Ad Amatrice poco o nulla è cambiato in questi anni. Il vecchio Corso vivace e coronato dallo sfondo dei monti della Laga non c’è più, gli si passa a debita distanza lungo due strade parallele a senso di percorrenza unico, una in direzione Rieti e l’altra in direzione l’Aquila. Ed è l’intero centro ad essere ancora completamente transennato, con la sola torre civica restaurata a fare da testimone orgogliosa del passato che fu. Appena fuori dalla “zona rossa” l’hotel Il Castagneto è una delle poche strutture “storiche” ad essere tornata operativa.
Più in là c’è il piccolo “centro commerciale” di cui abbiamo parlato qui, dove le foto dell’Amatrice di un tempo hanno un effetto forse in definitiva un tantino malinconico. Di sabato mattina pochi negozi sono aperti, ma risuonano voci dal bar al primo piano, segno di una comunque resiliente voglia di aggregazione.
A pranzo, eccoci nel Polo del Gusto che Stefano Boeri ha realizzato nel 2017 a pochi chilometri dal paese. Si parcheggia e si costeggiano le case costruite per le famiglie terremotate, con un leggero imbarazzo per un timore forse eccessivo di violare privacy e intimità dei pochi anziani che chiacchierano nei loro piccoli giardini. I ristoranti sono stati trasferiti in grandi chalet in legno e vetrate; imponenti e stilisticamente impattanti, hanno sullo sfondo montagne che a maggio sono ancora innevate e al centro un grande prato “naturale” e fiorito. Sono attivi La Conca, che vanta un passato glorioso nel cuore di Amatrice anche perché vi alloggiò Celentano, protagonista nel 1968 del “Serafino” di Germi.
Poi il ristorante Da Patrizia, che offre Amatriciana e grigliata di carne a 20 euro. E infine, naturalmente, il tradizionalissimo Roma. La rivendita di pane e vino aperta nel 1897 ha attraversato quattro generazioni della famiglia Bucci, con la svolta importante da parte di Arnaldo che la trasformò nel ristorante aperto in via Roma e poi anche in albergo. Era in costruzione la piscina quando alle 3.36 del 24 agosto 2016 arrivò la scossa di terremoto che, se non distrusse immediatamente l’edificio, intrappolò sotto molti chili di cemento Alessio, figlio di Arnaldo, che alla fine fu estratto e dichiarato fuori pericolo dopo 20 giorni di ricovero.
Oggi i Bucci accolgono nell’ampio salone con luminoso affaccio sul panorama che ci ricorda quello della vecchia sede in paese. Oltre ad Alessio c’è Alfonso, uomo di cucina, che sa comunicare molto bene e serve anche a tavola. Come va? Gli chiediamo. “Male… Ma non per il terremoto a cui abbiamo reagito. E’ che la gente ha sempre fretta, troppa fretta!” Effettivamente è una bella giornata e il servizio è messo a dura prova. Gli antipasti sono a base di fritti (c’è anche la crema) e di pecorini di ottimo livello. E poi, naturalmente i primi.
L’Amatriciana può anche essere gustata anche nelle due versioni in forma di “dittico”: quella originale, bianca, detta anche gricia, con i soli pecorino e guanciale a duellare sul palato o la rossa con l’aggiunta del pomodoro (niente polpe o passate, qui pelati tagliati grossolanamente). E, volendo, ci sono anche i quasi altrettanto tradizionali gnocchi ricci (che non sono di patate) dalla caratteristica forma piatta e ruvida. Tanta carne fra i secondi: da segnalare i succulenti arrosticini. Si spendono 40 euro per un menu completo oppure si possono scegliere i menu variamente assortiti “Vettore”, “Pizzo di Sevo” e “Corzano” a 25, 30 e 35 euro rispettivamente.
Siamo ad una altitudine di oltre mille metri, il verde domina quasi stordente, e viene voglia di salire ancora un po’. Raggiunto il paese di Sommati si prende una strada tortuosa ma percorribile, si supera Sant’Angelo, si costeggia un bosco fitto di castagni. Si arriva, infine, in un grande prato fiorito sovrastato delle montagne che domina il panorama. Laggiù, piccola, c’è Amatrice e le gru disseminate infondono una speranza per un futuro che riporti in vita, magari in forma rispettosamente diversa, questo borgo simbolo della bellezza e della fragilità del cuore del nostro Paese.
Ristorante Roma
Polo del Gusto, Via Maggiore Domenico D’Angelo
Frazione San Cipriano, Amatrice (RI)
Tel. 0746 825777

Scrive di vino, gastronomia e agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Direttore editoriale, gestisce le relazioni con i lettori e con la stampa. È membro dell’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare)











