Ne ho raggruppati un bel po’ per esplorarne meglio le voci. Sì, una pluralità di voci in grado di scoperchiare un potenziale espressivo che -bicchieri alla mano- non puoi che definire interessante, e ancor di più in tutti quei casi dove, al di là del terroir più o meno adeguato, viene messa in risalto la particolare sensibilità interpretativa dell’artefice, spesso e volentieri la chiave di volta ai fini di una reale brillantezza espositiva e di una distintiva caratterizzazione tipologica.
Sì perché il nostro Syrah, approdato nelle campagne toscane da un bel po’ di tempo, segnando un’epoca in cui la voglia di “alternative” si era fatta esigenza, abbracciando le magnifiche sorti e progressive del meticciato varietale nella convinzione che la “voce” del territorio potesse prevalere sul vitigno sempre e comunque, distillandone in tal modo una nuova cifra identitaria, così come accaduto per altre varietà “foreste” è stato spesso fatto oggetto di una visione stilistica aggressiva, che oggi racchiuderemmo nella locuzione “ vecchio stile moderno”, a suon di generose infusioni di rovere piccolo e nuovo, di maturazioni accentuate, di esasperata ricerca della maturità fenolica, di estrazioni spinte, dove il rischio di turbare quel meraviglioso equilibrio costituito dalle naturali doti di ricchezza aromatica e suadente tattilità, assistite per di più da una impronta tannica misurata, si era fatto consuetudine, al punto da rendere poco originale e fin troppo omologante il costrutto.
Ecco, questa sorta di “errore” prospettico, oltre che interpretativo, in special modo se perpetrato alle nostre latitudini, con il tempo e con il moltiplicarsi delle esperienze ha accolto vivaddio rivisitazioni più o meno radicali sia in termini di gestione agronomica che, soprattutto, di soluzioni enologiche, ed ecco che con sempre maggiore frequenza riusciamo oggi a rintracciare dei Syrah capaci di far sventolare le proprie insegne nel pieno rispetto delle peculiarità varietali, che è poi ciò che va a marcarne l’identità lasciando finalmente campo allo straordinario patrimonio aromatico di cui può disporre il vitigno e a una seducente dimensione gustativa, tanto avvolgente quanto golosa, in grado di amplificarne significativamente sensualità, articolazione e beva, smarcandosi così da quell’assetto frontale & monocorde che ne aveva fissato le coordinate nelle versioni en pureté meno recenti.
Sono approdi sempre più condivisi, si badi bene, che a mio parere vanno a caratterizzare i conseguimenti più risolti, e tutto ciò nel bel mezzo di una contingenza epocale per la quale le condizioni al contorno, vieppiù di natura climatica, non è che puntino dritte allo stesso obiettivo. Perché se è ormai acclarato che le esigenze del vitigno si sposano bene con il clima mediterraneo, le luminose giaciture solitamente richieste allo scopo dovrebbero possibilmente fare a meno di creargli stress idrico, tenuto conto poi che il nostro predilige rese accorte e che la finestra vendemmiale risulta piuttosto stretta a causa dell’assottigliamento della buccia. Inoltre, che la capacità di sintetizzare zuccheri, a fronte di andamenti stagionali sempre più estremi, potrebbe partorire pesantezza alcolica e “staticità” organolettica, anziché dettaglio ed articolazione.
Insomma, esaltarne (valorizzarne) l’integrità, e assieme all’integrità le doti di fragranza e di freschezza gustativa, abbisogna certamente di attenzioni e premure, oltre che di vocazioni territoriali.
E a proposito di territori, se da un lato il distretto di Cortona, sulla scorta delle antiche intuizioni della famiglia D’Alessandro, è stato il primo a puntare convintamente sul Syrah al punto da farne l’insegna più luminosa della propria denominazione, alla luce del tempo non mi pare riesca ancora a sfornare un numero consistente di flaconi distintivi, salvo rari casi peraltro eclatanti divenuti nel frattempo una sorta di marker di riferimento, ripiegando semmai su traduzioni poco più che scolastiche o facendo perno su canovacci stilistici fin troppo debitori della “confezione”. Sicuramente però, al di là degli indubbi meriti ascrivibili al distretto cortonese sia in termini di ricerca che di sperimentazione sul tema, girovagando qua e là per la Toscana si colgono sprazzi di brillantezza non di rado sorprendenti, che ai loro territori di origine debbono presumibilmente qualcosa.
Gli areali più vocati sono rappresentati da certi angoli di Maremma (livornese e grossetana), dove d’altronde si annida il grosso della proposta. Da lì emerge con confortante regolarità un’attitudine da vino “costiero” in grado di garantire concreti appigli alla personalità.
Pochissimi i portavoce chiantigiani, anche se storicamente importanti, qualche referenza che dalla prossimità del mare sembra trarne un certo vantaggio, e infine alcuni terroir via dalla pazza folla dai quali ricavare identità fuori dal coro decisamente influenzate dalla particolare situazione microclimatica, circostanza quest’ultima quanto mai stimolante in ottica di distinzione.
Qui d’appresso le note di degustazione riguardanti 30 Syrah toscani – alcuni di chiara (quando non chiarissima) fama –, oltremodo esemplificativi per inquadrare lo stato dell’arte attuale.
Non si muore di noia, anzi, il quadro è senz’altro variegato e divertente, ma quel che fa più piacere testimoniare è il movimento di idee che ci gira intorno, alla ricerca di una più affermata coerenza fra l’espressione monovarietale e le sollecitazioni derivanti dal territorio di origine, attraverso uno sforzo di attenzioni, sensibilità e professionalità che non può che portarci a vedere il bicchiere mezzo pieno, comunque vada. Ed è proprio quello che ci vuole.
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DA CORTONA
AMERIGHI STEFANO – CORTONA SYRAH 2022
Molto caratterizzato (e sfaccettato) aromaticamente, con i suoi risvolti “olivosi” che fan tanto Amerighi, è succoso e salino, baldanzoso e identitario.
AMERIGHI STEFANO – CORTONA SYRAH APICE 2021
Gronda sale, e come se non bastasse è scioltissimo e progressivo nello sviluppo. Della terra sua sembra proprio suggerne l’essenza, ciò che non vedi ma senti. Ineludibile.
BALDETTI – CORTONA SYRAH CRANO 2021
Pulito, simpatico, preciso, non troppo diffusivo epperò coeso e gradevole, non possiede una personalità esaltante ma sta bene in piedi.
CANTINA CANAIO – CORTONA SYRAH VILLA PASSERINI 2021
Il rovere e la voce ruggente del tannino ne frenano al momento distensione e dinamica. Difficile svelarne le intimità.
DAL CERO TENUTA MONTECCHIESI – CORTONA SYRAH KLANIS 2021
Un Syrah che punta le sue carte sulle sfumature di sapore e su una estrazione calibratissima, muovendosi agilmente con spigliata dinamicità, e che dietro quel profilo in sottrazione nasconde un bel gioco di equilibri.
DOVERI – CORTONA SYRAH L’USCIOLO 2022
La pienezza e la generosità di forme non ne agevolano una scansione disinvolta, quantomeno ai profumi, mentre in bocca le insegne siraeggianti sventolano con maggiore chiarezza, assecondando un’indole sanguigna entro il solco di una trama compatta un po’ in debito di sfumature.
FABRIZIO DIONISIO – CORTONA SYRAH IL CASTAGNO 2022
Coi suoi profumi dalle desinenze speziate limpidamente espresse, assume una buona dimensione gustativa; non proprio originale, se vogliamo, come espressione generale, ma precisa e inappuntabile.
FABRIZIO DIONISIO – CORTONA SYRAH CUCULAIA 2020
Una personalità più affermata rispetto al Castagno, grazie alla sinuosità del tratto e alla incisività. Ritorni di radici nel lungo finale.
FABRIZIO DIONISIO – CORTONA SYRAH LINFA 2022
Qui il Syrah “dionisiaco” sconta un affinamento in anfora e assume un’altra postura, guadagnandone in freschezza e garbo espositivo. I profumi sono portati in emersione da una morigerata volatile, il profilo è longilineo e a brillare è la spontaneità. Realmente evocativo.
POGGIO SORBELLO – CORTONA SYRAH GORTINAIA 2021
Intrigante per tonicità e schiettezza, pone il frutto in evidenza ma non solo quello: è gioviale, scorrevole, sottopeso ma infiltrante.
ROBERTA PASINI – CORTONA SYRAH DI EGO 2019
Contempla qualche slabbratura, sia pur nella intensità del tratto, e la precisione non è il suo forte, ma ad un ascolto più attento lascia emergere un carattere meno scontato del previsto, recuperando un briciolo prezioso di direzionalità al quale appigliarsi.
TENUTA ANGELICI – CORTONA SYRAH BOCCA DI SELVA 2021
Un buon sentimento floreale instrada un sorso di bella polpa ed altrettanta naturalezza espressiva, forse ancora alla ricerca delle sfumature migliori ma con tanto sale in corpo, e la cui sua schietta presenza chiama spontaneità.
DAL RESTO DEL “MONDO”…
CACCIAGRANDE – MAREMMA TOSCANA SYRAH CORTIGLIANO 2023 (Castiglione della Pescaia, GR)
Impronta varietale netta e senza interferenze, e poi ancora generosità, calore, gioventù e fragranza, a combinare una golosa schiettezza con una indiscutibile precisione esecutiva.
COLLE DI BORDOCHEO – LANARIO 2021 (Segromigno in Monte , LU)
Turgore, spontaneità e freschezza in un sorso sanguigno e sensualmente selvatico, dove la proverbiale perizia tecnica di Bordocheo fa un passo di lato per portare sul proscenio una espressività meno codificata e più spontanea.
FATTORIA DI MAGLIANO – MAREMMA TOSCANA SYRAH PERENZO 2020 (Magliano, GR)
Un bel Syrah succoso e vivo, con il tono fruttato sostenuto dalla freschezza e la corolla di spezie ordinatamente al proprio posto. E’ dritto, impettito, vitale, prospettico. Però!!
FATTORIA LE PUPILLE – SYRAH 2020 (Istia d’Ombrone, GR)
Tanto frutto e poi ancora ricchezza e compattezza, con accenti aromatici “alicanteggianti”. Ora come ora non si lascia conquistare con disinvoltura, ma succo e materia stanno di casa.
FATTORIA VARRAMISTA – VARRAMISTA 2018 (Montopoli Valdarno, PI)
A brillare è la compostezza, e quella classe austera che non grida la sua presenza ma la sottende con innato savoir-faire, sciorinando un portamento che non può passare inosservato.
GIARDINI RIPADIVERSILIA – LA COSTA 2021 (Seravezza, LU)
Fragranza, pienezza e contrasto illuminano la silhouette di questo vino aitante e di temperamento. Il finale è lungo, il sale d’accompagno: può crescere. Pensare poi che vien dalla Versilia, che sono i posti miei, è circostanza sorprendente.
ISOLE E OLENA – COLLEZIONE PRIVATA SYRAH 2020 (Barberino Tavernelle, FI)
Il colore è fitto ma la freschezza aromatica ne stempera il rigoglìo materico per approdare a una dinamica articolata ed avvincente, di grande integrità e presumibile futuro, su rilievi di spezie fini e pierre à fusil.
LA CHIMERA D’ALBEGNA – MAREMMA TOSCANA SYRAH ORIENTE 2019 (Marsiliana, GR)
Con ogni probabilità il primo vino mai assaggiato di questa cantina, con certezza quieta una piacevole sorpresa: saporito, tonico, vivace, ritmato, rifinito.
LA FRALLUCA – PITIS 2020 (Suvereto, LI)
Dietro le apparenze materiche si cela un quadro aromatico sfaccettato di ascendente mineral-speziato, cui poco inficia l’ingerenza dei legni e dell’alcol; e poi una bella naturalezza al palato, appena frenato negli allunghi dai tannini del rovere ma saporito e vibrante.
LA VIGNA SUL MARE – MAREMMA TOSCANA SYRAH GUIDOMORO 2021 (Capalbio, GR)
Su toni maturi ma non stucchevoli, poggia su una certa aromaticità di fondo traendo vantaggio dalle buone doti di freschezza sapida, ciò che va ad ingentilirne il tratto. Discreto l’allungo, dolce il tannino.
LE MACCHIOLE – SCRIO 2021 (Bolgheri, LI)
Ad un primo ascolto hai succo puro di mirtilli e un sorso vibrante, dinamico, profilatissimo; con l’aria e l’ossigeno acquisisce intensità aromatica – terriccio ed evidenze floreali – e il tratto si fa via via più carnoso, spesso, sensuale.
MARCO CINCINELLI – MANDORLI 2021 (Capolona, AR)
Profumi silenti ma buona dinamica, a propiziare uno sviluppo di puro succo e precisione, solo un po’ ovattato negli umori.
MICHELE SATTA – SYRAH 2022 (Bolgheri, LI)
Non ripropone l’incantesimo di equilibri dell’annata precedente, e a mancargli è proprio quella immensa scorrevolezza di cui aveva dato sfoggio nel 2021; il frutto però richiama integrità, e nel rivendicare spazi e palcoscenico lascia agio a una dinamica solo discreta.
PODERE CONCORI – VIGNA PIEZZA 2021 (Gallicano, LU)
Raffinato, sottile, sussurrato, con la naturalezza che gira a mille, esprime un’idea personalizzata di ariosità. Il territorio come introiettato, la Garfagnana che parla di sé con lingua individua.
PODERE CONCORI – MELOGRANO 2022 (Gallicano, LU)
Accompagnato da un pizzico di volatile, accoglie spontaneità e scioltezza in un profilo gustativo assai ampio, tutto da bere, senza magari attraccare a superiori lidi di complessità .
POGGIO GRANDE – SYRAH 2021 (Castiglione d’Orcia, SI)
Le spezie (naturali) apportano fascino e sensualità al quadro organolettico, caratterizzato da una buona integrità di frutto e da una trama croccante, sinuosa e libera da lacci.
TENUTA CASADEI – LE ANFORE DI ELENA CASADEI SYRAH 2023 (Suvereto, LI)
Fra i più affascinanti Syrah dell’anno: riccamente speziato, reattivo, bevibilissimo, è giovane ma emana un gran fascino. Affinato in anfora, possiede un quid di disinvoltura in più.
TENUTA LENZINI – LA SIRAH 2022 (Gragnano, LU)
“Mineraloide”, quasi idrocarburico, dalla sua può contare su beva e trasparenza espressiva. Dritto e sfumato al contempo, è un generoso dispensatore di dettagli sottili. Nella levità la sua essenza.
TOSCANI – LUMEO 2021 (Casale Marittimo, PI)
Di puntuale e nitidissima scansione, coniuga interiorità e precisione tecnica in modo brillante e non scolastico: è gustoso, sfaccettato, integro, fresco, checchennedica l’alcol.
TUA RITA – PER SEMPRE 2020 ( Suvereto, LI)
Nonostante il generoso temperamento alcolico dichiarato in etichetta, brilla e sorprende per equilibrio, saldezza e profilatura di materia. Solo l’ingerenza del rovere tende ad eroderne parzialmente succo e sapore, ma sul fatto che possegga dei numeri e che possa contare su un’importante prospettiva di vita non ci sono dubbi.
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Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









