E’ luogo di cibi e di vini, entrambi mirabolanti. Ma è anche luogo di pensieri, di socialità, di consapevolezze, di affetti. Un posto di cui non vorresti mai parlare in giro, se non svelarlo agli amici più cari, per conservare intatta l’illusione che sia solo per te o per chi potrebbe meritarne le più segrete delle intimità. Eppure sai che non è così.
La Locanda Mariella, sui monti sparsi della Cisa parmense, è una piccola storia di intraprendenza e di indipendenza. Le parole del vino, sul vino, che fluttuano all’aria in quelle stanze colorate scuotono dal torpore le coscienze ormai assopite. Onorano la terra, bruciano di passioni e fanno male ai ricchi, ai benpensanti e ai bevitori di etichette. Sono le parole che vorrei.
Quanto ai cibi, oggi, le proposte di Paco Zanobini ti proiettano nell’iperspazio del gusto. L’illusione di unicità resta.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









