzo è durato poco, per mia fortuna. Perché da In Vernice vi ho ritrovato l’antico calore di un tempo, e la musica di sottofondo sparava Neil Young.
Il fatto è che Carlos Rubio ci ha riportati in vita con una tagliatella di farro al ragù di fagiano e olive taggiasche che veleggiava lontano nei meandri del sapore, e il Tenuta di Valgiano 2006 – viscerale e vero – ci ha scaldato nuovamente i cuori.
E’ stato come riazzerare il nastro, prendere un respiro forte, e ricominciare.
Ristorante In Vernice – Via Sproni, 32 – Livorno – www.ristoranteinvernice.it
Contributi fotografici di Lorenzo Coli

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.















