La vendemmia 2024 in Toscana: in balia del meteo

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Parlare della vendemmia 2024, recentemente conclusasi un po’ oltre metà ottobre (e questa sarebbe già una notizia), vuol dire parlare del fatto che l’agricoltura, e in particolare la viticoltura, è una attività ad alto rischio meteorico. La stagione viticola 2024 si è aperta intorno all’epoca di germogliamento (10 aprile a Montalcino) con temperature massime già oltre ai 25 gradi °C.  Questo ha portato a un rapida crescita dei germogli e alla precoce suscettibilità della vite alle malattie fungine, in particolare peronospora e black rot.

Gli agricoltori, memori dell’anno precedente, sono partiti in tempo e in generale, nonostante le piogge frequenti e abbondanti che si sono succedute in primavera, si è riusciti a superare il periodo piovoso con buon livello di protezione sia in bio che in integrato. Ma le frequenti piogge dei mesi mese di maggio e giugno hanno lasciato il posto ad un luglio caldo e umido che ha favorito la presenza dell’oidio.

Poi, verso la fine di luglio, le temperature sono salite ancora fin sopra i 36/38 °C , provocando nella lussureggiante vegetazione un eccesso di evapotraspirazione che ha provocato, nel proseguo, un arresto di maturazione per alcune varietà.  Contrariamente alla norma, dalla fine di agosto si è assistito ad un continuo stillicidio di piogge che ha accompagnato le uve fino alla vendemmia.

Nonostante questo la sanità delle uve è stata soddisfacente alla vendemmia, ma ciò che ha prodotto questa congiuntura è stata una produzione abbondante e concentrazioni in zuccheri e sostanze coloranti a volte sotto la media, ma soprattutto un ritardo nella maturazione che non si vedeva da decenni, con il sangiovese raccolto oltre la metà di ottobre, nella speranza di un periodo siccitoso e ventilato che però non si è verificato.  Come a dire che dopo i continui annunci di anticipi vendemmiali dovuti al caldo eccessivo delle scorse annate (la più recente è la 2022), si è assistito ad una annata all’insegna della variabilità e degli estremi: tra caldo e pioggia in eccesso

Andamento meteo Montalcino 2024

Le piante, contrariamente agli animali, non posso scegliere il posto in cui stare e quindi per sopportare gli eventi meteorici hanno elaborato una serie di strategie che gli consentono di resistere a situazioni difficili. In questa annata si è assistito ad un rigoglio vegetativo provocato dalle abbondanti piogge primaverili, che hanno provocato in alcune zone forti attacchi di peronospora, ma che soprattutto hanno dotato la pianta di una folta vegetazione che si accresceva grazie alla dotazione idrica del terreno.

Ma molte foglie significa anche una ampia superficie traspirante che, a fronte del caldo del mese di luglio, ha indotto la pianta a chiudere gli stomi per risparmiare acqua, con conseguente arresto e/o rallentamento della fotosintesi e quindi degli accumuli di zuccheri e di sostanze fenoliche.

Eccesso di vigoria e produzione nell’annata 2024

La ripresa delle piogge nel mese di settembre, in maniera consistente e frequente, ha indotto un rallentamento delle fasi della maturazione, ciò che in certi areali ha consentito di protrarre la vendemmia oltre la metà di ottobre.

Questo ritardo, che non ha inficiato più di tanto sulla sanità delle uve, è stato dovuto agli scarsi accumuli di zuccheri nel periodo di settembre. Così l’attesa di un periodo secco, che poi non si è verificato, ha indotto molti ad indugiare, ritrovandosi a dover decidere per la raccolta quando il tempo era scaduto. 

Un’altra circostanza che è stata osservata in questa annata è l’abbondanza delle produzioni: complici le piogge e la vigoria delle piante, si sono registrate produzioni elevate che non hanno di certo favorito gli accumuli desiderati, in particolare per i rossi da medio/ lungo invecchiamento. 

Discorso diverso per le uve bianche, che in molti casi, piuttosto diffusi, si sono comportate meglio, con un buon patrimonio aromatico e una freschezza a volte rimarchevole. Anche se le acidità non sono state elevate, i pH si sono attestati su valori ottimali per le tipologie di vini, forse anche assistiti dal fatto che l’assorbimento del potassio non è stato favorito, e il catione è stato dilavato dalle piogge.

Dalle prime impressioni ricevute, a fronte degli assaggi effettuati in questo periodo, possiamo ipotizzare bianchi snelli, freschi, che esprimeranno in breve tempo il loro potenziale aromatico e che avranno nella freschezza e nella aromaticità i loro pregi maggiori.

Per i rossi si ha un’impressione di vini eleganti, longilinei, dotati di buona acidità, con intensità coloranti nella media e polifenoli non elevati; vini anche con gradazioni alcoliche più “umane”, e quindi più in linea con il nuovo trend della bevibilità e degli abbinamenti meno impegnativi. Ma staremo a vedere….

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