Questa è la seconda parte degli appunti di degustazione presi alla presentazione da parte dell’Associazione Italiana Sommelier dell’edizione 2026 della guida Vitae. Evento di grande successo, come si era constatato nella prima parte, grazie alla presenza di vini da tutto lo Stivale, e in particolare di tante etichette “iconiche” in generale assai difficilmente raggiungibili. Questo valeva per i vini bianchi e vale ancor di più per i rossi, che facevano letteralmente girare la testa non tanto per il contenuto alcolico, quanto per la straordinaria varietà di espressioni e una vertiginosa scala di valori.
Ripetiamo qui che è stata compiuta la scelta di inserire i 400 vini in degustazione in 4 categorie: i “grandi vini”, i vini di marcata espressione territoriale, i “vini rivelazione” che hanno particolarmente sorpreso e i vini “valore-prezzo” con un bel rapporto qualità prezzo che indichiamo negli appunti con le sigle GV, VT, VR, VP, rispettivamente.
Come al solito, iniziamo con una ampia pagina dedicata alle Langhe. Di Livia Fontana (Castiglione Falletto) l’anno scorso assaggiammo il Barolo Villero; quest’anno tocca al Barolo Fontanin 2021 (VP), premiato come vino “valore-prezzo”: abbiamo verificato, on line lo troviamo (incredibile ma vero) a 25 euro più spese di spedizione. Le sue uve provengono, oltre che dal cru Mariondino, anche proprio dal Villero; l’olfatto si avverte intenso, amplissimo e leggero sulle note di sottobosco, china e poi anche di rosa; in bocca è un vino fragrante, dove più che colpire per la sostanza, accarezza leggero il palato.
Sulla “sponda opposta” dal punto di vista gustativo c’è il Barolo 2021 di Marengo (VP), dal comune di La Morra, che è invece improntato sulla potenza, sulla espressività della carica di frutto, esposta anche con giovanile irruenza.
Ci fa sempre piacere riassaggare i vini di Rizzi, ovvero di Enrico Dellapiana e della sua famiglia, anche a causa di un piacevolissimo incontro di qualche anno fa. Il Barbaresco Pajorè 2022 (VP) stupisce per energia, freschezza, succosità, agilità e per una imperiosa progressione gustativa che termina con grande ampiezza nel finale.
Il Barolo Vigna Sorì Ginestra 2021 (GV) di Conterno Fantino, big assoluto del territorio di Monforte d’Alba, è profondo e intenso, sia floreale che fruttato, e in bocca colpisce per potenza, presenza di frutto, ed una vera e propria esplosione nel finale.
Il Barolo Monvigliero 2021 (GV) del Comm. G.B. Burlotto, da una vigna iconica di Verduno, mostra belle trasparenze nel colore, e poi erbe aromatiche, tartufo, sensazioni mentose e balsamiche in un naso ampio e diretto. Leggerezza in una beva setosa e ampia che termina con una trama tannica seducente.
Di Vajra (da Barolo), uno dei cru più celebri, il Barolo Bricco delle Viole 2021 (GV) che mostra un naso della consueta purezza soprattutto floreale ed è suadente e ordinato in una bocca vellutata che abbina fiori e frutti. Il finale è siglato da un tannino vibrante.
Veramente molto buono il Barbaresco Riserva Asili 2020 dei Produttori del Barbaresco (GV), uno dei cru più preziosi nel territorio di Barbaresco che sfoggia un naso leggiadro, ampio e seducente, di persistenza quasi stordente. Le sensazioni gustative invadono la bocca con prepotenza e ampiezza e terminano lunghe, accompagnate da una elegantissima trama tannica.
Di Pira E. & Figli – Chiara Boschis sentiamo il Barolo Cannubi 2021 (GV, dalla mitica collina nel comune di Barolo) che ha un olfatto lievissimo, di eleganza rara e persistenza infinita. Al palato abbina in modo affascinante leggerezza, freschezza e forza.
Il Barbaresco Vanotu 2022 di Pelissero (GV) prende il nome dal diminutivo dialettale di Giovanni, nonno dell’attuale titolare Giorgio e trae origine da vigneti del 1961. Mostra profumi intriganti di timo, camomilla, rosa e in bocca è elegante ed avvolgente, e nel finale di bella freschezza si avverte anche la dolcezza del frutto.
Il Barbaresco Riserva Camp Gros Martinengo 2020 di Tenute Cisa Asinari-Marchesi di Gresy (GV) è un vino assai godibile, con il suo olfatto di straordinaria persistenza, elegante e carnoso allo stesso tempo, di lettura diretta grazie ad un frutto pienamente espresso, nel quale spicca l’amarena. In bocca ha un andamento sontuoso anche se alla fine sconta forse qualche ripetitività nei toni.
Proseguendo l’escursione piemontese arriviamo al Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco 2024 (VP) di Accornero, che sfoggia belle note di rosa intense e persistenti accompagnate da sensazioni di ciliegia e arancia. In bocca, fresco e succoso, ampio e delicato nell’espressione. La beva non ha grande spinta, ma bella larghezza.
Grandi rossi da grandi uve, da nord a sud, dal nebbiolo all’aglianico: ecco il consueto fascino nei toni del Taurasi Radici 2020 di Mastroberardino, che in un olfatto ampio e persistente alla frutta rossa matura unisce note di sottobosco. E’ leggero sul palato, elegante, scorrevole e assai fresco mostrando anche qualche tono agrumato.
Il Contea di Sclafani Rosso del Conte Regaleali 2020 di Tasca d’Almerita trae origine da uve nero d’Avola e perricone in parti circa uguali del vigneto San Lucio di otto ettari con allevamento ad alberello, ed affina 18 mesi in barrique nuove. E’ leggero ed elegante al naso, ed ha un carattere improntato al frutto maturo in bocca, dove è potente e progressivo e nel finale lascia emergere una certa marcatura del rovere.
Il Faro Palari 2020 di Palari (GV) è un vino dall’olfatto in impressionante intensità marcato da frutta rossa candita e in confettura. Straordinariamente saporito in bocca, riesce a bilanciare la maturità dell’espressione con una bella freschezza.
Il Montepulciano d’Abruzzo Binomio 2021 de La Valentina (VT), prodotto insieme alla veneta Inama grazie all’acquisizione nel 1997 di vigneti abbandonati, mostra un colore violaceo fitto e un naso di grande profondità ed eleganza sulle note di frutta nera. In bocca è fresco e nervoso, leggero sul palato, ed è coerente con le sensazioni olfattive.
Puntata in Liguria con il Rossese di Dolceacqua Pini 2023 di Maixei, di colore rubino con belle trasparenze, sfoggia un naso intenso in cui la frutta rossa leggera è affiancata da piccanti erbe aromatiche. In bocca è compatto, reattivo e pimpante, ed è pungente con le sue note di pepe verde. Il finale è lungo.
Il Colli Euganei Rosso Infinito 2021 (VR), da terreni vulcanici, è un vino che matura in cemento ed esprime un frutto rosso polposo sia in un naso ampio che in una beva vellutata e matura nei toni, e che tende ad allargarsi con prepotenza nel finale.
Il Centesimino 2023 (VP), vino prodotto in cemento da Ancarani che coltiva solo uve autoctone sulle colline romagnole di Faenza, sfoggia un naso intenso e persistente , ed è caratterizzato da una grande pienezza di frutto che spazia dalla fragola al melograno affiancate da sfumature di pepe rosa. Caratteristica che si conferma in una bocca di bella progressività
Infine, un rosso iconico campano, il Falerno del Massico Rosso Vigna Camarato Riserva 2021 di Villa Matilde Avallone (VT), 80% aglianico e saldo di piedirosso da vigne vecchie su terreni vulcanici che affina in barrique di primo, secondo e terzo passaggio. E’ caratterizzato da una elegante maturità al naso, e da una beva suadente con una buona acidità che rende godibile un finale dal tannino finissimo.
Nella terza e quarta immagine, i produttori E. Pira & Figli-Chiara Boschis e Pelissero

Scrive di vino, gastronomia e agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Direttore editoriale, gestisce le relazioni con i lettori e con la stampa. È membro dell’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare)









