Se mi imbatto nella Cisa – autocamionabile o autostrada- ad ore pasti, non si scappa (dai pasti). Casomai non ne avessi voglia, me la faccio venire.
Basta poco, perché in quei frangenti ho scelta facile: se ho “attrabaccato” il passo dal lato parmense, mi butto sulla Locanda Mariella di Calestano e decisamente sto. Se mi trovo dalla parte massese, faccio tappa a Pontremoli da Fernanda e Amedeo Poletti, al Caveau del Teatro, e con gli affetti sono bell’ecche condito.
Oggi è andata così, piombando senza preavviso al Caveau: giusto un piatto, e poi sono stati tre; giusto un bicchiere, e poi son state due bottiglie (condivise eh!).
La Lunigiana, intesa come Alta Val di Magra, abita qui.
A condimento, un affetto incorrotto verso quella terra di frontiera ed i suoi prodotti, un affetto che vedi e che senti, negli sguardi giù giù fino alle parole. Ivi compresi, ovviamente, tutti gli organi del corpo, materiali e immateriali: la psiche e le viscere, lo stomaco e il cuore. Soprattutto il cuore, che batte forte in quella bomboniera da trent’anni.
Irrinunciabile.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.

















