Firenze – Vendemmia probante, la 2022, per questa denominazione cardine dell’universo-mondo italico, inquadrata qui secondo la tipologia più ambiziosa dei Chianti Classico Gran Selezione. Che giusto dal 2021, e più diffusamente ancora dal 2022, ha visto l’ingresso a pieno titolo delle cosiddette UGA (unità geografiche aggiuntive), acronimo sul quale sono fiorite anche facili ironie ma di fatto importantissimo per identificare all’istante e direttamente in etichetta i singoli distretti geografici di provenienza delle uve, possibilità attualmente esclusivo appannaggio di questa tipologia all’interno della Docg. Per intenderci: San Casciano, Greve, Montefioralle, Lamole, Panzano, San Donato in Poggio, Castellina, Radda, Gaiole, Vagliagli, Castelnuovo Berardenga.
Una tipologia peraltro che è riuscita progressivamente a vincere le iniziali titubanze di parte della compagine produttiva chiantigiana, in special modo dopo le più recenti modifiche apportate al disciplinare di produzione in fatto di paletta varietale (solo uve autoctone, con un minimo di sangiovese pari al 90%), e che bicchieri alla mano sembra realmente intenzionata a lasciarsi dietro certe tentazioni muscolari e certi stilemi da Supertuscan che ne avevano segnato le prime apparizioni, per riallacciare un dialogo più “affettivo” con i territori di origine, proponendo traiettorie stilistico-espressive maggiormente attinenti alla classicità, missione quest’ultima affrontata con diffusa perizia da un numero sempre crescente di cantine grandi e piccole, nel tentativo di esaltare l’agognato genius loci.
Ma quel che più ci rinfranca è trovare un SENSO compiuto all’interno di una tipologia che ha fondato sulla preminenza dei parametri prestazionali la propria idea di valorizzazione, e tutto questo poi in corrispondenza di annate insidiose come la 2022, caratterizzata da un lunghissimo lasso temporale siccitoso che ha segnato per intero la primavera-estate, e che ha regalato qua e là alcuni provvidenziali spiragli di pioggia agostani, accettabili escursioni termiche nei periodi topici (ma non significative come in altre annate), una vocazione tendenzialmente precoce alla vendemmia.
Insomma, un’annata “più di frutto che di fiore”, più di peso che di ariosità, dove la natura stessa dei Gran Selezione, per estratti, corpo & temperamento alcolico, avrebbe potuto costituire un facile abbrivio per ottenere il “di più” rispetto al dovuto, ossia l’eccesso e il disequilibrio permanente.
Così in buona misura non è stato, se stiamo agli assaggi in parte effettuati nel corso del 2025 e ravvivati oggi da quelli effettuati nell’ambito della Chianti Classico Collection 2026. La quale peraltro ha proposto un numero di referenze assai più corposo rispetto all’anno precedente, sottintendendo che l’ingresso sui mercati di questa tipologia, per questo millesimo, stia giustappunto in procinto di avvenire. E non potrebbe essere altrimenti, d’altronde, visti anche i tempi di affinamento minimi imposti dal disciplinare (30 mesi).
La cosa però che conforta e sorprende di questi vini, in mezzo a qualche bemolle, a qualche eccesso “calorico” e a qualche (in)evitabile incertezza, è la capacità di ben tradurre gli stimoli dei rispettivi terroir anche in corrispondenza di un’annata del genere; ossia di onorare degnamente il compito di fungere da specchio riflesso del territorio.
Quasi che la determinazione messa in campo dai viticoltori chiantigiani per superare l’impasse di una stagione meteoclimaticamente impegnativa avesse trovato concreta sponda in un gesto enologico quanto mai accurato e rispettoso, attento a non forzare la mano più di quanto la stagione non abbia fatto di già, rincorrendo in tal modo il miracolo dell’equilibrio, e non di rado conseguendolo.
Nota finale: per ragioni di chiarezza abbiamo indicato il nome della UGA anche in quei casi ( Montefioralle, Vagliagli, Lamole) per i quali la possibilità di indicazione della UGA in etichetta scatterà in realtà dal prossimo anno.
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BORRATELLA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. GAIOLE SASSO DEL BORRO 2022
Un profilo sostanzioso ma senza ridondanze, e un rigore espressivo permeato da un afflato vegetal-balsamico che pone in risalto più il nerbo e la freschezza che non il frutto e le sue circuizioni.
CALCAMURA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. SAN CASCIANO 2022
Elegantissimo, dai cromatismi luminosamente sfumati, è al tempo stesso concessivo e profondo. I tannini come un soffio. Bel conseguimento, ed etichetta da attenzionare.
CAPRAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELLINA F55 2022
Dal frutto rigoglioso, è succoso anche se manca un po’ di dettaglio, con l’assetto che tende a farsi fin troppo frontale.
CASTELLO DI ALBOLA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. RADDA SOLATIO 2022
Bilanciamento alcolico, sentimento d’altura, scioltezza di beva, buona profondità, implacabile nitidezza aromatica. Difficile muovergli appunti.
CASTELLO DI AMA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. GAIOLE SAN LORENZO 2022
Bel taglio fruttato sostenuto da freschezza. Ad emergere la proverbiale fragranza, il grado di definizione e un pizzico di leziosità. Di certo sta bene in piedi, dritto sulle proprie gambe.
CASTELLO DI BOSSI – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELNUOVO BERARDENGA 2022
Bel temperamento per un profilo caldo ma sinuoso, dettagliato, di ottima profondità gustativa e apprezzabile stratificazione tannica.
CASTELLO DI CACCHIANO – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. GAIOLE MILLENNIO 2022
Frutto rosso, calore, terra arsa: l’alcol tende a prendersi la scena, e la trama a spanciarsi un po’.
CASTELLO DI FONTERUTOLI – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELNUOVO BERARDENGA VICOREGIO 36 2022
Bella classicità di forma e di sostanza: è ficcante, incisivo, dai tannini salati. Ottimo!
CASTELLO DI FONTERUTOLI – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELLINA CASTELLO DI FONTERUTOLI 2022
Carnoso e floreal-fruttato, sia pur con un pizzico di rotondità e di alcol in eccesso, rilascia un buon candore.
CASTELLO DI FONTERUTOLI – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. RADDA BADIOLA 2022
Elegantemente compassato, senza evidenze alcoliche, è succoso, sinuoso, trascinato da una corrente acida rinfrescante. Distintivo (e raddese).
CASTELLO DI MELETO – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. GAIOLE 2022
Il frutto è scuro, la struttura solida. E’ carnoso, ordinato, di buon sapore e discreta personalità.
CASTELLO LA LECCIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELLINA BRUCIAGNA 2022
Calore e sbuffi eterei da un lato, incisività tannica dall’altro: due sensazioni apparentemente in contrasto capaci di ricomporsi in una “postura” eretta.
COLOMBAIO DI CENCIO – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. GAIOLE MONTELODOLI 2022
Elegante e sfumato, abbina classe e sostanza; l’arioso finale è punteggiato da tannini all’altezza, e questa versione di Montelodoli è proprio riuscita.
CONTI CAPPONI VILLA CALCINAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. MONTEFIORALLE VIGNA LA FORNACE 2022
Bel frutto, bel contrasto acido-tannico. Al momento prevalgono i toni austeri, ma la reattività non è in discussione. Un certo temperamento alcolico, quello sì.
CONTI CAPPONI VILLA CALCINAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. MONTEFIORALLE VIGNA BASTIGNANO 2022
Rigoglio di frutto in evidenza, così come il risvolto agrumato; è caldo, morbido, quasi soffice, senza nulla cedere però alla mollezza.
CONTI CAPPONI VILLA CALCINAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. MONTEFIORALLE VIGNA CONTESSA LUISA 2022
Austero e poco concessivo, quantomeno ora, è stimolato dal pungolo acido e chiede solo tempo per sdilinquirsi.
FATTORIA IL COLOMBAIO – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. VAGLIAGLI IL COLOMBAIO 2022
Obbligato dalla “confezione”, non difetta in struttura e presenza scenica, anche se al momento l’assetto resta frontale, poco modulato nei toni e nella progressione.
FELSINA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELNUOVO BERARDENGA 2022
Elegante, caldo, carnoso, rotondo, non propone l’allungo della differenza ma un buon componimento quello sì.
ISOLA DELLE FALCOLE – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. PANZANO LE FALCOLE 2022
Saldezza, rigore, contrasto agrumato, supporto acido, qualche rigidità di troppo. E’ giovane ma promettente.
NITTARDI – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELLINA 2022
Succoso, nitido, elegante, ben profilato nella materia e ben sostenuto dall’acidità, propone un’ottima melodia gustativa, raccontandoci di un cambio di marcia stilistico.
POMONA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELLINA L’OMINO 2022
Profilo boschivo-balsamico, virgulto acido, tannino vispo e maturo, sincerità espressiva, buona personalità.
RIECINE – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL GAIOLE VIGNA GITTORI 2022
Bella coloritura balsamica, esemplare cura formale, sapore ed eleganza come maritate, tannini di finissima consistenza a slanciare e rinfrescare. Un Gittori all’altezza della propria fama.
TENUTA SAN VINCENTI – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. GAIOLE 2022
Grazie alla carnosità, alla saldezza e al sapore ti fa capire circa i passi in avanti compiuti sul piano stilistico e della messa a fuoco.
TERRENO – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. GREVE ASOFIA 2022
Soffuso, elegante, slanciato, dai tannini puntiformi: un’ottima riuscita e un’espressione anno via anno sempre più risolta e a fuoco.
TERRENO – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. MONTEFIORALLE SILLANO 2022
Portamento austero (ma con classe), droiture e giustezza: ecco un vino giovane, tonicissimo e futuribile.
TOLAINI – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELNUOVO BERARDENGA MONTEBELLO SETTE 2022
Polposo, largo, caldo, “spalmato” di dolcezza di frutto e di legni, in questa fase della parabola vitale fatica un po’ sul piano dell’equilibrio espositivo.
TREGOLE – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. CASTELLINA 2022
Polpa abbinata a freschezza, afflato boschivo e qualcosa di sopportabilmente rustico che non ne inficia il carattere. Insomma, un Castellina bellamente nervoso & saporito, da crescere e affinarsi.
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Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









