Crisi idrica e siccità: non è semplice, ma se si rema tutti dalla stessa parte…

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Un interessante incontro è stato organizzato dal Biodistretto Valdera (una delle belle associazioni di produttori che stanno nascendo in collaborazione con le amministrazioni regionali) su “Crisi idrica e siccità”, un tema (purtroppo) di grande attualità. Si è svolto nell’incantevole contesto delle colline di Peccioli, provincia di Pisa, presso l’Azienda Agricola biologica Floriddia, produttore ormai “di culto” di farine biologiche, cereali e pasta.

Gli eventi che si susseguono spaventano sempre di più, e i passaggi sempre più rapidi dalla terra spaccata alle inondazioni lasciano sbigottiti e spaventati. È quindi stato interessante ascoltare le opinioni dei rappresentanti dell’università di Pisa, del consorzio LaMMa (laboratorio toscano di meterologia e di monitoraggio ambientale), della regione Toscana, degli enti preposti al controllo dell’ambiente, delle acque, e della gestione dei fiumi e dei fossi.

Premesso che la caduta 500 millimetri d’acqua in 36 ore è un evento che non ha possibili difese, è comunque utile comprendere che una ricetta semplice per evitare i disastri e rimediare ai problemi ambientali che spesso ne sono la causa non esiste, ma è necessaria una complessa serie di buone pratiche.

No all’”intensivismo” (anche nell’olivicoltura, che altrimenti da sostenibile diventa anch’essa idrovora), si alla diversificazione, e va incoraggiato lo scambio di informazioni fra agricoltori, o fra chi gestisce la terra, perché è più rapido ed efficiente delle pratiche pur valide studiate nei laboratori. La gestione degli alberi lungo gli argini è anch’essa complessa, sono loro che, sradicati, distruggono gli argini.

E a proposito di produzione di energia, lo sgomento con cui vengono accolti dagli amministratori locali i progetti in cui decine di ettari di terra vengono dedicati al fotovoltaico a scapito dell’agricoltura, e la quantità di acqua enorme di cui hanno bisogno le coltivazioni di mais per produrre biocarburanti fa capire come la decarbonizzazione non sia una cosa affatto semplice.

Tutto sta a fare piccoli passi, e cercare di remare tutti dalla stessa parte.

Nell’ultima immagine, Rosario Floriddia

Riccardo Farchioni

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