È nato Tipicamente Magazine

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Vabbè, eccheddevofà. Interrompo lo strascinatissimo articolo che sto pezzo pezzo montando, perché Boco & De Cristofaro stavolta l’hanno combinata grossa. Stavolta sola? No, sono onesto: questi due qua, Antonio Boco e Paolo De Cristofaro, la combinano spesso grossa. Da quando su www.tipicamente.it hanno lanciato Vino al vino 50 anni dopo, ossia il più bel podcast di vino che si sia mai visto fare in Italia, si sono guadagnati tutta la mia ammirazione incondizionata e qualche improperio da frustrazione (tipo “Mannaggia a voi ma come ca** avete fatto a fare una roba così!!”).

Tipicamente Magazine

Paolo De Cristofaro e Antonio Boco.

Questa volta il duo Boco/De Cristofaro, insieme al prezioso contributo di Tiziana Battista (graphic designer e già voce narrante di Vino al Vino 50 anni dopo) hanno tirato fuori dal loro caratello magico una rivista. Si chiama Tipicamente magazine. Ogni uscita sarà monografica, dedicata a un territorio, una denominazione o un itinerario. Avrà quindi sempre un fil rouge strutturato attorno a una storia da raccontare attraverso il vino.

Più posti, meno post
Raccontare. Parola intrigante, posata, lenta. Perché come dicono i due autori, “In un’era in cui la comunicazione sembra guidata in primis da logiche real time, lanciamo uno spazio di approfondimento rivolto a chi non si accontenta di stories, reel o post fugaci”. Lasciando stare i post, ci si dirige fisicamente verso i posti veri, che vengono percorsi (anche in bici!) e mappati nel territorio, nei vini, nei cru, nei vitigni, nelle persone.

Todo depende
“Rivista dipendente”, recita il frontespizio. Dipendente nel senso che dipende, “dalla nostra passione per il vino, dalle altalene umorali e dall’impossibilità di ignorarle, ma soprattutto da chi vorrà dedicarle tempo e attenzione”, dichiarano i due autori. Dipenderà anche, aggiungo io, dalla risposta che darà il pubblico, che come ha dimostrato il caso di Winesurf (in cui una parte strutturale dei contenuti sono stati riservati agli abbonati a pagamento), è molto probabile che sia pronto a pagare una certa cifra a fronte di contenuti attendibili e ben strutturati.

Chi ben comincia
Il luogo attorno a cui è avviluppato il numero uno di questa rivista è un posto da urlo: Verduno. Il più a nord dei comuni del Barolo, un tempo ritenuto una Cenerentola, oggi avercene, patria di un vino-vitigno-todajoia come il pepatissimo pelaverga, patria di un cru da Barolo stratosferico come il Monvigliero, sempre più sugli allori grazie a interpreti immensi come Fratelli Alessandria, G. B. Burlotto, Vietti, Castello di Verduno. Come direbbe Clooney: What else? E da dove vuoi partire per raccontare un pezzetto di mondo del vino se non da Verduno?

L’indice dell’uscita 1 di Tipicamente Magazine.

Digitale o cartaceo?
Per iniziare, il primo supporto scelto per Tipicamente Magazine è l’opposto di Verticale, altra giovane eno-rivista lanciata nel 2022 dal trio Matteo Gallello-Nelson Pari-Jacopo Cossater, di cui abbiamo parlato qui, disponibile solo su cartaceo. Tipicamente parte invece soltanto in digitale, ma non si può escludere che avrà in futuro un esito stampato. Lo meriterebbe, grazie sia all’impostazione grafica data da Tiziana Battista (bellissima la cover e le illustrazioni interne), sia ai contenuti tutt’altro che effimeri, sia ai preziosi inserti cartografici forniti dal più grande di tutti gli enocartografi, Alessandro Masnaghetti, “Mapman”, con cui De Cristofaro ha già collaborato per la pubblicazione di Chianti Classico: l’Atlante (Enogea Editore, 140 mappe, 424 pagine).

La prima dose è gratis
Come la migliore roba, la prima dose è gratis, e si può richiedere sul sito di Tipicamente. Ci si iscrive, si riceve una mail e si può poi scaricare il primo numero per intero. In seguito i numeri successivi saranno acquistabili al costo di 10 euro a uscita. Che non sono pochi, è vero, perché siamo abituati al falso “tuttogratis” del web. Ma qui, lo ribadisco, si parla di posti, non di post. Si parla di esperienza sul campo, di professionalità altissime nel campo del vino, e del raccontare i territori e le persone del vino. Si parla di sensibilità acquisite a suon di chilometri su e giù per lo stivale, migliaia di assaggi, con lo stile di ascoltare prima che raccontarsela.

Il duo De Cristofaro-Boco raffigurato in azione verso il Monvigliero da Tiziana Battista (ma le bici erano elettriche!)

Qualunquemente, ironicamente, Tipicamente!
Per chi conosce Antonio Boco e Paolo De Cristofaro, una rassicurazione: tranquilli, va bene dati, suoli, geologia, produttori, disciplinari, ma non manca lo stile ironico e sornione dei nostri. E non può mancare il controcanto stralunato portato dalle indagini dell’Ispettore Palma, incarnazione fantasiosa di un antieroe d’altri tempi, e d’altri vini, immancabile dai tempi di Vino al Vino podcast. Insomma, sembra ci sia tutto. Ma proprio per questo io dico: dai, ragazzi, fatela anche cartacea. Tipicamente cartaceamente!
In bocca al lupo per questa nuova avventura, buona pedalata ragazzi!

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Tipicamente: www.tipicamente.it
Il canale Youtube con le interviste a Vittore Alessandria, Fabio Alessandria e Edmondo Bonelli: qui
All’interno del PDF scaricabile sono presenti link interattivi al canale YouTube dove tra l’altro si può vedere una approfondita presentazione di Verduno di Alessandro Masnaghetti.
Qua il link per scaricare Tipicamente Magazine n. 1: https://www.tipicamente.it/2023/04/tipicamente-magazine-numero-1-verduno/
Mail: tipicamentemagazine@gmail.com

Le immagini allegate all’articolo sono state gentilmente concesse da Tipicamente.

Paolo Rossi

Paolo Rossi (p.rossi@acquabuona.it), versiliese, laureato in lettere, lavora a Milano nel campo editoriale. Nel vino e nel cibo ricerca il lato emozionale, libertario, creativo. Insegue costantemente la bottiglia perfetta, ben contento che la sua ricerca non sarà mai appagata.

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