I Chianti Classico dell’anno, UGA per UGA (che non fa UGA al quadrato)

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Fra conferme e sorprese. Come è giusto che sia, per un territorio che non smette di “muoversi” e di adattarsi al cambiamento come il Chianti Classico. Ho messo insieme i ricordi migliori di una lunga campagna di assaggi, mischiando Chianti Classico d’annata, Riserve e Gran Selezioni nel nome della qualità e della statura autoriale. Ovviamente, ascoltando e assecondando le mie predilezioni, ossia ciò che mi è rimasto impresso. Altri ve ne sarebbero, ma occorre pur darsi un limite.

Quel che è certo è che anche nell’amatissimo Chianti sta passando il vento del cambiamento climatico, con il succedersi delle ultime annate ( 2021, 2022, 2023, 2024) e delle loro estreme singolarità fenomenologiche che tendono inevitabilmente a ripercuotersi sulla forma e sulla sostanza dei vini.

C’è un però, che al momento sembra salvare capre e cavoli, ed è un però che certifica i risultati migliori: è quando il surplus di attenzioni richiesto in vigna, dove più che del protocollo contano l’osservazione e la tempestività, trova riscontro in un gesto enologico alleggerito, che faccia propri gli obiettivi della misura estrattiva, del contrappunto gustativo e della bevibilità.

Solo così parrebbe conservarsi l’illusione bella di poter scansare le insidie principali di millesimi dialettici, aprendo alla brillantezza attesa. Che per il Chianti significa garantire quelle doti di flessuosità, equilibrio, finezza e versatilità che altre non sono se non la sua firma, e alla cui ulteriore caratterizzazione concorre il territorio di origine.

Mettiamola così, nell’accogliere annate diverse (le ultime proposte sul mercato), e ordinando il tutto per UGA (unità geografica aggiuntiva), il seguente repertorio sentimentale raccoglie referenze in compagnia delle quali mi è venuto più facile immaginarne il genius loci. 

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CASTELLINA IN CHIANTI

CASTAGNOLI – CHIANTI CLASSICO 2022

Dalla pietraforte di Castagnoli un vino che, rispetto al mainstream castellinese, porta incisa sottopelle una vibrazione acida-agrumata stimolante e réfrechissant, abbinando ampiezza e succosità in un profilo elegante, dritto, affusolato.

E ancora: rispetto alla sua consueta fisionomia pare affidarsi con maggiore convinzione alla dinamica e alla verticalità, più che all’abbraccio soffice e avvolgente di frutto e alcol. E per quanto possa contare questa annotazione, a me ‘sto viatico non dispiace affatto.

CASTELNUOVO BERARDENGA

CASTELL’IN VILLA – CHIANTI CLASSICO 2020

Una cosa è certa: ogni referenza della Principessa Coralia Ghertsos Pignatelli della Leonessa raramente risulta men che ottima. E già questo la dice lunga sul carattere e la personalità dei vini di Castell’in Villa. Quest’anno poi, il combinato disposto di Chianti Classico 2020, Chianti Classico Riserva 2019 e Santacroce 2016 si prende il banco, per dire.

Che vuoi, già di fronte al Chianti Classico 2020 non puoi fare a meno di apprezzarne il nitore e la compostezza, la saldezza e la signorilità, la salinità e la persistenza. Un vino che indirizza i pensieri verso il concetto di perfezione, ma che siccome non esiste puoi anche far finta di non averlo pensato.

GAIOLE IN CHIANTI

MAURIZIO ALONGI – CHIANTI CLASSICO RISERVA VIGNA BARBISCHIO 2022

La dinamica evolutiva del Vigna Barbischio richiede sempre ascolto attento, quantomeno nelle prime fasi della sua parabola vitale, da che c’è in lui un lato introspettivo che vuole aria e bottiglia per far sì che ad emergere sia l’interiorità.

Insomma, un vino lento nello sviluppo, della cui disponibilità al dialogo se ne fa garante il tempo. Non per questo però, dietro la giovanile introspezione, non puoi non coglierne la profondità e il sotteso. Sta in quella pienezza buona senza mollezze, e in quel passo garbato, composto, che è poi quando la sobrietà si mette l’abito elegante.

CASTELLO DI AMA – CHIANTI CLASSICO RISERVA MONTEBUONI 2022

Qui il proverbiale nitore dei vini di Ama sposa la altrettanto proverbiale dote della reattività. Quando di un vino si dice: “ha presa sul palato”, ecco, questo è. E c’è un di più, perché il grip non si alimenta soltanto di sane asprezze, ma si apre a una dinamica pura, stemperato dalla seducente dolcezza del frutto.

Una versione particolarmente risolta di Montebuoni, che abbina ritmo e tensione in un sorso caratterizzato da un’ammirevole integrità. Impettito e vitale, turgido ed elegante, è succoso e dinamico.

CASTELLO DI MELETO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE GAIOLE POGGIARSO 2021

Già il colore sottintende freschezza, e mai come in questa annata Poggiarso riesce a tradurre limpidamente un reale sentimento d’altura. Grazie alla fragranza aromatica, d’accordo, che trae vantaggio dai toni gessosi-minerali, ma anche a una trama che sfuma elegantemente, pur restando affilata come una lama.

Sì, è un portavoce legittimo della terra sua, di una Gaiole alta-altissima che ha nel fraseggio e nel dettaglio sottile la sua ragion d’essere. Ma è anche l’ulteriore tassello di un progetto di valorizzazione dei singoli vigneti che Meleto sta portando avanti da diversi anni coniugando sensibilità interpretativa e classicità stilistica.

GREVE IN CHIANTI

PODERE CAMPRIANO – CHIANTI CLASSICO RISERVA DEL FONDATORE VALERIO LAPINI 2021

Forse l’etichetta più dialettica e caratteriale di Campriano, le cui uve provengono dalla vigna del 1999 piantata dal padre di Elena Lapini, l’attuale titolare, con vecchi cloni di sangiovese.

Ma che in questa luminosa versione, a dire il vero, non ha preso nessuna piega umorale, acquisendo semmai una dinamica e una progressione avvincenti: proporzioni perfette, sfumature à go-go, sviluppo affusolato e finanche snello trascinato dall’acidità.  Ah, la dimensione di impresa è piccola, ma la sostanza grande.

QUERCIABELLA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2020

Anche in questa annata che di per sé ha fatto proprie le ragioni dell’equilibrio, il Gran Selezione di Querciabella, in piena coerenza, si propone con una misura e una giustezza che non possono lasciare indifferenti.

Ne apprezzi l’integrità e il nitore, l’evidenza floreale e l’agrume, la freschezza e il modo di concedersi, l’equilibrio alcolico e la stoffa sottile. E la sincera attitudine al dinamismo.

TERRENO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE GREVE ASOFIA 2021

Più ancora delle altre referenze di Terreno, ASofia incarna ed interpreta la progressiva “adattabilità al cambiamento” messa in atto dalla proprietà per arrivare a scoperchiare il benedetto genius loci e a mostrare orizzonti espressivi più risolti.

Proprio qui, dove la flessuosità di trama fa il paio con la profondità e la modulazione. C’è una ampiezza che conforta, un tannino giudiziosamente estratto, un’indole elegante e interiorizzata la cui introspezione ne amplifica il lato seduttivo. In fondo, un’intima coerenza con ciò che dai suoi luoghi ti aspetteresti.

LAMOLE

FATTORIA DI LAMOLE – CHIANTI CLASSICO RISERVA CASTELLO DI LAMOLE 2016

Paolo Socci ci ha abituati alle uscite tardive. E per la verità, non di rado, ci ha pure abituati alla sorpresa.  Vini viscerali e autentici, i suoi, dalla timbrica old fashioned, come questo Riserva 2016, che non soffre l’evoluzione ma anzi la declina al meglio, acquisendo una postura che chiama ancora tonicità, e da cui il territorio rifulge grazie alla misura dell’espressione. Un vino dal fascino indiscreto legato a una struggente classicità.

I FABBRI DI SUSANNA GRASSI – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE I FABBRI 2020

Bel succo, bella energia, bella fragranza. Di lui mi piacciono la reattività, il sapore, la verve, la levigatezza tattile e la finezza d’insieme. Ha movenze aggraziate, materia sottile, peso leggero, punte sovrastrutture.

Apparentemente fragile, e però luminoso nella sua apparente fragilità, è un vino di aria, non di terra, che nell’atto del librarsi afferma il suo nome e la sua territorialità.

LAMOLE DI LAMOLE – CHIANTI CLASSICO RISERVA LAREALE 2022

Il passo è serio, e a vincere è il non detto, il sottobosco balsamico, il portamento austero, l’ampiezza gustativa. E un’introspezione vibratile che lascia immaginare il futuro, perché innervata di freschezza, e perché il profilo sostanzioso non si dimentica del dinamismo.

Lamole di Lamole è oramai una certezza della terra sua; il puntiglioso, oneroso, attento lavoro agricolo trova riscontro in una proposta tanto curata quanto riconoscibile, che ha nel Riserva il suo apice espressivo. Forse perché è proprio questa l’etichetta che, più di altre, ti fa scomodare il concetto di “ineccepibile”.

PANZANO

FONTODI – CHIANTI CLASSICO DINO 2022

Un vino-dedica, ma soprattutto un vino che punta all’essenza del Sangiovese di Panzano, epurandolo dagli orpelli e dalle sovrastrutture, vinificandolo ed affinandolo in anfore di terracotta. E forse sta proprio nella purezza la sua cifra, una purezza incorrotta, dove a risplendere sono la naturalezza dell’espressione, la giustezza e l’autenticità.

Di esemplari integrità e freschezza, ha un sorso spedito, croccante, proporzionato. La beva è un suo alleato.

MONTE BERNARDI – CHIANTI CLASSICO RISERVA 2022

Ritmato e rinfrescante, checchennedica l’annata insidiosa, ancora una volta il Riserva di Michael Schmelzer rinnova un dialogo proficuo con la leggiadria e la leggerezza, che non significa affatto semplicità, casomai essenza.

E’ profilato, scattante, dai fondamentali eleganti e dai tannini sottili; il suo frutto è integro, i riflessi balsamici. Il fatto che la beva assuma i connotati della compulsione non fa venir meno la sostanza delle cose: un tocco speciale e una speciale misura, che combinati assieme portano a un’idea maledettamente compiuta di purezza.

RADDA IN CHIANTI

BORGO LA STELLA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2021

Cambio di proprietà ma non di sostanza, a Borgo La Stella. Ritrovo dopo qualche stagione i vini della casa, e li ritrovo in grande spolvero, capaci di fondere efficacemente un disegno accurato, figlio di assoluta perizia tecnica, con il mandato territoriale, che si traduce qui in un profilo ampio e complesso sotto cui pulsa una materia vibrante e succosa, da tipico sangiovese d’altura. E’ fresco, longilineo, impettito, e guarda al futuro. 

CASTELLO MONTERINALDI – CHIANTI CLASSICO VIGNETO BOSCONE 2020

Dall’omonimo cru sulle alture di Lucarelli, ecco un Sangiovese rigoroso, boschivo, flemmatico, classico negli accenti, struggente nella trama.

Un Chianti Classico vitale e raffinato, che segna uno dei vertici espressivi di questa storica tenuta raddese passata recentemente di proprietà. A spiccare è la naturalezza espressiva, e quella sensazione invidiabile che scosta più in là le evidenze per parlarti solo del didentro.

FATTORIA DI MONTEMAGGIO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE ALBERELLO 2016

I vini di Montemaggio escono solo quando ritenuti pronti. Al difuori delle logiche e delle strategie di mercato, sta in questa esasperata ma convinta ricerca di espressività la cifra identitaria della casa.

Ilaria Anichini firma vini personali, di eccellente potenziale evolutivo e struggente classicità. Alberello ’16 ha preso il meglio dal tempo che passa, profuma di sottobosco, è integro, vitale, misurato; la sua sobria eleganza ne scoperchia il lignaggio rendendolo evidenza, come ricordo che non muore.

ISTINE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE RADDA VIGNA ISTINE 2022

Vibrante, sottile, verticale, affusolato e tutto in tensione, ha un calore alcolico morigerato, una struttura senza peso e un finale slanciato. Di rara finezza aromatica, poggia su un equilibrio fra le parti rimarchevole.

Per il territorio del Chianti Classico pressappoco un idioma; per i bevitori, una boccata di aria fresca. Uno dei pochi casi in cui l’annata dialettica e insidiosa sembra non aver lasciato tracce. C’è il fatto che proviene da un luogo speciale e a suo modo estremo, e per questo probabilmente capace di vincere su tutto.

L’ERTA DI RADDA – CHIANTI CLASSICO RISERVA 2022

Mi piace la modulazione aromatica sfumata e profonda, dal sentimento floreale, e mi piace la sensazione che la dolcezza qui sia tutta del frutto. I tannini “soffiati” ne sottolineano il lignaggio, la saldezza ne preannuncia il potenziale evolutivo. E poi il calore è sopportabile e la beva conclamata, in un contesto dove le vibrazioni sapide rendono molto in slancio e contrappunto gustativo. Sì, Diego Finocchi firma vini che posseggono le stimmate della sincerità.

MONTERAPONI – CHIANTI CLASSICO RISERVA IL CAMPITELLO 2022

Vibrante e fresco di acidità, possiede una compostezza signorile, una bella qualità di tannino e una tonicità che è puro conforto. Quel che si dice avere portamento, un portamento nobilmente austero, in questo caso, che fa assumere al vino una fisionomia seriosa e compassata, alla cui compiutezza concorrono la struttura calibrata, il pregevole equilibrio alcolico e il sale.

VAL DELLE CORTI – CHIANTI CLASSICO RISERVA 2021

Puro e contrastato, fresco e succoso, ha una dote di frutto matura al punto giusto, e poi ancora ampiezza, nitore e distensione. Peso, struttura e calore restano imbrigliati comme-il-faut in un sorso dinamico e futuribile, la cui energia non tarpa le ali a una franca disponibilità, per un vino comunque portato a concedersi e a comunicare tanto di sé, dentro e fuori.

Non è certo una novità, ma in compagnia dei vini di Roberto Bianchi il coinvolgimento ha gioco facile.

SAN CASCIANO VAL DI PESA

CALCAMURA – CHIANTI CLASSICO 2022

Una delle liete sorprese dell’ultima campagna di assaggi proviene da San Casciano ed è opera di una coppia di enologi che ha voluto ritagliarsi un piccolo angolo di mondo tutto per loro, dove poter dare sfogo alla propria sensibilità di interpreti.

Le dimensioni di impresa sono piccole, ma dalle prime avvisaglie c’è da stare sul chi va là. Qui hai una sana trasparenza espressiva, il vino è flessuoso, ben disegnato, brillante, progressivo nello sviluppo. Contempla e associa misura e tipicità, esprimendosi con sincero spirito chiantigiano, di quelli che scavano dentro, fino ai ricordi migliori.

VILLA LE CORTI – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE SAN CASCIANO VAL DI PESA ZAC 2020

Dopo aver assaggiato questo Sangiovese in purezza da vigna singola mi sono domandato se mi ero perso qualche cosa. Sì perché i vini del Principe Corsini li ricordavo connotati diversamente dal punto di vista stilistico, entro il solco di una visione che ha sempre favorito la piena esplicitazione del frutto, la concentrazione e la presenza scenica. Qui invece mi è parso di cogliere un respiro nuovo: piena aderenza varietale, capacità di dettaglio e nessuna “coercizione”.

Il risvolto delicatamente tostato del rovere è un nulla rispetto all’afflato minerale e agrumato dei suoi profumi e alla dimensione slanciata della sua trama. Il temperamento alcolico se ne esce ben bilanciato, e se da un lato si fa bere con trasporto, dall’altro lascia intendere che ci sarà un futuro dalla sua parte.

SAN DONATO IN POGGIO

ISOLE E OLENA  – CHIANTI CLASSICO 2022

Un vino che il tempo lo conquista, lo vince e lo cavalca, perché è grazie al tempo che va raccordando progressivamente -ed armoniosamente- certe evidenze  giovanili, leggi calore e carnosità di frutto, entro un disegno sempre più veicolato da una corrente acida trascinante, ciò che fa il paio con la pregevole ampiezza gustativa.

L’eleganza qui si affida al candore floreale, la progressione resta favorita dalla scia salina. E’ reattivo, futuribile, ed è l’ultima annata che ha potuto avvalersi del “tocco” di Paolo De Marchi.

VAGLIAGLI

DIEVOLE – CHIANTI CLASSICO CASANOVA 2023

Nitido ed elegante, fresco e proporzionato, propone una suadente dimensione tattile e fruttata muovendosi con disinvoltura, scortato da una bella dolcezza tannica. In una parola: ineccepibile, in altra parola: è Chianti.

Ma prima di tutto è un vino che ben ci racconta i progressi di Dievole sul piano della caratterizzazione tipologica e della aderenza territoriale, favorite da una visione stilistica che guarda all’essenza e non all’ingerenza.

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